Il “mite” Biden, il “criminale” Putin e l’incubo delle armi atomiche

Il “mite” Biden, il “criminale” Putin e l’incubo delle armi atomiche

di Diego Torre

“CASO BIDEN”: NON RICORDIAMO ESPRESSIONI COSÌ AZZARDATE COME QUELLE DA LUI PRONUNCIATE CONTRO PUTIN DA QUANDO L’UNIONE SOVIETICA GIOCAVA ALLA GUERRA SU TUTTO IL PIANETA

Putin non é certo un mostro di eleganza o un campione di diplomazia. Ma Biden è riuscito a batterlo definendolo un “criminale di guerra”. Prima ha detto di no, ma dopo alcune decine di secondi è tornato sui suoi passi e ha detto alla giornalista: “Sì, credo sia un criminale di guerra”. Non ricordo di simili espressioni di presidenti statunitensi indirizzate a presidenti URSS, quando l’Unione Sovietica giocava alla guerra su tutto il pianeta.

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, constatata l’evidenza dell’insulto al presidente russo, se ne è uscito con una “eleganza” che copriva un’ipotesi malevola sul presidente americano: “Considerando l’irritazione del signor Biden, la fatica e talvolta la sua smemoratezza, che alla fine si traduce in affermazioni aggressive, noi preferiremmo astenerci dal fare qualunque duro commento che possa causare un’ulteriore aggressività”. Insomma gli ha dato del ….

Ma parlando poi dallo studio ovale Biden ha pure detto che «Putin è un dittatore omicida, un delinquente allo stato puro».

Aldilà del giudizio su Putin e la guerra, fermo restando il serio timore di un suo potenziale ricorso alle armi nucleari ma… nessun timore delle bombe atomiche a disposizione di Biden? Un presidente che parla così ed ha un palese ripensamento dopo meno di un minuto… ci si può fidare?

Pensa forse di avvicinare la pace in questo modo? Proprio ora che i due contendenti  hanno iniziato a parlarsi? Non è certo un caso che i mediatori di questa guerra siano Israele, Turchia e Cina. Gli Stati Uniti assolutamente latitanti… sul fronte della pace; su quello della guerra stanno dando un buon contributo, in armi, soldi, sanzioni a doppio taglio e parole minacciose.

E l’Europa? Ha tutto l’interesse a mediare ed ad integrare la Russia in Europa. E invece? Colonia fedelmente americana…

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