Verso la (dolce) Pasqua, nella convivialità tipica dei cristiani…


di Simona Trecca

I DOLCI TIPICI DELLA TRADIZIONE PASQUALE: ALCUNE PROPOSTE E RICETTE DA TUTTA ITALIA

Il Signore è risorto, è veramente risorto, Alleluia!”. Nelle celebrazioni catecumenali prorompe nella notte di Pasqua questa esortazione alla gioia, alla vita e alla speranza perché, qualunque cosa accada, Dio, manifestatosi in Cristo risorto, per mezzo dello Spirito Santo, è con noi ogni giorno della nostra vita (“Ed ecco io sono con voi, tutti i giorni, fino alla fine del mondo”, Mt 28,20).

Questa gioia si concretizza umanamente nella convivialità tipica dei cristiani, nella condivisione del pane e del vino. E dopo quaranta giorni di digiuni e astinenza dalle carni che caratterizzano la Quaresima, le massaie italiane potranno dare libero sfogo alla passione per la cucina, per riunire alla propria tavola, nella domenica di Pasqua tutta la famiglia e gustare così i piatti tipici della tradizionale pasquale.

Impossibile riportarli tutti, ne ricordiamo brevemente alcuni.

La resta pasquale  è un dolce tipicamente comasco, legato alla celebrazione della Domenica delle Palme, i cui ingredienti, tipici dei dolci tradizionali, sono arricchiti da uvetta e frutta candita ed ha la particolarità di essere decorato con un rametto di ulivo.

La fugassa veneta nasce come pane pasquale, dall’idea di un antico fornaio trevigiano che creò questo pane dolce, soffice e leggero. Nel tempo, prese forma di colomba. La lavorazione è lunga e prevede ore e ore di lievitazione, diverse spezie come i chiodi di garofano, cannella, radice di ireos in polvere, bagnato con del kirsch, acquavite ricavata dalle ciliegie e macerato nella grappa. Decorato con mandorle e granelle di zucchero.

 In Toscana si mangia la pasimata, pane dolce, dalla lunga preparazione (fino a 2 giorni) e dagli ingredienti importanti come lo strutto mentre  il soffione di Ricotta dolce tipico dell’Abruzzo, ha un ripieno di ricotta e scorza di limone.

Nel Lazio è famosa la pigna dolce che varia di qualche ingrediente a seconda della località in cui viene cucinato. E’ una ciambella glassata che si gusta esclusivamente durante la colazione pasquale.

Ma è la Campania che primeggia in odori e sapori con la sua pastiera napoletana famosa in tutto il mondo a base di grano e ricotta o il casatiello napoletano pane salato guarnito con uova sode. Ogni famiglia ha le sue ricette che conservano gelosamente e che tramandano di generazione in generazione.

In Sicilia terra di contaminazioni culturali c’è il trionfo dei dolci di ogni tipo come la coddura sostanzioso e scenografico, le cassatelle, i zuccotti e tanti altri.

La Sardegna, orgogliosa della sua tradizione di pastorizia, offre dolci ripieni di ricotta e farciti di marmellata mentre le mani preziose delle massaie di altri tempi li confezionano in diverse forme, come colombe, galline, agnelli e croci, come le pardulas che ricordano un cestino.

In conclusione per la festa della Pasqua l’Italia tutta offre una gamma profumatissima e coloratissima di dolci con alcuni ingredienti base come comune denominatore che rimandano alla tradizione cristiana. Tra questi le uova,  che ritroviamo anche nelle decorazioni a simboleggiare la rinascita: Omne vivumex ovo (Ogni essere vivente proviene dall’uovo). Il sabato prima della Pasqua la Chiesa benediva in passato le uova sode colorate che si sarebbero mangiate la domenica o che ci si donava vicendevolmente. Da qui la tradizione di regalare uova di cioccolata.

A fine pasto pasquale il dolce a forma di colomba non può mai mancare. Tertulliano affermava: «la colomba è solita indicare Cristo», anche se nella tradizione cristiana simboleggia anche lo Spirito Santo: ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui (Mt 3,17). Ma che sia soffice, di zucchero, al cioccolato o glassata, è sempre dalla tradizione cristiana che attingiamo le nostre abitudini odierne. Esserne consapevoli esalta il momento di convivialità che viviamo per goderne pienamente e trasponendo sulla tavola, la gioia per la resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo.


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