Ecco chi è il beato Diego Giuseppe da Cadice


di Mariella Lentini*

I SANTI MANIFESTANO IN DIVERSI MODI LA PRESENZA POTENTE E TRASFORMANTE DEL RISORTO” (BENEDETTO XVI)

 

Il Signore si manifesta anche attraverso l’arte: un dono che scaturisce dal profondo dell’essere umano. Una melodia, i colori di un dipinto, una danza, i versi di una poesia possono avvicinare l’uomo a Dio. Purtroppo esiste della musica che può trasmettere inquietudine, collera, oscurità, dolore e disporre verso il “Male”. Invece, in altri casi, l’accordo di dolci suoni può donare pace, serenità, gioia, placare la sofferenza, guarire malattie del fisico e dell’anima, intenerire, disporre verso nobili sentimenti, verso il “Bene”. La musica sa emozionare, commuovere. E, grazie a un coro e al suo armonioso canto, un ragazzino disperato incontra Dio e la “Bellezza della Vita”. Diego Giuseppe LópezCaamaño nasce a Cadice (Spagna) nel 1743. È un bambino sfortunato perché quando ha nove anni gli muore la madre e una matrigna, dal carattere duro e spietato, prende il suo posto. La sua famiglia è benestante e così il piccolo Diego può compiere gli studi. Tuttavia al ragazzino non piace studiare. Inoltre egli non crede in Dio e non vede di buon occhio quei frati che si vestono con un saio di colore marrone e con il cappuccio. Diego si sente solo; è triste. Ma un giorno accade l’impensabile.

All’età di tredici anni entra nella chiesa di un convento, alla ricerca di conforto dopo un’interrogazione andata male. Un coro di frati intona un canto religioso che penetra e poi vibra intensamente nel cuore di Diego: l’emozione è fortissima, struggente. Il ragazzino entra in contatto con quel Dio in cui non voleva credere. Lo riconosce perché tutto a un tratto gli dona quello che ha sempre cercato: l’amore e un significato vero da dare alla propria vita. Diego si sente fortemente attratto dal Signore: desidera conoscerlo, legge la vita dei santi. A quindici anni entra in convento per diventare proprio un frate cappuccino. Prega perché le sue difficoltà negli studi vengano superate. Dio lo ascolta: diventa sacerdote e si mette in viaggio per andare a predicare il Vangelo in tutta la Spagna, in Portogallo e in Marocco. Fra Diego Giuseppe diventa devotissimo alla Madonna ed è molto amato dal popolo. Si fa anche dei nemici perché si scaglia contro l’ingiustizia sociale, la corruzione dilagante, l’ateismo e quella parte di clero che ha solo brama di potere. Sfiancato dai lunghi viaggi, muore nel 1801 a Ronda, in Andalusia (Spagna).

 

* Autrice del libro
“Santi compagni guida per tutti i giorni”


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