Cosa pensa Dio dei tatuaggi?


di Angelica La Rosa

TATUAGGI: LE SACRE SCRITTURE PARLANO DI TALE PRATICA?

Con l’arrivo dell’estate, in genere, e il caldo di questi giorni di luglio in particolare, sembra naturale scoprire quanto più possibile il corpo per cercare di sopravvivere all’afa.

Tralasciando il discorso che bisognerebbe tenere un certo decoro nell’abbigliamento anche d’estate, vogliamo concentrarci, invece, sui tatuaggi perché, più i corpi si scoprono e più ne diventano visibili, di ogni specie, sulle varie localizzazioni corporee.

Si va dai tatuaggio microscopici (una stellina, una lettera, un simbolo) a quelli che coprono un’intera schiena o gamba.

E la tragedia di questa moda è che ormai ha preso il largo anche tra i giovani e i giovanissimi, per non parlare degli over cinquanta, categoria sempre più attratta da questi simboli praticamente indelebili (a parte il ricorso, costoso e non certo benefico, al laser per rimuoverli).

Ma cosa pensa Dio dei tatuaggi? Ha mai parlato di tale pratica la Sacra Scrittura?

La risposta è sì: Dio è stato chiarissimo sui tatuaggi. E non è certo un discorso sul quale farsi quattro risate.

In Levitico 19,28 sta scritto espressamente: “non farete incisioni nella vostra carne, ne’ farete tatuaggi su di voi”.

Ma quanti cristiani, o presunti tali, lo sanno e seguono le Sacre Scritture?

Farsi il tatuaggio, dunque, è una disubbidienza a Dio. E tatuarsi angeli, volti di santi, immagini di Gesù e di Maria, è da considerarsi allo stesso modo? Sì, perché si viola la parola di Dio, come detto sopra, e per di più si cerca di occultare la violazione richiamando in causa direttamente lui nel tatuaggio.

La pratica dell’incisione con l’ago, a quanto pare, è nata presso antiche tribù pagane che inventarono tale metodo per permettere, nella loro concezione, di fare entrare ed uscire dal proprio corpo gli spiriti divinatori (demoni).

Forse non è un caso che Anton La Vey, il fondatore della chiesa di Satana negli Stati Uniti d’America, confessò pubblicamente (nel libro “Moderni Primitivi”) che c’è un interesse dell’esoterismo per il mondo dei tatuaggi.

Anche il noto sacerdote esorcista padre Gabriele Amorth (1925-2016), ricordava che negli esorcismi il demonio aveva confessato, per bocca dei posseduti, che i marchi sul corpo (che ricordiamo è “Tempio dello Spirito Santo”) hanno qualche influenza negativa sulla vita dei tatuati (per non parlare di certi posseduti, rimasti più o meno coscienti durante il rito, che affermavano di sentire un fuoco tremendo bruciare proprio sulla pelle in cui ci si erano tatuati).

Questo discorso potrebbe anche essere preso alla leggera da molti. Ma la domanda è: si è mai visto accadere qualcosa di positivo violando la parola di Dio?

Tramite il profeta Osea (4,6) Dio è stato chiaro: “Il mio popolo perisce per mancanza di conoscenza“. Forse anche sui tatuaggi i sacerdoti potrebbero dire di più, magari ricordando che mentre l’uomo guarda all’apparenza esteriore, Dio guarda al cuore e ai veri motivi, spesso non proprio nobili, e via via dimenticati, che hanno portato certe persone alla pelle tatuata.

 


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