Paragone (Italexit): “Il potere finanziario opera proprio come una massoneria”

di Matteo Orlando

IL SENATORE GIANLUIGI PARAGONE: “CON LA CRISI ENERGETICA RISCHIAMO UN DISASTRO SOCIALE SENZA PRECEDENTI

Secondo i sondaggi si tratta dell’unica lista (in questo caso partito regolarmente registrato) del variegato mondo del dissenso al Green Pass e all’obbligo vaccinale, accreditata di una percentuale di voti (su scala nazionale) che dovrebbe permetterle di entrare nel nuovo Parlamento che uscirà dalle elezioni del 25 settembre.

Stiamo parlando di Italexit – Per l’Italia con Paragone, il partito politico fondato il 23 luglio del 2020 dal cinquantunenne senatore varesino Gianluigi Paragone che Informazione Cattolica ha intervistato in esclusiva.

Senatore Paragone, sull’esempio della Gran Bretagna voi volete l’uscita dell’Italia dall’Unione Europea e dall’Euro. Non le sembra una proposta di fantapolitica?

Posso essere un po’ provocatorio? A me sembra fantapolitica restare in un sistema che ha impoverito progressivamente gli italiani e ha causato danni gravissimi a quasi tutti i settori della vita pubblica. Vi invito a cercare i grafici che riportano i dati economici, finanziari, industriali, salariali a partire dall’entrata dell’Italia nei trattati europei e nell’Euro. Non è un’esperienza piacevole. Vi accorgerete che abbiamo perso le nostre posizioni di avanguardia continentale a favore dei nostri competitori, prima fra tutti la Germania. Il numero di persone che vivono in condizioni di povertà in Italia è più che raddoppiato. Solo a me sembra un dato spaventoso? Ora, con questa devastante crisi energetica dovuta in parte alle sanzioni alla Russia, ma soprattutto alla speculazione sui quei mercati che tanto piacciono ai neoliberisti, rischiamo un disastro sociale senza precedenti. E abbiamo poche possibilità di difenderci perché abbiamo ceduto la nostra sovranità monetaria e politica. ItalExit ha un programma importante, ma per realizzarlo la sovranità monetaria è imprescindibile.

Quale sarebbe, in concreto, la vostra ricetta per fare fronte al disastroso rincaro energetico?

L’aumento insensato, fino a 10 volte in un anno, del prezzo del gas e dell’energia elettrica è un dramma per le famiglie e porta alla chiusura di molte aziende. In tutto questo l’Eni in sei mesi ha realizzato profitti per 7 miliardi. E’ immorale che una partecipata statale faccia un utile simile sulle sofferenze degli italiani. Questo è un problema provocato dalle scelte politiche dei governi europei, e per risolverlo c’è una soluzione: cambiare politiche, Draghi potrebbe farlo ma non gli interessa, e insieme ai partiti che lo appoggiano propone soluzioni surreali: ridurre l’uso dei riscaldamenti o dei condizionatori, o qualche temporaneo bonus insufficiente e saltuario. Ma le soluzioni ci sarebbero: la tassazione dei profitti delle aziende che lucrano sulla speculazione, che comunque dovrebbero tornare in mano allo Stato. I privati vogliono profitti, lo Stato invece potrebbe usarli per calmierare i prezzi. Poi, via le sanzioni alla Russia visto che danneggiano solo noi europei. Lo Stato italiano dovrebbe stipulare accordi calmierati sia con la Russia, sia con gli altri Paesi produttori al di fuori della bolla speculativa dei mercati. E’ evidente però che da parte di Draghi e del suo governo non c’è alcuna volontà di salvare cittadini e imprese.

Cosa intendete con il NO all’identità digitale e alla Riforma Colao?

Nessuno pensa di bloccare il progresso. Ma il progresso non deve cancellare l’umanità e la tecnologia va usata a favore dell’uomo, non per esercitare forme di controllo sempre più invasive e disumane. Che è la direzione che vorrebbe prendere Colao. L’identità digitale, l’abolizione del contante, l’imposizione della moneta digitale: sono tutti provvedimenti che rischiano di limitare e cancellare le libertà individuali e di creare una società distopica, basata sui crediti sociali e sulla soppressione del dissenso.

Lei ha definito, citando Federico Caffè, Mario Draghi “un incappucciato della finanza”. Davvero crede che faccia parte della Massoneria? Qual è la posizione di Italexit sulla Massoneria?

Ritengo che la definizione del Presidente Cossiga rimanga la più azzeccata per definire Draghi: ‘un vile affarista’. Che non ha a cuore il destino degli italiani e da quando è al governo non fa altro che svendere pezzi della nostra economia ai suoi amici delle multinazionali. E’ abbastanza ovvio pensare che all’interno di certi gruppi di potere siano presenti le massonerie, ma a me non interessa sapere se Draghi ne fa parte. Quello che intendevo dire era che il potere finanziario opera proprio come una massoneria, fa i propri interessi, fa passare le decisioni sulla testa dei popoli senza alcuno scrupolo. ItalExit è un partito popolare, che sta fra la gente, inclusivo e democratico. Il contrario dell’esclusività elitaria delle massonerie.

Nel vostro programma chiedete una Commissione Parlamentare sulla gestione del Covid e dei vaccini. A suo giudizio cosa non ha funzionato?

