Il centro-destra non si omologhi al pensiero unico gender fluid!

di Claudio Iacono

TRA CENTRO-DESTRA E SINISTRE UNA DIFFERENZA CI DEVE PUR ESSERE SULLA VITA, SULL’EDUCAZIONE, SULLA MORALITÀ, SULL’ETICA…

È sicuramente scioccante rilevare che sia stato patrocinato e finanziato da una Regione a guida leghista l’Umbria pride.

La domanda che ci si pone è: che cosa è cambiato nella Regione Umbria dal passaggio da un governo di sinistra (durato cinquant’anni!) a un governo di centro-destra?

È triste constatare che le scelte non sembrano andare in direzioni diverse. Nel deliberare i patrocini ci si sente dire “ma noi siamo il governo di tutti” ma credo che non si comprenda che è anche nel concedere o no l’approvazione ad alcune iniziative che si può notare la differenza. Perché una differenza ci deve pur essere sulla vita, sull’educazione, sulla moralità, sull’etica.

Già nella stessa Regione è stata approvata dalla sinistra nel 2017 una legge sull’omotransfobia, una specie di DDL Zan Umbro, che eroga soldi alle note associazioni e questo “nuovo” corso ancora non la ha nemmeno messa in discussione. Eppure molti politici del centro destra eletti alla Regione tra cui assessori e la stessa presidente, avevano firmato – in una grossa manifestazione pubblica molto affollata – un manifesto che, tra le altre cose, li impegnava “a non sostenere iniziative ispirate alla teoria gender e contro la famiglia naturale”.

Ancora non si comprende che la partita non si gioca più tra destra e sinistra ma tra il bene e il male. E ci è stato insegnato che il bene è bene e il male è il male. Non è tutto uguale e bisogna avere il coraggio di non indietreggiare davanti a mille sollecitazioni che ci vorrebbero omologati in un unico pensiero fluido dove, in nome della libertà tutto è permesso.

L’utero in affitto, privare i bambini di un papà o una mamma, pratiche “fantasiose” di procreazione assistita, riconoscimento di paternità o maternità di coppie omosessuali ecc. – tutte rivendicazioni presenti nel manifesto di presentazione dell’Umbria Pride – non sono un bene!

E mentre la Presidente della Regione Umbria Tesei sta valutando «con attenzione scevra da pregiudizi» (testuali parole) dal mondo pro life si è alzato un grido di protesta per una decisione della Giunta incredibile e decisamente in contrasto con la base dei suoi elettori che si trovano orfani di chi aveva “promesso” di difenderli!

Già nel 2017 il sindaco di Perugia era stato costretto a ritirare il patrocinio al Perugia pride perché, come sempre accade in queste manifestazioni – vedi Cremona 2022- , nella locandina della manifestazione compariva una effige della Madonna travestita da drag queen.

La Tesei è ancora in tempo per tornare sui suoi passi e togliere il patrocinio ad un evento che non la rappresenta e non rappresenta la linea politica che dovrebbero avere il coraggio di portare fino in fondo.

A che punto è la legge sulla famiglia tanto sbandierata? È forse rimasta ultima nella pila delle pratiche? E con quanto sarà finanziata? Queste sono le domande a cui vogliamo risposta, queste sono le domande alle quali le famiglie dell’Umbria vorrebbero una risposta.

Quelle famiglie che pagano le tesse e che con i loro soldi vengono finanziati questi orrori. Non vorremmo più interessarci di manifestazioni insignificanti che sanno solo urlare e fare Caos (=titolo dell’Umbria pride).

Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments