La Donna che umanizza Dio e apre la via alla divinizzazione degli uomini

La Donna che umanizza Dio e apre la via alla divinizzazione degli uomini

di Padre Giuseppe Tagliareni*

LA MISTERIOSA PROFEZIA DI GEREMIA: «IL SIGNORE CREA UNA COSA NUOVA SULLA TERRA: LA DONNA CINGERÀ L’UOMO!» (GER 31,22)

«Il Signore crea una cosa nuova sulla terra: la donna cingerà l’uomo!» (Ger 31,22). La misteriosa profezia di Geremia si compì quando la Donna promessa alle origini, dopo il peccato dei progenitori, ebbe la sua discendenza, cioè quell’Uomo-Dio che vincendo il Serpente antico, riporterà la vita piena agli uomini.

Sotto l’istigazione di Satana, i due primi avevano disubbidito e perso non solo l’amicizia di Dio, ma anche la vita divina e lo stesso Eden. Il guadagno non fu il diventare “come Dio”, secondo l’inganno diabolico, ma l’acquisto di una serie infinita di lacrime e di sangue, fino alla morte, con la prospettiva della maledizione eterna e la cacciata all’inferno, “preparato per il diavolo e per i suoi Angeli” (Mt 25, 41).

La presenza della Donna, che è la Vergine Maria, umile figlia di Sion, sulla terra segna i tempi nuovi, i tempi della salvezza. Nel suo grembo benedetto si posò e si sviluppò il germe divino posto dallo Spirito Santo di Dio. Similmente, è in Lei che nascono per opera dello Spirito i figli di Dio mediante la Chiesa e il Battesimo.

«Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo, e vado al Padre» (Gv 16,28). Alla fine della sua breve esistenza terrena, Gesù rivela chiaramente di essere lui il ponte tra Dio e gli uomini: Egli viene da Dio, essendo Egli il Figlio da Lui “consacrato e inviato nel mondo” (Gv 10,36); si fa uomo nel grembo di una Donna (Maria) e dopo la sua morte di croce, ritorna al Padre con la sua umanità redenta dal suo Sangue sul Calvario. Riporta dunque, l’uomo a Dio perché riceva la pienezza della vita.  Per questo era venuto: “Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv 10,10). E questa solo in Gesù si può avere: sia perché solo Lui è il Redentore, sia perché solo Lui è il Pontefice, colui che fa il ponte tra Dio e l’uomo. Per questa ragione metafisica non ci può essere altra salvezza né altro salvatore. Il ponte tra Dio e l’uomo può farlo solo colui che è contemporaneamente e Dio e uomo: Gesù.

Ma il punto d’inserzione di Dio nell’umanità è una Donna: Maria di Nazareth. È lei che gestisce l’uomo nuovo, che umanizza Dio e apre la via alla divinizzazione degli uomini che sarà fatta dallo Spirito Santo.

Secondo l’antica promessa dei Profeti, Dio darà “un cuore nuovo e uno spirito nuovo” (Ez 11,19); “Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei statuti e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi. Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri; voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio” (Ger 36,27-28). Egli darà cuore e spirito da figli, che riameranno il Padre dei Cieli sopra ogni cosa e si ritroveranno come fratelli tra di loro. Tutto ciò avverrà in Cristo, il Figlio prediletto, immolato per loro, morto e risorto per dare loro la vita nuova che non muore. In verità, solo in Gesù si può avere il perdono dei peccati e il dono dello Spirito Santo; Questi, a sua volta, crea il cuore nuovo e lo spirito nuovo: cuore in cui è incisa la Legge nuova e dimora la carità; spirito che cerca solo la gloria del Padre e a Lui dirige la propria esistenza. Così, l’antica religione legalista e spesso farisaica, basata sull’osservanza a volte solo esteriore della Legge, cede il posto alla religione dei figli che vivono con Gesù per il Padre e ritornano a Lui con gratitudine e amore. Per questo egli ci insegna a chiamarlo Abbà, “Padre nostro che sei nei Cieli” (Mt 6,9).

Cristo Gesù è “l’Alfa e l’Omega” (Ap 1,8) di tutta la creazione e di tutta la storia. Tutto è stato fatto per mezzo di lui Verbo della vita e in vista di lui Verbo fatto carne, morto e risorto per ricondurre tutta la creazione a Dio (cfr. Gv 1,3; Col 1,15-20; Eb 1,3). Nella creazione è il Primogenito, il modello massimo, il compendio di tutte le cose del Cielo e della terra, l’Immagine del Dio vivente, la sede di tutte le perfezioni, la fonte della vita. Nella storia, Cristo è il punto di convergenza di tutte le linee: quella della preparazione al suo primo avvento; quella della sua seconda venuta nella gloria (= Parusia) e quella del compimento finale (Giudizio Universale), quando egli consegnerà tutto al Padre e “Dio sarà tutto in tutti” (1 Cor 15,28). Solo allora il Regno sarà pienamente realizzato e vi saranno le nozze eterne del Figlio del Re con la sua Sposa, la Chiesa. Cristo è Luce e Vita.

Tutto ciò che si oppone a Cristo è tenebra, menzogna e morte. La luce rischiara il mondo, ma le tenebre non l’accolgono (cfr. Gv 1,5) e cercano d’impedirla, di sopprimerla, di farla spegnere. Ma non ci riescono; possono solo farla risplendere di più per contrasto.

