Carpe Diem: riprendersi di nuovo il tempo per una rivoluzione interiore


di Giuseppe Brienza

LO SCRITTORE MASSIMO RAFFANTI: «LE CONTRADDIZIONI DELLA “SOCIETÀ LIQUIDA” SUGGERISCONO UN QUESITO FONDAMENTALE: SIAMO DAVVERO I PADRONI DELLA NOSTRA ESISTENZA?»

Domani pomeriggio in provincia di Lucca [Auditorium della Biblioteca “Il Melograno” di San Leonardo in Treponzio (Capannori), ore 17] sarà presentato il “saggio filosofico romanzato” di Massimo Raffanti Carpe diem. Riprendersi il tempo per una rivoluzione interiore (Passaggio Al Bosco Edizioni, Firenze 2021, pp. 194, € 15).

L’autore del libro, che è giornalista e scrittore lucchese, attraverso citazioni filosofiche, aforismi ed esperienze di vita dirette illustra in modo originale e brillante quella che, giustamente, definisce «la più importante dimensione terrena», ovvero il tempo.

«Nell’epoca dei meccanismi globali, della sorveglianza digitale e della corsa al profitto – scrive Raffanti –, anche il tempo è diventato un bene monetizzabile: lo appaltiamo, lo deleghiamo e ne abbiamo sempre meno».

In effetti malgrado la crescente disponibilità di comfort e mezzi tecnologici, aggiunge l’autore, «l’insoddisfazione regna sovrana: incertezza e precarietà fanno da sfondo ad un deserto di isolamento e depressione. Le contraddizioni della moderna “società liquida”, insomma, suggeriscono un quesito fondamentale: siamo davvero i padroni della nostra esistenza?».

Carpe diem, libro come detto a metà tra il saggio e il romanzo, affronta un tema delicato facendo compiere al lettore un viaggio alla riscoperta del proprio tempo, un imperativo assoluto per chiunque voglia dare un senso alla propria vita. Riprendersi il tempo, infatti, è un consapevole atto di riappropriazione e di ribellione, in ordine con una necessaria rivoluzione interiore.

Le pagine di Raffanti, capaci di stimolare la più fervida immaginazione, hanno il pregio di proiettarci oltre lo stagno dei “giorni tutti uguali”, stimolando il coraggio delle scelte e delle azioni, perché “cogliere l’attimo”, in fondo, significa cercare il rumore della libertà in ogni singolo respiro.

Il filosofo inglese Aldous Huxley, con profetico ciglio, già nel 1932 sosteneva a tal proposito che il “nuovo mondo” avrebbe avuto le felici sembianze di chi sarà costretto ad esser felice in una “prigione senza sbarre”, nella quale l’apparire sarà considerato più importante dell’essere.

Ma molta gente, osserva Raffanti, «a notevole distanza temporale da questa sibillina frase, attraverso un’adeguata rivoluzione interiore che ha saputo valorizzare il tempo ed un “prescelto futuro”, è riuscita a sfuggire a questa terribile narrazione. Ben conscia del significato dell’oraziana frase “carpe diem”: “cogli il giorno” o, meglio, “cogli l’attimo”».

Per ulteriori informazioni sulla presentazione del libro si può telefonare allo 0583/90632 oppure scrivere a: amicidelmelograno@gmail.com.


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