Meglio l’uovo governativo oggi… che la coerenza!


di Diego Torre

TANTO TUONÒ CHE PIOVVE: SCISSIONI ALL’ITALIANA NEL MOVIMENTO 5 STELLE

Luigi Di Maio ha scaricato il Conte (ormai) dimezzato. È diventato il nuovo Angelino Alfano e, con la sua corte di governisti, continuerà a godere dei privilegi del potere. Egli è responsabile, serio e preparato, come si confà ad un vero ministro degli Esteri, anche se quell’accenno di sorrisino (che mai l’abbandona) lascia trapelare il compiacimento di una ben riuscita farsa partenopea.

Nasce così Insieme per il Futuro, la nuova realtà politica draghista, atlantista, liberista, lontana dalle esuberanze della prima ora del Movimento 5 Stelle. I sondaggi la danno al 3%… ma che importanza ha? Meglio l’uovo governativo oggi… E poi come diceva Rossella O’Hara, “domani è un altro giorno”, e gli umori dell’elettorato poco contano in un paese sempre in emergenza e sempre bisognoso quindi di “misure eccezionali”. Secondo il presidente della Camera Fico, ex fratello gemello di Giggino, la scelta di Di Maio …“Non è politica, è una scissione di potere, ed è stata usata con una strumentalità senza precedenti”. Malpensante!

Sorride meno il Conte dimezzato, impegnato nella titanica impresa di impadronirsi di un partito-zombie, i cui parlamentari sono stati designati da altri e nel quale egli rimane un “Papa straniero”. Dovrà stare in maggioranza ma differenziandosi da Giggino. Criticare, ma non troppo… e comunque sostenere il governo.

Certamente il crollo dei voti lo spinge a dare grandi segnali di discontinuità per recuperare il consenso perduto dalla partecipazione agli ultimi governi (gialloverde, giallorosso, giallo-Dragone), ma di fare una seria opposizione non se ne parla proprio, anche perché dovrebbe cedere lo scettro a Di Battista, che per questo ha un physique du rôle molto più adeguato. Lo ha appena dimostrato, allineandosi al governo sugli aiuti militari all’Ucraina dopo avere a lungo chiesto un nuovo voto del Parlamento.

Attenti a quei due! Che percorrano strade diverse, governo ed opposizione di Sua Maestà il Dragone, al fine di limitare i danni dell’apocalisse elettorale delle politiche 2023? Marciano separati per mietere voti e poi collaborare uniti, dopo le elezioni, magari in un governo Draghi 2.0? Tutto è possibile nella tragicommedia politica italiana!

Letta che farà? Il “campo largo” con Conte, con Di Maio o con entrambi? Lo sa quello che vuole? Nell’incertezza fa le dovute genuflessioni al dragone e al Patto Atlantico e osserva. E se Di Maio scivola al centro e si congiunge con altri cespugli? E se Conte scivola a sinistra e crea qualcosa di nuovo con i cespugli di quel lato e magari attrae qualche pezzo di PD?

E Draghi? La stampa dei laudatori si affretta a dire che esce  rafforzato, ma, conoscendo i grillini, sappiamo che ogni giorno potrebbe accadere tutto ed il contrario di tutto, nonostante le rassicurazioni dello stesso Conte: “Mai in discussione il nostro appoggio all’esecutivo Draghi”; pur essendo egli consapevole del fatto che “molti dei nostri ci chiedono di uscire dalla maggioranza”.

Egli coerentemente, a questo punto, dovrebbe chiedere le dimissioni di un ministro che non lo rappresenta più, ma si guarderà bene dal farlo, come ha già comunicato. Ma sul migliore del governo dei migliori pende comunque una imprevedibile spada di Damocle che, nonostante il sicuro sostegno di Mattarella, turberà i sonni del manovratore e aggraverà la sua già manifestata stanchezza.

E mentre l’opera teatrale procede di atto in atto, volano i prezzi e l’inflazione, crolla l’economia e la demografia, e si continua a gettare benzina sul conflitto ucraino. C’è anche il virus che non vuole andarsene anche se si è ammansito. E finché c’è il Covid c’è Speranza. E non si sa cosa sia peggio.

Povera Italia!


Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments