Due proposte a Giorgia Meloni per restare al governo col Centrodestra

Due proposte a Giorgia Meloni per restare al governo col Centrodestra

di Pietro Licciardi

STUDIARE ANTONIO GRAMSCI E RIFORMARE LA SCUOLA: ECCO LE PRIORITA’ CHE SUGGERIAMO AL CENTRODESTRA

Il centrodestra ha vinto le elezioni e si appresta a varare un nuovo governo. A questo punto c’è da star certi che la sinistra e l’intera nomenklatura comincerà a breve a tirare fango sulla coalizione aizzando le masse per far cadere quanto prima la nuova compagine. Perché se ancora non fosse abbastanza chiaro l’unica forza legittimata a guidare il popolo è quella progressista, ovvero quella che ha per padri Lenin, Mao e Pol Pot. La stessa élite che ha conquistato i vertici Europei e Washington, da dove non per niente sono già arrivati i primi avvertimenti in stile mafioso a non deragliare dai binari già tracciati in un decennio a guida Pd e “tecnica” sotto l’egida dei cosiddetti poteri forti economici e finanziari.

Il primo consiglio che tal situazione ci viene di dare ai neoeletti è di procedere subito ad una riforma della scuola che azzeri tutte le cervellotiche e deleterie manipolazioni che questa ha subito dal Sessantotto in poi. In poche parole urge tornare alla scuola uscita dalla riforma di Giovanni Gentile (1875-1944) varata nel 1923 e arrivata fino agli anni Settanta del secolo scorso. Una scuola certamente non perfetta ma nella quali i diplomati traducevano Orazio dal latino, conoscevano la Divina Commedia di Dante e citavano a memoria passi dell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto, mentre oggi è grasso che cola se i laureati riescono a scrivere in un italiano decente.

In questa scuola occorre tornare a studiare la storia, depurata dalle incrostazioni ideologiche che ne hanno fatto uno strumento di indottrinamento piuttosto che di conoscenza. Magari mostrando finalmente il vero volto della sinistra, che dalla Rivoluzione francese in poi, passando per il comunismo, il nazionalsocialismo e il fascismo, ha sparso a piene mani in Europa e nel mondo miseria, guerra e oppressione.

Un primo necessario passo, questo, per riportare la società a pensare e ragionare con categorie “umane” e non viziate da assurde utopie che ci hanno portato a scambiare per “diritti” i più bislacchi desideri e a credere che sia naturale avere due mamme o due papà o che ciascuno può scegliersi il sesso che vuole.

Il secondo consiglio che vogliamo dare al centrodestra è prendere subito in mano e studiare con attenzione gli scritti di Antonio Gramsci, il geniale intellettuale al quale i comunisti devono il passaggio da forza politica assolutamente minoritaria a forza egemone in Italia nell’arco di un quarantennio.

Egemonia mai elettorale ma sicuramente culturale, al punto da aver inquinato con la propria ideologia anche la cosiddetta “destra”, che oggi in molte sue componenti è assai vicina ai disvalori della sinistra: dal femminismo, palese o strisciante, all’esproprio della proprietà mediante la leva fiscale o dei figli mediante l’educazione obbligatoria statale e via elencando.

Gramsci è stato colui che resosi conto che mai gli italiani avrebbero sposato la causa socialcomunista, anche grazie al benefico influsso della Chiesa, teorizzò un lento e progressivo cambio di mentalità nella società, che un po’ alla volta avrebbe fatto propri gli slogan e le idee socialiste che alla lunga avrebbero portato i comunisti a prendere anche il potere politico.

Ciò attraverso l’occupazione di tutti i gangli della società: dalla scuola, ai giornali e riviste, alle case editrici, all’università. Quindi tutti gli ambiti in cui si forma il consenso popolare e la cultura della futura classe dirigente, quella che avrebbe poi fatto da cinghia di trasmissione dell’ideologia una volta ben inserita nella società. Ad esempio nella magistratura, come abbiamo ben costatato durante la stagione mai terminata delle “toghe rosse” e vediamo quotidianamente nelle assurde sentenze di certi giudici.

Ebbene, urge oggi una “rioccupazione” della società per rimettere nei posti che contano persone capaci di un retto pensiero, formata ai valori propri della vera destra, quella Dio, Patria e Famiglia che non ha nulla a che fare con la Rivoluzione, anche fascista, ma che ha animato e forgiato l’anima di quella Italia che per secoli è stata faro di civiltà in Europa.

O il centrodestra assume questo come una priorità o a breve dovremo rifare i conti con gli agenti della sovversione...

 

Subscribe
Notificami
0 Commenti
Oldest
Newest
Inline Feedbacks
View all comments