Sono tantissime le cose non chiare nella gestione dell’emergenza pandemica. Ci sono procure che stanno indagando, a cominciare da quella di Bergamo. Ci sono informazioni che sono state coperte con il segreto di Stato, che posto su questioni sanitarie è un obbrobrio. C’è stata una narrazione a senso unico che non ha avuto niente a che vedere con la scienza, ma è stata semplice propaganda. Chi poneva qualche domanda veniva isolato, deriso, insultato. Sui vaccini sono state raccontate tante bugie: la protezione al 95%, poi al 70%, poi giù fino al 25%. Un’incredibile girandola di affermazioni contrastanti senza che nessuno rendesse conto delle idiosincrasie. Ricordo la famosa frase di Draghi “chi non si vaccina muore”, oltre i limiti del demenziale. Poi l’inutile green pass, che è stato usato come strumento di ricatto e di controllo. La vergogna delle persone sane lasciate a casa dal lavoro per aver esercitato un diritto costituzionale a decidere per la propria salute. Le bugie sull’immunità di gregge, gli effetti collaterali del vaccino che emergono ogni giorno di più, il folle protocollo “tachipirina e vigile attesa” quando per evitare le ospedalizzazioni e anche molti decessi sarebbe stato sufficiente usare gli antinfiammatori, proprio come dicevano medici non allineati che per questo sono stati emarginati e anche sospesi. I nostri figli costretti a indossare mascherine per ore nelle scuole. Una commissione che indaghi su tutto questo è il minimo che si possa fare.

Lei ha presentato, come primo firmatario, un ddl per l’abolizione del canone Rai. Cosa si potrebbe fare in Italia per avere un’informazione radio-televisiva pubblica ed equilibrata?

Per avere un’informazione radio-televisiva pubblica ed equilibrata basterebbe stabilire regole precise, sottrarre il controllo dalle mani dei partiti e smetterla con la lottizzazione. Ma sapete bene che da noi questa sembra, più che una proposta, un’utopia, se pensiamo a quanto si è incancrenito nel tempo questo sistema. Invece si potrebbe cambiare, basterebbe averne la volontà.

La difesa degli animali è un principio in evidenza nei vostri “SÌ” programmatici. Non troviamo, con la stessa chiarezza, il SÌ alla vita umana, dal concepimento fino alla morte naturale (e dunque una dura opposizione laica ad aborto ed eutanasia), un tema molto caro ai cattolici. Su questi due temi etici, e sul tema dell’inverno demografico, quali sono le vostre proposte?

Non mi piace contrapporre questi due argomenti, perché si deve creare una dicotomia forzata? La difesa degli animali è un fatto di civiltà, proteggerli da abusi e sfruttamento è un punto condiviso da tutti e non toglie nulla alla difesa della vita e dei diritti delle persone. Tutelare la vita umana, i diritti e le libertà fondamentali degli individui nel miglior modo possibile è il punto centrale della nostra filosofia politica. La tratta di esseri umani, la tutela dei bambini, la lotta alla criminalità che mette in pericolo le persone perbene: potrei fare un milione di esempi. Ragionare sui temi etici in politica invece è più complesso, non a caso di solito su certe questioni i partiti lasciano ai loro parlamentari la libertà di coscienza al momento del voto. Per rispondere nel merito, partendo da questa premessa, noi di ItalExit siamo per la cultura della vita. Siamo contrari all’eutanasia e pensiamo che il discorso intorno all’aborto dovrebbe partire da una consapevolezza: che si tratta di un evento invasivo e drammatico nella vita di una donna. Invece oggi l’aborto è diventato spesso un metodo anti concezionale, e questo è inaccettabile. Sono temi profondi e mi piacerebbe che invece di trattarli per pura contrapposizione se ne potesse parlare con intelligenza, per cambiare una cultura di fondo tanto cara a certe frange estreme che sembra quasi preferire la morte alla vita. Per quanto riguarda la natalità, credo sia una questione strettamente legata alle dinamiche sociali ed economiche. Se i giovani non guadagnano abbastanza per sopravvivere difficilmente metteranno al mondo un figlio. La nostra visione di un mondo più giusto ed equo, con la piena occupazione e l’uomo al centro della struttura sociale, penso sarebbe una risposta molto efficace per frenare il calo di natalità.

Siete considerati da molti sondaggisti l’unica forza politica dell’area del dissenso (a Draghi e al Green Pass) accreditata a poter entrare in Parlamento (superando il 3%) con una delegazione di 12-14 parlamentari. Quale sarà la vostra prima proposta di legge presentata e, ammesso che vinca una coalizione di centrodestra, dareste l’appoggio esterno ad un governo Meloni (o chi per lei) sui temi che vi stanno a cuore?

Di provvedimenti urgenti ce ne sarebbero tanti. Dall’istituzione di una commissione sul periodo del Covid all’inizio delle procedure per uscire dall’Euro. Ma vista la situazione drammatica che stiamo vivendo la prima proposta di legge sarebbe per la nazionalizzazione dei grandi asset energetici e la redistribuzione immediata dei profitti ai cittadini. Detto questo, non daremo appoggio a nessun governo, perché tutti i grandi partiti sui temi per noi fondamentali dicono le stesse cose e servono gli stessi padroni. Per esempio si dicono tutti europeisti, anche chi ha preso i voti sfoggiando magliette no euro. Sono stati tutti, anche se magari con sfumature diverse, a favore del green pass e delle limitazioni ai diritti individuali. Noi proponiamo qualcosa di completamente diverso, una visione di società nuova, che riporti l’umanità al suo centro, lontana mille chilometri dall’aridità del pensiero unico imperante.

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