Dall’ottava di Pasqua fino alla solennità della Pentecoste


di Giuliva Di Berardino 

LA LITURGIA DEL TEMPO DI PASQUA 

La liturgia chiama con l’espressione “tempo di Pasqua” tutto l’intervallo di tempo che trascorre dall’ottava di Pasqua, fino alla solennità della Pentecoste.

La seconda domenica di Pasqua segna, quindi, la fine dell’unico e primo giorno della Pasqua del Signore. Così, dalla II domenica di Pasqua fino alla VII compresa, la liturgia ci propone un immenso quadro nel quale trovano posto simultaneamente il messaggio pasquale della glorificazione di Gesù, la gioia della Chiesa alla quale è stato ridato lo Sposo, la vita nuova di coloro che sono rinati per l’acqua e lo Spirito e l’azione dello stesso Spirito, sia nella comunità dei discepoli del Signore, che nel cuore di ciascuno di essi. 

Come avviene in Quaresima, i testi biblici e liturgici sono d’una ricchezza e d’una tale varietà, che è quasi impossibile fare altro che tracciare uno schema del loro contenuto fondamentale. Intorno a essi, le altre letture, i canti, le orazioni e i prefazi completano la tematica pratica e dottrinale di ogni domenica.  

Si nota la preponderanza dei libri del Nuovo Testamento: Atti degli apostoli e Vangelo di san Giovanni. Il libro degli Atti occupa il posto della lettura dell’Antico Testamento — la prima lettura — e ha lo scopo di far vedere, nel ciclo dei tre anni del Lezionario domenicale, e in una maniera parallela e progressiva, le diverse prospettive della vita e la testimonianza della Chiesa primitiva. 

La selezione, quindi, permette di rivedere i passi più significativi del libro, ma in modo che la tematica di ciascuna delle domeniche sia parallela a quella della stessa domenica degli altri due anni. Ecco i temi che comprendono le letture degli Atti domenica dopo domenica:

II dom. di Pasqua: Sommari della vita della comunità.

III dom. di Pasqua: Discorsi missionari di san Pietro.

IV dom. di Pasqua: Discorsi di Pietro e Paolo.

V dom. di Pasqua:  I ministeri nella Chiesa. 

VI dom. di Pasqua:  Manifestazioni dello Spirito Santo. 

VII dom. di Pasqua:  Nell’attesa dello Spirito.

Il Vangelo di san Giovanni è sempre stato presente nel tempo di Pasqua della liturgia romana.
Attualmente, questo Vangelo è letto in modo quasi continuo nelle ferie dal lunedì della IV settimana di Quaresima fino al termine della Cinquantina pasquale. Perciò, non deve meravigliare che occupi praticamente tutte le domeniche di Pasqua. L’unica eccezione sono due passi di Lc 24, che narrano le apparizioni di Gesù ai discepoli di Emmaus e agli Undici riuniti nel cenacolo, che si leggono nella III domenica di Pasqua. 

La scelta dei passi del quarto Vangelo è motivata dalla tematica di ogni domenica. Fino alla III domenica di Pasqua compresa, sono ricordate le apparizioni di Cristo risuscitato; la IV è dedicata al Buon Pastore; e nelle domeniche V, VI e VII, si leggono passi scelti del discorso e della preghiera del Signore nell’ultima cena. Anche questi brani sono stati scelti in un modo parallelo e progressivo. Attraverso questi brani scelti si contempla la vita della Chiesa come una comunione con la Pasqua di Cristo sotto l’azione invisibile dello Spirito promesso. D’altra parte, per le seconde letture, sono stati scelti tre libri del Nuovo Testamento: nell’anno A si legge la prima lettera di san Pietro, di evidente contenuto battesimale; nell’anno B si legge la prima lettera di san Giovanni, che parla della fede e dell’amore come conseguenza del riconoscimento della manifestazione del Verbo eterno di Dio nell’uomo Gesù; e nell’anno C si legge l’Apocalisse coi suoi bellissimi temi dell’Agnello assiso sul trono e delle nozze di Cristo con la Chiesa. Naturalmente, le letture di ogni domenica sono in armonia fra loro intorno a determinati aspetti del mistero pasquale.

Questi sono i grandi temi che orientano la celebrazione delle domeniche di Pasqua, secondo le proclamazioni del Vangelo, in particolare in questo anno C del calendario liturgico:

II dom. di Pasqua: La fede in Gesù Cristo attraverso la testimonianza di Tommaso ( Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».)

III dom. di Pasqua: Apparizione del Risorto ai discepoli diretti a Emmaus 

IV dom. di Pasqua: Il Buon Pastore 

V dom. di Pasqua: La presenza di Cristo nell’amore fraterno

VI dom. di Pasqua: La promessa dello Spirito Santo (Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.)

VII dom. di Pasqua: La comunione nel Risorto (“Padre santo, non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; perché tutti siano una sola cosa.”) 

Concludiamo questo sintetico quadro sulla liturgia del tempo di Pasqua con un inno che la liturgia latina ci fa cantare alle lodi della domenica, proprio nel tempo di Pasqua:  

L’aurora risplende di luce, il cielo si veste di canti, 

la terra inneggia gioiosa a Cristo risorto dai morti. 

La Vita ha distrutto la morte, l’Amore ha lavato il peccato; 

e Cristo, splendore di gloria, illumina il nostro mattino. 

La notte è ormai tutta trascorsa nel nuovo fulgore del giorno; 

con l’anima piena di gioia, in Lui ci scopriamo fratelli. 

A noi, come già a Maddalena, il Cristo risorto si sveli; 

c’incontri e ci chiami per nome Colui ch’era morto ed è vivo. 

Ritorni sul nostro cammino e la Sua Parola c’infiammi: 

di nuovo, nel Pane spezzato, vedremo il Suo volto risorto. 

Al nostro raduno concorde un Ospite nuovo s’aggiunga: 

confermi la debole fede mostrando le piaghe gloriose. 

In questa letizia pasquale, rifatti di nuovo innocenti, 

a Cristo cantiamo la lode, al Padre e allo Spirito Santo. Amen.”


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in poche righe fa percepire il cammino della chiesa primitiva e la grandezza dell’opera salvifica di Dio