Vivere nella libertà dei figli di Dio vale qualunque rinuncia e sacrificio


di don Ruggero Gorletti

COMMENTO AL VANGELO DI MERCOLEDÌ 6 APRILE 2022

Dal Vangelo secondo san Giovanni 8,31-42

In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?».

Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato».

COMMENTO

«Noi […] non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?». Questi ebrei (che peraltro erano persone che già avevano creduto in Gesù) non ammettono di essere schiavi. È paradossale, detto da uomini che vivevano in un Paese soggetto ad una dominazione straniera! Ma quello che importa a noi oggi è capire che se non ci rendiamo conto che vivere nel peccato ci rende schiavi, non riusciremo mai a liberarci. Questi ebrei rifiutano quello che dice loro Gesù – che li esorta a rimanere nella sua parola, cioè ad ascoltare le sue parole e a metterle in pratica – perché si illudono di essere già liberi. In realtà non è così: sono schiavi. E anche noi lo siamo. È il peccato che ci rende schiavi, ci avviluppa con le sue logiche perverse, ci fa credere di essere liberi e invece ci toglie la libertà che Cristo ci ha donato con la sua morte e resurrezione. Stiamo in guardia! Siamo stati liberati a caro prezzo! Non lasciamoci rimettere il giogo del peccato. Vivere nella libertà dei figli di Dio vale qualunque rinuncia e sacrificio.


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