Elezioni in Ungheria: una vittoria di Orbán terrà i magiari fuori dalla guerra in Ucraina

di Matteo Orlando

L’OPPOSIZIONE GUIDATA DA MARKI-ZAY HA PROMESSO DI VOLER INVIARE ARMI ALL’UCRAINA E VOTARE A FAVORE DELLE SANZIONI SULLE FORNITURE DI PETROLIO E GAS RUSSO IN CASO DI VITTORIA ELETTORALE

La campagna elettorale è iniziata ufficialmente 50 giorni fa, il 12 febbraio e, domani, si farà finalmente sul serio. I 7,8 milioni di elettori ungheresi sono chiamati, infatti, alle elezioni generali, alla scelta – a turno unico – dei membri del parlamento magiaro, complessivamente 199 seggi.

In 106 collegi elettorali verranno eletti altrettanti prossimi legislatori, mentre i rimanenti seggi saranno assegnati in base ad un complicato sistema che prevede liste nazionali e il numero di voti che va integrato con i voti frazionari.

Trentadue anni fa, a seguito delle prime elezioni libere, l’Ungheria è diventato un Paese indipendente e democratico e domani gli ungheresi, oltre che per il rinnovo dell’Assemblea nazionale (per la nona volta dal 1990), voteranno anche per il referendum sulla legge che prevede la protezione dei minori dalla propaganda gender.

Viktor Orbán, il premier ungherese e leader del partito favorito, Fidesz, ha affermato che la posta in gioco nelle elezioni è molto alta. Infatti le posizioni dei due principali contendenti, lo stesso Orbán e Péter Márki-Zay, sono molto diverse, a cominciare da quelle legate alla guerra in Ucraina. Una vittoria di Fidesz alle elezioni generali di domani, infatti, garantirà all’Ungheria di restare fuori dalla guerra, mentre una vittoria dell’opposizione di centro-sinistra significherebbe per gli ungheresi essere trascinati dentro la guerra.

Infatti, il cartello dell’opposizione, guidato da Marki-Zay, ha sostanzialmente promesso agli elettori (e al governo ucraino) di voler fare l’opposto di Orbán: inviare armi all’Ucraina e votare a favore delle sanzioni sulle forniture di petrolio e gas russo in caso di vittoria elettorale.

La nostra posizione è del tutto chiara: questa è una guerra Ucraina-Russia. Questa non è la nostra guerra. Questa è una guerra tra due popoli“, ha detto invece Orbán, aggiungendo che i cuori degli ungheresi sono “con quelli sotto attacco”, cioè gli ucraini, “ma nessuno può chiederci di mandare i nostri soldati in una guerra che non ha nulla a che fare con noi“. Lo stesso discorso è stato fatto da Orbán a proposito dell’invio diretto di armi dall’Ungheria all’Ucraina e anche per il passaggio dei convogli che avrebbero dovuto portare rifornimenti nella frontiera ungherese-ucraina.

Secondo Orbán permettere ciò renderebbe obiettivi militari per i russi alcuni luoghi dell’Ungheria o della Transcarpazia, territorio dell’Ucraina occidentale dove vive una minoranza ungherese. L’attuale primo ministro, che ha sottolineato come il suo paese ha già accolto oltre mezzo milione di profughi ucraini, ha detto che la sua riconferma rappresenterà la possibilità di “rimanere in pace“. Con una vittoria dell’opposizione, ha aggiunto Orbán, ci sarebbe la possibilità che l’Ungheria sia coinvolta più o meno direttamente in guerra.

Agoston Mraz, direttore del Nezopont Institute, ha affermato che tutti i sondaggisti seri prevedono una vittoria di Fidesz ma dicono anche che il partito del premier difficilmente otterrà una maggioranza di due terzi che gli permetterà di governare tranquillamente.

Secondo il capo sondaggista Daniel Nagy Fidesz dovrebbe ottenere il sostegno del 47% degli elettori a fronte del 42% dei voti che dovrebbe andare al cartello dell’opposizione unita.

Miklos Szantho, direttore del Centro per i diritti fondamentali, ha calcolato che tra 110-120 eletti (su 199 seggi) apparterranno a Fidesz. Per questo Zsolt Barthel-Ruzsa, vicepresidente della Fondazione Szazadveg, ha affermato che Fidesz ha “un vantaggio abbastanza importante“.

Il giornalista Daniele Dell’Orco (nella foto sopra) ha spiegato sui social che gli attacchi costanti di Zelensky all’Ungheria, a pochi giorni dalle elezioni parlamentari, non sono stati casuali. “La guerra è diventata un vero topic elettorale. L’opposizione unita contro Viktor Orbán sta da settimane spingendo l’acceleratore sui rapporti stretti tra il premier e Vladimir Putin“.

Nei giorni scorsi il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó ha accusato il governo dell’Ucraina di voler influenzare le elezioni nel paese magiaro ed ha detto che il Ministro degli esteri ucraino Dmytro Ivanovyč Kuleba e l’ambasciatore ucraino a Budapest sono in contatto con i membri dell’opposizione ungherese per cercare in tutti i modi di influenzare l’opinione pubblica.

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