Mons. Paglia: “La pandemia ci ha fatto capire che anche la scienza è fragile”


di Bruno Volpe

IL PRESIDENTE DELLA PONTIFICIA ACCADEMIA PER LA VITA E GRAN CANCELLIERE DEL PONTIFICIO ISTITUTO GIOVANNI PAOLO II: “LA FEDE SCONFIGGE CHI SI PENSA INVINCIBILE ED AUTOSUFFICIENTE, LA FEDE È LA VERA RISPOSTA A COLORO CHE SI CREDONO NARCISO E PROMETEO”

“Non bisogna avere paura della fragilità”: ce lo dice in questa intervista che ci ha concesso Monsignor Vincenzo Paglia, Cancelliere del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II, che a Foggia, recentemente, ha presentato il suo nuovo libro: “La forza della fragilità“.

Eccellenza, ci spieghi il motivo del titolo, che sembra un ossimoro…

“Infatti è tale. Non bisogna avere paura della fragilità in un mondo nel quale spesso conta l’apparire sull’ essere. Lo ha detto di recente il Papa che non dobbiamo temere la vecchiaia e gli acciacchi. Tuttavia l’origine del libro trova motivo nella pandemia del Covid”.

Perché?

“Perché non sempre ne abbiamo capito la lezione. La pandemia ci ha detto che tutti, pure coloro che non si sono ammalati, sono fragili e che questo è il nostro status, scienza inclusa. La stessa scienza  ad un certo punto non sapeva quali risposte dare e si è rivelata impotente davanti ad un piccolissimo virus. Eppure questo virus dalle dimensioni infinitesimali ha tenuto e tiene in scacco il mondo. Appunto, la grande lezione della fragilità”.

Un virus che non conosce barriere…

“Infatti, ha colpito tutti, buoni e  cattivi, giovani ed anziani, sani e malati. E’ la dimostrazione che siamo tutti uguali e deboli e che nessuno, piaccia o non piaccia, si salva da solo, come ha spiegato il Pontefice”.

In che senso?

“Mai come nel tempo della pandemia è stata evidente la logica del noi rispetto all’io. La pandemia ci ha detto che la sola, vera, risposta è la solidarietà, la cura per e verso gli altri. Da soli non ci si salva e occorre urgentemente camminare nel solco della fraternità. In un certo senso questo mio libro è la continuazione ideale di quello sul noi e l’io che avevo pubblicato tempo fa”.

Dunque siamo tutti sulla stessa barca?

“Solo se stiamo insieme e se nuoteremo nella stessa direzione potremo salvarci. Sbaglia chi trova risposte nell’individualismo, non è una corretta via di uscita. Persino chi si crede forte o invincibile è fragile. Fa parte della nostra natura umana”.

Insomma, bisogna ripartire dal noi…

“Esattamente. Mi auguro che il grande messaggio della pandemia sia arrivato forte e chiaro e che sia servito da monito”.

La fede aiuta?

“Sicuro. Gioca un grandissimo ruolo. Anzi la fede arricchisce chi si sente fragile, lo rende meno debole. La fede sconfigge chi al contrario si pensa invincibile ed autosufficiente, la fede è la vera risposta a coloro che si credono Narciso e Prometeo”.

 


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