Mentre la Russia tutela la famiglia naturale l’Occidente “democratico” è sempre più omosessualista


di Emanuela Maccarrone

IN RUSSIA PENSANO CHE NON BISOGNA PROTEGGERE SOLO I GRUPPI MINORITARI MA PROTEGGERE E DIFENDERE ANCHE I VALORI TRADIZIONALI DELLA MAGGIORANZA

Come spiega la rivista cattolica canadese Life Site news, un recente disegno di legge della Federazione Russa evidenzia che “la famiglia, la maternità e l’infanzia nella loro tradizionale interpretazione, che deriva dai nostri antenati, sono i valori che assicurano il continuo cambiamento delle generazioni, fungono da condizione per la conservazione e lo sviluppo di un popolo multinazionale, e quindi necessitano di speciali tutele statali”.

Il testo introdurrebbe delle multe nei confronti di coloro che si impegnano a divulgare materiale che promuove o cerca di formare “atteggiamenti sessuali non tradizionali” o un’idea distorta dell’equivalenza sociale dei rapporti sessuali tradizionali e non tradizionali e l’imposizione di informazioni sui rapporti sessuali non tradizionali.

I redattori di questo disegno di legge hanno chiarito che mentre lo Stato ha il dovere di proteggere i gruppi minoritari, di non prendere di mira le discussioni pubbliche sull’argomento o di proibire alle persone di avere valori non tradizionali, tuttavia è tenuto a proteggere e a difendere anche i valori tradizionali della maggioranza.

“Le minacce derivanti dall’imposizione di standard stranieri che infrangono lo stile di vita generalmente accettato nel campo della famiglia e del matrimonio, sollevano la questione sulla necessità di tutelare la cultura della maggioranza, anche introducendo un’ulteriore regolamentazione giuridica”.

Già nel 2013, la Russia aveva approvato una legge “allo scopo di proteggere i bambini dall’informazione che promuove la negazione dei valori familiari tradizionali”, che ha reso un reato penale promuovere l’ideologia LGBT tra i bambini.

Contrariamente alle democrazie occidentali, dove si sta preferendo l’imposizione dell’ideologia gender sulla famiglia naturale, minando il libero esercizio di alcuni diritti fondamentali quali la libertà di credo e il diritto dei genitori ad educare i propri figli, in Russia si è fatta una scelta controcorrente.

Mentre in Europa si dice di volere favorire la pacifica convivenza tra i cittadini, scoraggiando ogni forma di odio e tutelando i diritti di tutti, mentre i fatti mostrano una certa intolleranza nei confronti dei valori cristiani che denota una certa decadenza delle nostre democrazie, in Russia si stanno dimostrando meno ipocriti…

Come ci ha dimostrato il recente gay pride di Cremona, nel quale si è tollerata l’ennesima blasfemia nei confronti dei cattolici (facendo sfilare un manichino semi nudo raffigurante Maria santissima), in Occidente oramai sembra sia legittimo discriminare e ridicolizzare la fede cattolica, generando nell’opinione pubblica quel discredito che si condanna su altre questioni.

Dopo il gay pride di Roma, svoltosi lo scorso 11 giugno, il Movimento politico cattolico Militia Christi e il Movimento Nazionale La Rete dei Patrioti hanno manifestato contro le istituzioni che hanno concesso spazi e patrocinio “a manifestazioni ideologiche intolleranti, che irridono volgarmente la religione e la fede di milioni di persone”.

Far convivere, abilmente e pacificamente, le varie libertà senza che nessuno ‘calpesti i piedi dell’altro’ è un indicatore di una democrazia reale e matura. E in Italia siamo ben lontani dall’esserlo!

 


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