Il Vescovo D’Ascenzo: “la scelta di astenersi non è valida, isolarsi non ha senso”

di Bruno Volpe

L’ARCIVESCOVO DI TRANI-BISCEGLIE E BARLETTA: “A CHI CI GOVERNERÀ BISOGNA CHIEDERE LA TUTELA DELLA VITA

Dal bene comune alla politica, dalla campagna elettorale agli insulti nel dialogo pubblico, in questa intervista monsignor Leonardo D’Ascenzo, arcivescovo di Trani-Bisceglie e Barletta risponde a tutto campo.

Eccellenza, come definirebbe il bene comune?

“A mio avviso è la ricerca del buono e del giusto, ciò di cui sia gli individui che la collettività hanno bisogno. E’ la realizzazione corretta degli obiettivi, ben diverso dal concetto di convenienza che al contrario è ambiguo. Il bene comune riguarda la qualità della vita dei cittadini e naturalmente ogni azione politica che si rispetti deve necessariamente mirare alla sua realizzazione”.

Che rapporto esiste tra politica e bene comune?

“La politica, almeno quella che davvero vuole avere questo titolo, è la forma più alta di carità come saggiamente diceva San Paolo VI. Per questo deve cercare e realizzare il bene comune degli individui e della collettività. Una politica attenta è quella che guarda non all’interesse particolare, ma a quello delle collettività e al rispetto degli individui, che pensa alla loro crescita”.

Siamo in campagna elettorale, che cosa chiederebbe alla politica?

“Naturalmente non spetta a me dire per chi o come votare. A mio avviso a chi ci governerà bisogna chiedere il rispetto dei valori legati alla persona, come l’accoglienza, la tutela della vita, dare a tutti la possibilità di realizzarsi con il lavoro che assicura dignità, la salvaguardia dell’ambiente, il welfare e la giustizia sociale evitando o riducendo disparità spesso intollerabili”.

In campagna elettorale sentiamo tante promesse e parole, che fare?

“Quando si pronuncia un programma o un intento, poi occorre metterlo davvero in pratica altrimenti sono parole al vento. Bisogna assumersi la responsabilità di quanto si annuncia in campagna elettorale affinché non siano affermazioni prive di valore o di mera circostanza. In poche parole chiedo il rispetto di quanto si dice, il dare reale seguito alle affermazioni”.

Registriamo molti insulti…

“L’insulto e lo scambio di aggressività non portano da nessuna parte. Ricordo che nessuno ha la verità in tasca e che una buona fase politica deve partire prima di tutto dall’ ascolto dell’ altro e poi dal dialogo. Viviamo anche come Chiesa una fase di sinodalità, non sarebbe male estendere questo concetto alla politica”.

Cosa pensa del rischio astensionismo…

“La scelta di astenersi non è valida, bisogna partecipare al confronto politico, isolarsi non ha alcun senso. Comprendo che qualcuno possa essere sfiduciato, ma è saggio contribuire personalmente al bene comune e certamente informandosi su quello che i candidati propongono con saggio discernimento”.

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