Le decisioni di Draghi pesano gravemente sulle famiglie italiane


di Emanuela Maccarrone

L’ATTENZIONE DELLA POLITICA È SULLA GUERRA, MA ALLE DIFFICOLTÀ ECONOMICHE DEGLI ITALIANI CHI CI PENSA?

Il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori (Codacons) vuole sollevare dinanzi al Tar del Lazio la questione di legittimità costituzionale di tutti gli atti emanati dal Governo Draghi relativi alla fornitura di armi all’Ucraina.

Secondo il Codacons i provvedimenti adottati dall’esecutivo sarebbero “in pieno contrasto con la volontà degli italiani, considerato che tutti i sondaggi e le ricerche fino ad oggi pubblicate hanno registrato la netta contrarietà dei cittadini all’invio di armi all’estero“.

A giudizio dell’associazione, i decreti legge approvati dall’esecutivo italiano sono illegittimi perché non solo violerebbero gli articoli 11 e 78 della nostra Costituzione, ma “ignorano la volontà sovrana del popolo italiano che, come è emerso in vari sondaggi e ricerche, è decisamente contrario“.

Secondo il Codacons l’invio delle armi all’Ucraina comporta un’indiretta partecipazione dell’Italia al conflitto, in contrasto con l’art. 78 della Costituzione, secondo il quale “Le Camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al Governo i poteri necessari“, quindi non dal Governo, e dell’art. 11 della Costituzione secondo il quale “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo“.

Non solo, l’associazione ha contestato il governo Draghi anche riguardo alla segretezza imposta sul tipo di armi da inviare all’Ucraina, idonea ad impedire la distinzione tra ‘armi di offesa’ e ‘armi di difesa, “circostanza che porta alla violazione delle disposizioni che prevedono la delibera del Parlamento sulle operazioni di guerra da parte dello Stato Italiano“.

Mentre Draghi spende soldi per la guerra gli italiani sono costretti a fronteggiare le criticità economiche causate anche dal conflitto in corso.

A comunicare un rialzo dei prezzi di beni primari, quali pasta e pane, è stata l’Assoutenti, cioè l’Associazione Nazionale Utenti Servizi Pubblici, nata per tutelare e promuovere i diritti fondamentali dei consumatori, in particolare degli utenti dei servizi pubblici. In un suo comunicato, l’Associazione ha rimarcato quanto aveva preannunciato all’inizio del conflitto Russia-Ucraina, ossia il rischio di un’eventuale rincaro di quei prodotti realizzati con le materie prime provenienti dai due Stati coinvolti nella guerra.

I numeri ufficiali ci danno oggi ragione: al di là dei record registrati da alcune province, gli aumenti dei prezzi di pane, pasta e olio di semi sono generalizzati e interessano tutte le città, e a fine anno avranno un impatto pesante sui bilanci delle famiglie, essendo beni primari di cui i cittadini non possono fare a meno“.

In un tale contesto il rischio di speculazioni a danno dei consumatori è elevato, per questo Assoutenti è pronta a presentare un report al Garante per la sorveglianza dei prezzi, affinché si indaghi sugli aumenti spropositati dei listini.

L’emergenza bollette, i prezzi al dettaglio in forte crescita e lo scoppio della guerra in Ucraina hanno letteralmente affossato le aspettative dei consumatori, e le misure adottate dal Governo non sono bastate a infondere ottimismo“, ha rilanciato da parte sua il Codacons.

 

Foto: da Visione Tv


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