Carlo III difenderà l’attuale anglicanesimo connotato da femminismo, omosessualismo e “cultura woke”

Carlo III difenderà l’attuale anglicanesimo connotato da femminismo, omosessualismo e “cultura woke”

di Angelica La Rosa

PADRE DWIGHT LONGENECKER: “RE CARLO III È IL SIMBOLO DEL FALSO CRISTIANESIMO, DEL DEISMO MORALISTICO E TERAPEUTICO DEI NOSTRI GIORNI

La Chiesa d’Inghilterra è ridotta ad uno stato pietoso. Infatti, è divorata dal wokismo (i presunti atteggiamenti sensibili alle ingiustizie sociali e politiche, ma che in realtà sono il trionfo del politicamente corretto, della sotto-cultura della cancellazione, dell’anti-cristianesimo), dal femminismo e dall’omosessualità.

L’anglicanesimo, oramai, è un’ombra di se stesso, minato da divisioni interne, eresie diffuse e spaventosa incompetenza gerarchica. E, a quanto pare, il nuovo re Carlo III continuerà esattamente a difendere queste sciagure che hanno colpito da tempo il cristianesimo in salsa britannica.

Su InfoCatólica, Padre Dwight Longenecker, un convertito al cattolicesimo dall’anglicanesimo, ha scritto un articolo in cui che ha trovato interessante sentire il re Carlo III giurare di difendere la Chiesa d’Inghilterra, usando la parola “tradizionale”, ma si chiede Longenecker, cosa significano realmente in pratica? Cosa sostiene e difende?

La Chiesa d’Inghilterra, come dicevano sostiene la sub-cultura woke, il peggior femminismo, le rivendicazioni delle lobbies Lgbt. e, secondo Longenecker, re Carlo III continuerà proprio a difendere quella forma di cristianesimo che la Chiesa d’Inghilterra ora osserva come un nuovo tipo di ortodossia, cioè il deismo moralistico e terapeutico.

Il moralismo anglicano (la moralità confortevole) ha poco a che fare con la morale cristiana genuina e storica. Questo perché è proteso solo alla rispettabilità dell’establishment, ad essere dei buoni cittadini, ad obbedire alle regole del perbenismo, insomma essere persone simpatiche, accomodanti, che non agitano la barca e non crea problemi. Per gli anglicani odierni non è necessario “il fuoco dei profeti” o il “dolore del martirio”. Per questa attuale Chiesa anglicana, moralità significa seguire la corrente, adattarsi e adottare lo spirito dei tempi.

Insieme a questa falsa moralità di re Carlo III, e della sua chiesa, c’è il secondo aspetto di questa empia Trinità: il terapeutico. La Chiesa d’Inghilterra, insieme al suo nuovo capo, continuerà a sostenere una sorta di attivismo che vuole fare emergere sempre più il sentimentalismo volgare e autoindulgente che tende (utopicamente e, forse, orwellianamente) a rendere il mondo un posto migliore.

Secondo padre Longenecker, “il re Carlo III è l’ultimo simbolo del deismo. Il deista crede in Dio, ma il suo dio non fa nulla. È un monarca celeste assonnato, contento di tenere la bocca chiusa, godersi i palazzi e i beni terreni e forse essere presente di tanto in tanto per l’occasionale apparizione cerimoniale. Ora, come sua madre, dovrà accontentarsi di sorrisi educati, strette di mano diplomatiche, selfie e la grande fatica di tenere la bocca chiusa“.

Per Longenecker nella Chiesa d’Inghilterra di oggi si vive ormai il “falso cristianesimo del deismo moralistico e terapeutico, una pseudo-religione opera di mani umane: l’arianesimo e il pelagianesimo dei nostri giorni“.

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