Le conseguenze di politica ed economia senza Dio sono sotto gli occhi di tutti

di Emanuela Maccarrone

LA POLITICA CATTOLICA DEVE TUTELARE E RISPETTARE I DIRITTI INALIENABILI. UN VERO POLITICO, SPECIE SE CATTOLICO, NON USA PAROLE VUOTE E PROPAGANDA

“Il regno non è in funzione del re, ma, viceversa, il re è funzione del regno di cui è sovrano; infatti, il progetto di Dio è che i monarchi amministrino e governino il regno, e tutelino i diritti individuali dei singoli: lo scopo del potere politico consiste nell’assolvere tale compito” (San Tommaso d’Aquino, in ‘Opuscoli Politici’).

Le parole dal Santo mettono in evidenzia uno dei punti più importanti per una buona politica, nonché uno dei criteri fondamentali per valutare il potere di chi governa: uno vero politico, specie se cattolico, non usa le parole vuote e la propaganda per eludere l’opinione pubblica, ma si impegna per il benessere dei propri cittadini, tutelando e rispettando i loro diritti inalienabili.

Dio pone al centro della Sua Legge l’uomo e il rispetto della sua dignità. La Genesi descrive l’ingegno, l’impegno e l’amore con i quali Dio ha progettato la Creazione per la persona umana: l’uomo è la più importante delle creature ed per questo che la legge del Padre Celeste è la guida al vero bene.

Negli ultimi anni, in alcune società contemporanee, soprattutto occidentali, assistiamo al dilagare di un’ostilità nei confronti del cristianesimo che spinge a porsi una domanda: forse i princìpi cristiani, quindi valori quali l’onestà, la giustizia e la verità, incutono timore?

Sembrerebbe che la soluzione accettabile per del

Le società sempre più laiciste vogliono bandire il cristianesimo dalla realtà politica, economica, medica e via dicendo, e vorrebbero perseguire quel benessere e quello sviluppo che favorisce gli interessi di pochi individui.

Sul punto occorrerebbe rileggere quanto insegnava l’Aquinate: “se i titolari della sovranità si prefiggono scopi diversi, stravolgendo i benefici che reca il potere ai loro interessi personali, non sono più dei re, ma dei tiranni (…). Ne segue che il fine del re è quello che il suo operare conservi gli uomini, se vuole la prosperità del suo regime”.

Le conseguenze di una politica o di un’economia senza Dio sono sotto gli occhi di tutti: ingiustizie, decisioni sbagliate e disuguaglianze. I fatti dimostrano che l’uomo, in quanto creatura fallibile, è facilmente incline al male, all’egoismo, alle tentazioni legate al potere e al successo, pertanto difficilmente potrà con le proprie forze essere una buona guida per se stesso e per gli altri.

San Giovanni Paolo II, in ‘Una Politica per l’uomo’, scrivendo riguardo l’importanza della pace tra i popoli, quale risultato di un ordine razionale e morale, ha ribadito che “non si vede come un tale ordine morale potrebbe prescindere da Dio, che è fonte primaria dell’essere, verità essenziale e bene supremo”.

Nella lettera Enciclica ‘Caritas in Veritate’, il Papa emerito Benedetto XVI ha specificato che l’esclusione della religione dall’ambito pubblico quanto il fondamentalismo religioso, impediscono il progresso dell’umanità e “la vita pubblica si impoverisce di motivazioni e la politica assume un volto opprimente e aggressivo. I diritti umani rischiano di non essere rispettati o perché vengono privati del loro fondamento trascendente o perché non viene riconosciuta la libertà personale”.

Gesù lo ha detto esplicitamente: “chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla” (Gv 15,1-8) e le azioni si valutano dai frutti, buoni o cattivi, non dalle parole…

 

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LA POLITICA CATTOLICA DEVE TUTELARE E RISPETTARE I DIRITTI INALIENABILI.

No, questa è la missione politica dei liberali. La politica cattolica è tutt’altra cosa.