Esclusivo. Il senatore Malan: “Basta con l’ostracismo verso i principi giudaico-cristiani”


di Matteo Orlando

IL PARLAMENTARE DI FRATELLI D’ITALIA: “VITA, FAMIGLIA ED EDUCAZIONE LIBERA SONO TEMI CHE STANNO A CUORE DI FRATELLI D’ITALIA E DOVREBBERO STARE A CUORE A TUTTI. DI CERTO NOI LI SOSTERREMO

Da tempo fra di noi ci dicevamo che ci avrebbero attaccati in ogni modo. È quello che sta succedendo e siamo appena agli inizi dei due mesi che ci separano dalle elezioni. Dobbiamo essere pronti a tutto, eppure speranzosi che la campagna elettorale si sviluppi in modo civile, cosa alla quale stiamo contribuendo evitando di esasperare i toni“.

A dirlo ad Informazione Cattolica è il Senatore di Fratelli d’Italia Lucio Malan.

Senatore Malan, sono cominciati gli attacchi concentrici del PD e dei suoi giornali e influencer di apparato nei confronti di Fratelli d’Italia e della sua leader Giorgia Meloni. Teme che si arrivi anche a qualche inchiesta giudiziaria ad orologeria?

Qualche azione giudiziaria “molto tempestiva“ l’abbiamo già vista. Per quello che si può capire, mi riferisco a Terracina, si tratta di cose pretestuose con reati di fantasia. Il nostro parlamentare europeo è accusato di aver sgridato una funzionaria del Comune quando era sindaco (anche se nei documenti si scrive che non lo era ed era invece parlamentare europeo, il che la dice lunga sull’accuratezza), cosa che non risulta sia reato specialmente visto che non la si incitava a fare alcunché di illegale, al contrario.

Qual è il suo giudizio sul governo Draghi?

Draghi poteva scegliere due vie per incrementare il suo prestigio, o il suo potere. Una era intraprendere riforme coraggiose e necessarie per ottenere un consenso generalizzato. L’altra era accontentare un po’ questo partito un po’ quell’altro con politiche di piccolo cabotaggio e in cambio avere mano libera su operazioni che gli stavano a cuore. Purtroppo ha scelto la seconda strada, per di più privilegiando sempre le istanze della sinistra. Sul ddl Zan ha coadiuvato chi voleva approvarlo ignorando bellamente le lettere della segreteria di Stato del Vaticano e di due confessioni religiose evangeliche che agivano sulla base del concordato o delle intese che avevano stipulato. Un atto passato inosservato ai più ma molto grave perché sia i “nuovi Patti lateranensi” sia le intese fanno carico proprio al capo del governo di rispondere. Non parliamo poi del suo attivo contributo allo scandaloso regalo di 10 miliardi ai Benetton, dopo il crollo del ponte Morandi, per il quale la magistratura ha rinviato a giudizio molti dirigenti dell’azienda della famiglia veneta.

Molti militanti di Fratelli d’Italia non hanno gradito il via libera del suo partito alle armi per l’Ucraina. Attualmente cosa pensa sul conflitto russo-ucraino?

L’Italia non può permettersi di rompere l’unità del blocco occidentale che fa riferimento agli Stati Uniti. Fratelli d’Italia ha lavorato in questo senso, non solo per doverosa solidarietà con un popolo che sta subendo un’invasione, ma anche perché l’Italia pagherebbe certamente le conseguenze di un suo disimpegno rispetto agli altri ai partner occidentali con i quali avviene ben più del 90% dei nostri scambi commerciali. Detto questo, confido che con noi al governo ci sarebbe una migliore gestione dei rapporti internazionali a difesa degli interessi italiani. Il famoso prestigio internazionale di Draghi non ha impedito, forse perché lui stesso non ci ha neppure provato, che le sanzioni danneggiassero l’Italia più di chiunque altro e senza ottenere neppure la promessa di qualche compensazione. La politica internazionale, tanto più quando c’è una guerra in corso, richiede determinazione ma anche grande capacità di relazione, se si vogliono difendere gli interessi dell’Italia. È stato sbagliato che il capo del Governo abbia rivolto gravi epiteti a Erdogan, quando poche settimane è andato a pregarlo di aiutarci…

Recentemente in Senato Lei si è astenuto sul possibile utilizzo del maschile e del femminile nei documenti ufficiali. Ci spiega le ragioni ideali di ciò?

