Come tenere assieme la festa dell’Annunciazione e il “Dantedì”?


di Giuseppe Brienza

OGGI, 25 MARZO, OLTRE CHE FESTA DELL’ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE È ANCHE IL “DANTEDÌ”, LA GIORNATA NAZIONALE DEDICATA AL SOMMO POETA DANTE ALIGHIERI (1265-1321). COME TENERE (E VIVERE) QUESTE DUE RICORRENZE INSIEME?

Il Dantedì, la Giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri (1265-1321), si celebra ogni anno in Italia il 25 marzo, in discutibile coincidenza con la grande festa cristiana dell’Annunciazione (o Incarnazione) del Signore. La data è stata approvata il 17 gennaio 2020 dal Governo Conte II, in vista della commemorazione per il settecentesimo anniversario della morte del Sommo Poeta, allora in programma l’anno successivo (la morte di Dante è avvenuta infatti il 14 settembre 1321).

Il 25 marzo, secondo alcuni studiosi, sarebbe la data d’inizio del “viaggio ultraterreno” della Divina Commedia e, per questo motivo, è stata individuata come ricorrenza per l’annuale Giornata nazionale. Questa iniziativa dedicata a Dante è sicuramente positiva, perché in grado di favorire nella società smemorata ed esterofila di oggi il recupero delle nostre radici religiose, linguistiche e letterarie.

Certo, la scelta del 25 marzo può dare l’impressione, da parte delle Istituzioni, di ignorare la ricorrenza di straordinaria importanza del mistero dell’Incarnazione del Signore, una caratteristica di Dio che solo il Cristianesimo ha rivelato.

Può sembrare quindi spiacevole o poco comprensibile questa coincidenza, soprattutto perché si sarebbe potuta scegliere un’altra data significativa relativa alla vita e all’opera di Dante Alighieri ma, tant’è. Guardiamo il bicchiere mezzo pieno, anche perché tutti i Cristiani possono dare doverosamente un contributo a questo secondo Dantedì per ricordare e far ricordare in tutta Italia e nel mondo il genio di questo poeta dell’Altissimo Canto.

Fra i promotori dei vari appuntamenti promossi dagli Istituti Periferici del Ministero della cultura (MiC), dalle scuole, dagli studenti e dalle Istituzioni pubbliche vi è stato, grazie a Dio, chi ha saputo unire entrambe le due ricorrenze, quella civile e quella religiosa, nella migliore tradizione della valorizzazione del patrimonio culturale del nostro Paese.

Il Priore della Certosa e il Direttore del Museo di San Martino di Napoli, infatti, propongono oggi un evento online di approfondimento, accessibile da mezzogiorno alle 24, a cura dello storico dell’arte Fabio Speranza, sullo splendido altorilievo custodito in questa chiesa barocca del XIV secolo. Si tratta di un’opera in marmo bianco del 1603 raffigurante l’Annunciazione, il cui autore è lo scultore napoletano Francesco Cassano, attivo dal 1594 al 1622.

Si tratta senza dubbio di un’occasione per una discesa, anche se virtuale, ma nel vero e proprio “cuore antico” della Certosa, ossia nei Sotterranei gotici, temporaneamente non accessibili al pubblico, dove è ospitata una corposa collezione di sculture ed epigrafi provenienti da diversi luoghi della città e della provincia. L’altorilievo fu infatti realizzato per la cappella Spinelli di Seminara nella Basilica dello Spirito Santo a Napoli e l’approfondimento, oltre che illustrare gli aspetti artistici e stilistici della pregiata composizione scultorea, racconterà la rocambolesca vicenda attraverso la quale l’opera dalla originaria collocazione è giunta al Museo di San Martino.

In introduzione all’evento, è stata opportunamente prevista la lettura dei versi dal canto X del Purgatorio, in cui Dante descrive la scena dell’Annunciazione, realisticamente scolpita nel marmo nel primo girone del Purgatorio.

Questi i contatti della Certosa e del Museo di San Martino per richiedere eventualmente ulteriori informazioni: tel. 081/2294503, mail drm-cam.sanmartino@beniculturali.it.


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