Le potenze degli Inferi e delle tenebre si scatenano contro la Donna e la sua discendenza, come descrive Apocalisse 12, per impedire che diffondano nel mondo la Legge di Dio e la testimonianza del Vangelo di Cristo, per impedire che gli uomini riconoscano che lo scettro del Regno appartiene a Cristo e non al Dragone infernale, che domina su tutta la terra. La Bestia imperversa dappertutto, perseguita e fa mettere a morte i discepoli di Gesù; fa il bello e il cattivo tempo; domina su tutte le nazioni; arriva finanche ad entrare nell’atrio del tempio di Dio e devastare il culto, mettendo l’abominio della desolazione a posto dell’ altare del Dio vivente: ne parlò lo stesso Gesù e prima ancora lo profetizzò Daniele. È stato concesso da Dio per i suoi fini imperscrutabili. Ma alla fine, la Bestia e lo Pseudo-profeta saranno catturati e gettati nel fuoco eterno; anche il Dragone subirà la stessa sorte per un certo tempo (cfr. Ap 19,21-20,3); poi sarà liberato per l’ultima battaglia: si scaglierà contro la santa Gerusalemme, ma sarà divorato dal fuoco con tutti i suoi eserciti. Allora sarà la fine del mondo e il Giudizio Universale (cfr. Ap 20,7-15).

Come chiaramente si comprende, la Donna è la Vergine Maria, la sua discendenza è quel “resto” di cristiani che avranno ancora la fede quando il Figlio dell’uomo tornerà sulla terra (cfr. Lc 18,8) dopo la grande tribolazione. Il Dragone infernale è Satana, come dice Ap 12,9. Egli trascina giù un terzo delle stelle, cioè di vescovi, che sono le stelle delle chiese, come rivela Ap 1,20. Lo strumento usato da Satana per fare ciò è la Bestia che “saliva dalla terra e aveva due corna, simili a quelle di un agnello, che però parlava come un drago” (Ap 13,11).

Si tratta della massoneria ecclesiastica, che prende tutto il suo potere da quella civile, la Bestia che sale dal mare  con  “dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo” (Ap 13,1). Questa è la potenza che domina tutta la terra: le viene concesso anche di “di far guerra contro i santi e di vincerli; le fu dato potere sopra ogni stirpe, popolo, lingua e nazione” (Ap 13,7). La massoneria, come tutti sanno, domina su politica, finanza (banche), mass-media, militari, grandi multi-nazionali, O.N.U. e altri organismi sopranazionali; essa accentra quasi tutti i poteri in mano di pochi, strettamente connessa e dipendente dal Sionismo internazionale.

Chi può scampare a simile universale dominio? Tutto il mondo infatti, adora la Bestia (cfr. Ap 13,8), perché tutti amano mammona e si fanno ben volentieri cittadini di Babilonia, la città del caos, dell’idolatria, dove imperversa violenza e prostituzione, dov’è la sede del Dragone. Solo i Santi resistono: essi portano sulla fronte il sigillo del Dio vivente (Ap 7,3): contro di loro Satana non ha potere. Può solo perseguitarli e ucciderli, facendo loro conquistare la gloria dei martiri nel Regno eterno di Dio. Essi seguono i passi della Donna, a cui vengono date le due ali della grande aquila (cfr. Ap 12,14), che la sollevano e la portano fuori dal raggio d’azione del drago. Lo Spirito di Dio solleva la Vergine, simbolo di tutta la Chiesa, con le ali della fede nella Parola di Dio e la speranza nelle Sue promesse. Il tempo del deserto finirà presto. E subito gli Angeli di Dio interverranno per la rovina di Babilonia la grande e per liberare il mondo dalla presenza di tutti i demoni e di tutti i loro servi e alleati. La vittoria finale sarà solo di Cristo e della sua Madre e Regina. Allora splenderà la Regina in “ori di Ofir” alla destra del Re (cfr. Sal 45,10) e vi saranno le nozze eterne del Re-Gesù con la sua Sposa, la Chiesa.

Intanto la “Donna” fugge nel deserto: è il deserto delle chiese vuote, delle case vuote, dei cuori dei suoi figli impoveriti e desolati. Ha un gran lavoro da fare: riempire i cuori di fede e nuova speranza, animare i rapporti umani di nuova carità, far risuonare di lodi a Dio il tempio materiale e quello spirituale, troppo abbandonati, riaccendere il focolare domestico dell’amore nelle case dov’era ormai spento e ottenere da Gesù di rinnovare il miracolo di Cana: dare il vino nuovo dell’amore coniugale lì dov’era cessato e fare di ogni casa una piccola chiesa. Satana sa che gli rimane poco tempo e fa come un pazzo per rovinare tutto quanto ancora resiste. Egli teme la Vergine, che è la “Tutta luce”, teme i luoghi delle sue apparizioni e le folle dei pellegrini che ci vanno e vi ritrovano Gesù vivo, la fede sincera, la conversione, il senso della vita. Mentre il Maligno moltiplica gli sforzi per sedurre tutta l’umanità dietro gli idoli vani della falsa scienza, della ricchezza facile, del divertimento sempre più eccitante, della fuga dal dolore e dall’impegno, causando immani delusioni, ferite senza numero e violenze, Maria richiama i suoi figli, li consola maternamente, li risana delle ferite e li riporta a Gesù: Via, Verità e Vita, Pane vivo disceso dal Cielo per la nostra fame, sorgente inesauribile di acqua viva, Redentore che perdona, Cuore amante che tutti accoglie e ristora.

 

 

 

 

* Padre Giuseppe Tagliareni
(29 luglio 1943 – 25 gennaio 2022),
è il fondatore dell’Opera della Divina Consolazione

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