La senatrice Maiorino del Movimento 5 Stelle ha presentato un emendamento con il quale nel regolamento del Senato ci sarebbe stata una norma specifica per obbligare ad usare il cosiddetto linguaggio inclusivo. Dunque, ci sarebbe stato l’obbligo di dire o scrivere sempre “i senatori e le senatrici“, “i componenti e le componenti della commissione” e così via. Ritengo che il linguaggio debba essere accettato nella sua natura, cosa che non impedisce, anzi include, adattarlo a eventuali nuove sensibilità che emergano nel corso dei decenni. Grazie alla nostra astensione e al fatto che abbiamo richiesto, come Fratelli D’Italia, il voto segreto, questa norma non è passata. Il che non vuole dire, come tanti hanno detto o per ignoranza o in malafede, che sarà vietato dire “senatrice” o “la Presidente” ma semplicemente che su questo, come su ogni altro argomento, debba prevalere l’uso del buon senso e la sensibilità di ciascuno. Del resto quando la costituzione dice “i senatori sono eletti a suffragio universale” nessuno ha mai pensato che allora le senatrici vengano elette in un altro modo. Sul ruolo delle donne nessuno può dare lezioni a Fratelli d’Italia, l’unico grande partito della storia d’Italia ad essere guidato da una donna. Che dire poi del fatto che i principali sostenitori di quell’emendamento sostengono anche l’ideologia gender per la quale i “generi” sono molto più di due e sono questione di opinione e non oggettiva. Le donne della vita reale hanno ben altri problemi che questo.

A suo giudizio nella prossima legislatura sarà possibile costituire un’asse “cristiano” trasversale a tutto il centrodestra, per poter affrontare i temi che più ci stanno a cuore come vita, famiglia ed educazione libera?

Sono tre temi che stanno a cuore Fratelli D’Italia e dovrebbero stare a cuore a tutti. Di certo noi li sosterremo e altrettanto di certo i partiti di sinistra non l’hanno fatto e tantomeno lo faranno.

Con un nuovo governo di centrodestra, si impegnerebbe anche con i nostri lettori (la maggior parte sono genitori) a promuovere la modifica della risoluzione del Parlamento Europeo del 26/04/07 che ha istituito il 17 maggio come “Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia“?

Senza dubbio e con determinazione. Non se ne può più di questa giornate, di queste settimane, ora c’è anche il mese dell’orgoglio gay. Peggio che peggio se queste attività vengono fatte nelle scuole, spesso all’insaputa dei genitori. C’è l’imposizione di una ideologia e direi quasi di una religione di Stato che è quella gender, contraria alla cultura giudaico-cristiana e ad ogni evidenza scientifica. Altra cosa è insegnare il rispetto, ma il rispetto per tutti, per gli omosessuali così come per gli appartenenti a confessioni religiose, i disabili, gli stranieri e così via.

Come ex docente, cosa ne pensa della burocratizzazione in generale degli insegnanti e della precarizzazione e svalutazione in particolare di quelli di religione (IRC), conseguenze della trasformazione della maggior parte delle scuole pubbliche italiane in luogo di massificazione e sperimentazione ideologica?

Credo che avrei grosse difficoltà a ritornare ad insegnare perché da conoscenti che sono ancora nella scuola sento di una esasperata burocratizzazione. C’è una difficoltà sempre maggiore a parlare di contenuti ed a potersi impegnare realmente a beneficio degli allievi. Sempre più tempo va dedicato a corsi di aggiornamento spesso inutili, se non a chi – ben retribuito – li gestisce, continue riunioni, richieste di relazioni che nessuno leggerà. Ma il centro della scuola è il discente, l’allievo, cui si possono dedicare solo scampoli di tempo. Peggio di tutto, come detto, è l’indottrinamento. Agli allievi vanno forniti gli strumenti per capire i fatti, la storia, la società e da lì trarre convinzioni fondate. Inculcare opinioni, anche quando queste sono giuste è sbagliato. Bisogna far capire le cose, non enunciare dogmi. Infine, basta con l’ostracismo verso i principi giudaico-cristiani. Oggi nelle scuole si può fare di tutto, si possono fare indottrinare i bambini della scuola materna dalle Drag Queen, ma guai a parlare, ad esempio, della Bibbia, uno dei fondamenti della nostra civiltà. Non si può capire la storia e la cultura italiana senza averne una adeguata conoscenza. Quanto alla precarizzazione degli insegnanti di IRC, bisogna rispettare i Patti Lateranensi, contenuti all’articolo 7 della costituzione. Chi è contrario, ne proponga l’abolizione.

 


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