Ex Nunzio: “ci attendono razionamenti energetici, limitazioni agli spostamenti, moneta e identità digitali”

di Emanuela Maccarrone

MONSIGNOR VIGANÒ: “BIDEN, LA NATO E L’UNIONE EUROPEA VOGLIONO DELIBERATAMENTE MANTENERE UNA SITUAZIONE DI PALESE SQUILIBRIO, PER RENDERE IMPOSSIBILE OGNI TENTATIVO DI COMPOSIZIONE PACIFICA DELLA CRISI UCRAINA”

“Se guardiamo a quanto accade in Ucraina, senza lasciarci trarre in errore dalle macroscopiche falsificazioni dei media mainstream, ci rendiamo conto che il ‘rispetto dei reciproci diritti’ è stato completamente ignorato; si ha anzi l’impressione che l’Amministrazione Biden, la Nato e l’Unione Europea vogliano deliberatamente mantenere una situazione di palese squilibrio, proprio per rendere impossibile ogni tentativo di composizione pacifica della crisi ucraina, provocando la Federazione Russa per scatenare un conflitto”.

È quanto ha dichiarato Mons. Carlo Maria Viganò, ex nunzio apostolico degli Stati Uniti, in un suo recente messaggio.

Secondo il prelato, la narrazione della guerra non è come ci viene raccontata dai media mainstream e i fatti, “per quanto fastidiosi da ricordare a chi cerca di censurarli, ci dicono che sin dalla caduta del Muro di Berlino gli Stati Uniti hanno esteso la propria sfera di influenza politica e militare a quasi tutti gli Stati satelliti dell’ex-Unione Sovietica”.

In questo modo, la Federazione Russa si è trovata sotto la minaccia militare a pochi chilometri dal proprio confine, mentre non dispone di alcuna base militare altrettanto vicina agli Stati Uniti, contrariamente agli accordi presi con la Nato che si era impegnata con il Cremlino, nel 1991, a non espandersi ulteriormente verso est.

Monsignor Viganò ha ribadito che l’intervento in Ucraina da parte della Nato, degli Usa e dell’Unione Europea “non ha alcuna legittimazione”, dal momento che il Paese ucraino non è né membro della Nato né dell’Unione europea. Secondo l’Arcivescovo “in molti casi le Costituzioni degli Stati che inviano aiuti e armi all’Ucraina non prevedono la possibilità di entrare in un conflitto, come nel caso dell’Italia che all’art. 11 della Costituzione”.

Secondo il prelato, l’intervento “umanitario” dell’Occidente contro la Russia coprirebbe “interessi delle élite globaliste, per l’affermazione del Nuovo Ordine Mondiale. La guerra sarebbe il nuovo movente per attuare gli obiettivi del Great Reset, quali l’adozione forzata di razionamenti energetici, le limitazioni agli spostamenti, la sostituzione della cartamoneta con moneta elettronica e l’adozione dell’ID digitale”.

In tale contesto, sostiene Viganò, non stupisce “se il pluralismo e la libertà di parola, tanto decantati nei Paesi che si dichiarano democratici, vengono quotidianamente sconfessati dalla censura e dall’intolleranza nei confronti delle opinioni non allineate alla narrazione ufficiale”.

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