Sfasciare una famiglia, creare problemi a 3 figli, che indice di progresso è?


di Diego Torre

DAL QUOTIDIANO “LA REPUBBLICA”, C’ERA DA ASPETTARSELO. MAI STATI A FAVORE DELLA FAMIGLIA NATURALE E DEI PRINCIPI NON NEGOZIABILI. E SI COMPIE COSÌ UN ULTERIORE PASSAGGIO IDEOLOGICO DEL RELATIVISMO…

Continua la guerra in Ucraina, possibile prodromo di un conflitto mondiale, con i suoi morti e le sue distruzioni. Imperversa la crisi economica e l’inflazione galoppante che dovevano mettere in ginocchio la Russia e stanno rovinando l’Italia. Cade forse il governo; ma non è detto che sia una disgrazia. La siccità devasta i nostri campi e sta già attaccando alcune città. Abbiamo anche l’invasione delle cavallette in Sardegna, Romagna ed Israele; e speriamo che nessuno proponga di mangiarle. Dinnanzi a tali scenari di che si preoccupa il sistema massmediatico italiano? Ma è ovvio: della separazione fra Francesco Totti e Ilary Blasi. Rimane un’ottima arma di distrazione di massa, che si affianca al C-19 ed alla guerra in Ucraina per fare arrivare gli italiani alle sospirate vacanze, poi ci sarà la ripresa del C-19 e poi … si vedrà.

“La fine della fiaba”, “finisce la favola inizia la normalità”, “l’amore eterno non esiste”: ecco alcune spiegazioni correnti. L’amore è finito e con esso il matrimonio. Fedeltà? Per sempre? Roba da medioevo direbbe il solito progressista. Ma aldilà dell’erroneità di questa analisi, c’è chi fa un passaggio ulteriore, “ideologico”. Leggiamo infatti su La Repubblica “finalmente una buona notizia!”, poiché quanto avvenuto è: “molto rasserenante. Perché è la storia di una coppia tradizionale, niente di moderno, composta da un uomo e una donna, con tre figli (17, 15, 6 anni), che dopo 17 anni di matrimonio ce la fa ad uscire dalla prigione dei doveri della celebrità e dalla fallace promessa del per sempre: e riesce a prendere una decisione impopolare (secondo il popolo che vuole sante le celebrità), e per loro certamente dolorosa e segno di un privato fallimento, ma anche di scelta di normalità, quindi di libertà. Quella di tutte le famiglie che si formano per amore, che stanno insieme per amore, che diventano genitori per amore e poi il tempo quell’amore lo spegne, lo fa diventare una prigione, per l’uno, per l’altra, per tutti e due. …l’amore esiste e per questo finisce“.

Neanche l’alibi della impossibile convivenza, della “”libertà” del singolo a fare quello che vuole! No, qui si proclama che la normalità è l’abbandono, la fallace promessa dell’amore per sempre una prigione. Da Repubblica, c’era da aspettarselo. Mai stata a favore della famiglia e dei principi non negoziabili. E si compie così un ulteriore passaggio ideologico del relativismo.

Ma che non sia stato un passaggio facile per gli interessati lo si legge dalle loro dichiarazioni: “Invito tutti a evitare speculazioni e, soprattutto, a rispettare la riservatezza della mia famiglia”, dice la Blasi all’Ansa. Sì, dice ancora famiglia. E le fa quasi eco Totti che parla di separazione dolorosa e aggiunge: “Tutto quello che ho detto e fatto negli ultimi mesi è stato detto e fatto per proteggere i nostri figli, che saranno sempre la priorità assoluta della mia vita. Continuerò a essere vicino a Ilary nella crescita dei nostri tre meravigliosi figli, sempre nel rispetto di mia moglie”.

Sì, figli, moglie. Qualcosa è rimasto loro (dopo 17 anni di matrimonio e 3 figli), forse l’ideale di un amore fedele e duraturo, che però ha ceduto ad una realtà avversa. Quando un matrimonio finisce è sempre un fallimento; la favola in questo caso non è stata a lieto fine. Ma aveva un buon principio e fondamento? E poi: sfasciare una famiglia e creare problemi a tre figli è indice di chissà quale progresso?

E qui la domanda si fa più generale. Perché tanti divorzi? Perché le famiglie si sfasciano? La verità è che si è perso il senso del matrimonio, perché si è perso il senso della vita; perché si vive come se Dio non esistesse. Ma per quei milioni di coppie che, fra tentazioni e difficoltà, rimangono fedeli a quanto promesso all’altare, c’è una pace, una consapevolezza, una gioia nell’amore per sempre che supera ogni debolezza ed ogni capriccio umano. Ed è per essa che val bene rispondere alla vocazione matrimoniale ed ottenerne frutti di felicità, per quanto possibile in questo mondo. Le famiglie da Mulino Bianco esistono, sono tantissime, ma non interessano il sistema massmediatico; chissà perché.

Fuori da tale impostazione, naturale e cristiana, rimane un egoismo di fondo, una ricerca dell’altro solo per sé, una strada fatta insieme solo per un tratto, il cambio del partner come se fosse una ruota di scorta, un’insoddisfazione che ti accompagna fino alla morte. Con buona pace di Repubblica e di tutti i sostenitori del relativismo.

 


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