La promozione della pace: aspetti biblici


di don Gian Maria Comolli*

LA DOTTRINA DELLA CHIESA COME PROGETTO PER RIFORMARE LA SOCIETÀ: LA PACE COME ESPERIENZA E “PIENEZZA DI VITA”, ANCHE SOCIALE

Il Compendio della Dottrina sociale della Chiesa (2 aprile 2004) dedica al tema della promozione della pace l’intero capitolo undicesimo suddividendolo in quattro parti:

  1. Aspetti biblici;
  2. Pace: frutto della giustizia e della carità;
  3. Il fallimento della pace, cioè la guerra;
  4. Il contributo della Chiesa alla pace.

La Bibbia, nel libro dei Giudici in particolare, presenta il Dio cristiano come “Signore-Pace” (Gdc 6,24), una caratteristica dominante tra le varie che l’Antico Testamento attribuisce al Creatore. La pace, inoltre, è un’esperienza di vita e, per questo, nel complesso della rivelazione biblica essa è molto più di una semplice assenza di guerra, corrispondendo piuttosto alla “pienezza della vita”, anche sociale (cfr. Mal 2,5). La pace, quindi, è benedizione di Dio, fecondità, benessere, prosperità, assenza di paura e gioia profonda.

Il Compendio DSC precisa come la promessa di pace che percorre tutto l’Antico Testamento trovi il suo pieno compimento nella Persona di Gesù: «la pace, infatti, è il bene messianico per eccellenza, nel quale vengono compresi tutti gli altri beni salvifici» (n. 491). Il Signore Gesù, ricorda san Paolo: «è la nostra pace» (Ef. 2,14) e, infatti, prima della passione e della morte in croce Egli fece ai suoi apostoli questa specifica promessa: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi» (Gv. 14,27), un “impegno” più volte riconfermato dopo la risurrezione, da ultimo quando incontrando gli undici li saluta affermando: «Pace a voi» (Lc 24,36; Gv 20,19.21.26).

Ma qual è il contenuto della pace che Cristo offre? È la riconciliazione con Dio che porta come conseguenza la riconciliazione tra gli uomini (cfr. Compendio DSC, n. 492). La pace donata dal Signore diviene anche la missione di ogni suo discepolo che, se e quando si manifesta artefice di pace, come afferma il Compendio, «partecipa del Regno di Dio, secondo quanto Gesù stesso proclama: “Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio” (Mt. 5,9)» (n. 492).

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*sacerdote ambrosiano, collaboratore dell’Ufficio della Pastorale della Salute dell’arcidiocesi di Milano e segretario della Consulta per la Pastorale della Salute della Regione Lombardia. Cura il blogwww.gianmariacomolli.it.


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