Quello scontro tra la finanza e la politica sovrana


di Martino Mora

LO SCONTRO TRA IL COSIDDETTO OCCIDENTE E LA RUSSIA È ANCHE, IN BUONA PARTE, LO SCONTRO IDEOLOGICO TRA LA FINANZA SOVRANA E LA POLITICA SOVRANA. PER LA PRIMA, VA RIMOSSO L’ULTIMO OSTACOLO

Putin è un piccolo criminale paranoico a capo di un’organizzazione criminale… ha passato tutta la sua vita corrompendo e ricattando la gente…sarebbe assolutamente capace di usare l’arma nucleare” (Bill Browden).

Bill Browden è un ricco finanziere americano di famiglia ebraica e cittadinanza britannica, figlio di un matematico e nipote del fondatore del Partito comunista statunitense. Lo ha intervistato nei giorni scorsi il Corriere della Sera, presentandolo come un eroe senza macchia e senza paura.

Browden, co-fondatore del fondo finanziario Hermitage Capital, fu uno dei protagonisti dell’era Eltsin delle privatizzazioni e degli oligarchi, acquistando a prezzo stracciato una fetta delle aziende strategiche dell’ex Unione Sovietica.

Putin lo ha espulso dalla Russia nel 2005. Contro Browden la Russia ha poi rilasciato un mandato di arresto internazionale per frode. Al quale ha poi risposto, in sua difesa, il Cogresso Usa, emanando il Magnitsky Act (dal nome di un socio di Browden) a difesa dei plutocrati “perseguitati” da Putin.

Quando il vecchio Osvald Spengler (1880-1936) sosteneva che l’ultima lotta politica sarebbe stata tra Cesare e il denaro, tra gli Stati e la finanza, tra la politica e l’oro, probabilmente ci aveva preso. E lo stesso si può dire del filosofo e sociologo francese Georges Sorel (1847-1922), che sosteneva essere le democrazie, trionfanti nel 1918, in realtà delle pluto-crazie (da pluto, ricchezza e kratos, potere).

Lo scontro tra il cosiddetto Occidente e la Russia è anche, in buona parte, lo scontro ideologico tra la finanza sovrana e la politica sovrana. Per la prima, va rimosso l’ultimo ostacolo.


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