Julius Evola, controverso ma interessante protagonista dell’Avanguardia pittorica italiana


di Giuseppe Brienza

JULIUS EVOLA (1898-1974), AUTORE PER MOLTI VERSI DA TENERE A DISTANZA, DAL PUNTO DI VISTA ARTISTICO E PITTORICO MERITA DI ESSERE CONOSCIUTO IN QUANTO PROTAGONISTA DELL’AVANGUARDIA ITALIANA. DA SEMPRE CENSURATO DALLA CULTURA MATERIALISTA, GRAZIE A VITTORIO SGARBI È ORA PROPOSTA SU DI LUI UNA RETROSPETTIVA SULLA PRIMA FASE “FUTURISTA-ASTRATTISTA” (MUSEO DI ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA DI TRENTO E ROVERETO, 15 MAGGIO-18 SETTEMBRE 2022)

Si riparla dopo un lungo periodo di oblio del filosofo, pittore, poeta, scrittore ed esoterista romano Julius Evola (1898-1974). Dal 15 maggio e al 18 settembre, infatti, la prima mostra nazionale dedicata al controverso personaggio, identificato come uno dei numi tutelari del tradizionalismo italiano, è stata allestita al Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto [Corso Bettini 43 – Rovereto (TN)], istituzione fondata nel 1987 come ente funzionale della Provincia autonoma di Trento che, nell’ultimo ventennio, è stato visitato da oltre 3 milioni di persone con un patrimonio di circa 20.000 opere gestite.

Le 50 opere qui presentate, tutte caratterizzate da forti e vivaci contrasti cromatici, evidenziano il percorso espositivo di Evola che, pur dedicandosi alla pittura per un arco di tempo brevissimo, ha attraversato la stagione delle Avanguardie interpretandone con originalità i temi e le istanze.

L’idea della mostra, dal titolo Julius Evola. Lo spirituale nell’arte, è del critico e storico dell’arte – nonché noto politico di centrodestra – Vittorio Sgarbi, mentre l’allestimento è stato curato dagli esperti Beatrice Avanzi e Giorgio Calcara. Non poteva essere altrimenti perché, per proporre le opere dell’artista e intellettuale definito il “Barone Nero” perché ideologo della Destra neopagana ci voleva solo uno spirito libero ed anticonformista come Sgarbi.

Non a caso nonostante aperta da più di un mese, la mostra evoliana è nata e sta rimanendo un poco «in sordina» come ha giustamente commentato su La Verità Marcello Veneziani. Per questo motivo ce ne occupiamo su inFormazione Cattolica, oltre che per il fatto che denominatore comune della sua pratica artistica è la ricerca spirituale.

Mezzo secolo dopo la sua morte la damnatio memoriae nei confronti di Evola non è molto cambiata da parte dei grandi media e degli opinionisti mainstream e di sinistra, compresi cattolici. E certo è che il pensiero di Evola non è affatto conforme alla Fede cristiana, tutt’altro, ma questo non dovrebbe a nostro avviso autorizzare a censurarne l’apporto artistico e specificamente pittorico. Anzi, una testata contro-corrente sotto molti punti di vista come la nostra, ambisce ad esserlo anche nell’ambito artistico nazionale, nonostante i limiti conoscitivi e sempre a condizione che sia espresso il rispetto dei valori della Fede e della morale.

Il cammino della pittura di Evola, quindi, almeno nella sua prima fase “reazionaria” (nei confronti del materialismo), non può che interessare, laddove sia da rigettare totalmente il successivo culto dell’esoterismo, della tradizione ermetica e della magia.

In tal senso, come scrive Sgarbi nell’introduzione al catalogo della mostra, merita finalmente di essere valorizzato il cammino artistico evoliano che, in origine, è stato futurista e che è poi approdato al dadaismo arrivando all’astrattismo. Diverso è il giudizio di quello che lo stesso critico d’arte definisce il “suicidio artistico” di Evola, che lo porta al ripudio del futurismo, da lui accusato di non essere altro che una «grezza esaltazione della vita e dell’istinto».

Per ulteriori informazioni sulla mostra, il cui costo d’ingresso è meritoriamente a buon mercato (intero 11 €, ridotto 7 €, con biglietto unico per tutte le mostre in corso nel museo) si può chiamare il numero verde del Mart: 800/397760.


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…come mai è così pericoloso quanto segue , tratto dall’articolo di Giuseppe Brienza che ho comunque apprezzato: “Il cammino della pittura di Evola, quindi, almeno nella sua prima fase “reazionaria” (nei confronti del materialismo), non può che interessare, laddove sia da rigettare totalmente il successivo culto dell’esoterismo, della tradizione ermetica e della magia”. Eppure l’esoterismo, la tradizione ermetica e la magia non mi sembrano così deleteri come il “materialismo” …