Mons. Paglia: “occorre offrire a Putin una via di uscita dignitosa per evitare altro spargimento di sangue”


di Bruno Volpe

MONSIGNOR VINCENZO PAGLIA, PRESIDENTE DELLA PONTIFICIA ACCADEMIA PER LA VITA: “NON HA ALCUN VALORE IDENTIFICARE LA RUSSIA, NAZIONE DI CIVILTÀ E CULTURA, CON PUTIN. IL PREGIUDIZIO ANTI RUSSO È UN ERRORE DI PROSPETTIVA

Non ha senso identificare i russi con Putin e il cinghiale ferito è sempre più pericoloso“: lo dice in questa intervista che ci ha rilasciato Monsignor Vincenzo Paglia, arcivescovo e Presidente della Pontificia Accademia per la Vita (PAV). Da poco, per i tipi della Laterza, ha dato alle stampe il volume La forza della fragilità (Bari 2022, pp. 160, € 15).

Che cosa pensa della guerra in atto tra Russia ed Ucraina?

“Non vi è alcun dubbio che stiamo mettendo a repentaglio la difesa della sacralità della vita in tutte le sue declinazioni e sfaccettature. Non solo quella degli uomini, ma anche quella delle città, dei luoghi, del creato. Le immagini delle distruzioni parlano chiaro. Le bombe mettono a repentaglio tutto quello che colpiscono. Il conflitto, pertanto distrugge e pone a rischio la vita in tutte le sue facce, quelle che il Papa ha indicato nelle Encicliche Laudato si’ [24 maggio 2015] e Fratelli tutti [3 ottobre 2020]. La vita è sempre sacra, sia quella nascente che quella anziana e qui vediamo tanti bambini ed anziani in pericolo o peggio ancora uccisi. La sola volta che è lecito perdere la vita è quando essa è donata agli altri come dice il Signore. Il resto è insensatezza”.

Il Papa del resto ha parlato chiaro…

“Papa Francesco la ha definita una pazzia, una parentesi insensata. Questo però mi preoccupa maggiormente. Perché quando prevale la pazzia, è ancora più arduo trovare una via di uscita. Il ricorso alle armi che portano morte e distruzione è una sconfitta per tutti”.

Sanzioni alla Russia: che ne pensa?

“Erano inevitabili, anzi sono persino arrivate tardi. Però non è pensabile allo stesso tempo come è accaduto, far soldi con i russi e dare armi all’Ucraina, un controsenso. Se ci fosse stata compattezza granitica tra le nazioni sulle sanzioni alla Russia penso che a questo non saremmo giunti”.

Il Segretario di Stato Vaticano Cardinale Parolin invita alla mediazione e la stessa Santa Sede lo cerca con ammirevole insistenza…

“E’ necessaria una mediazione seria e la Santa Sede la cerca. Quando si litiga, gli animi inevitabilmente sono accesi. Ecco perché ci vuole un autorevole mediatore terzo tra le parti. In poche parole se tra moglie e marito volano i piatti, è bene che intervenga un paciere a farli smettere”.

Ha un senso un certo pregiudizio anti russo?

“No. Non ha alcun valore identificare la Russia, nazione di civiltà e cultura con Putin. Il pregiudizio anti russo è un errore di prospettiva. In quanto a Putin il cinghiale ferito è più pericoloso di quello sano e bisogna offrirgli una via di uscita dignitosa per evitare ulteriori spargimenti di sangue”.

 


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