Una birra al fronte

Una birra al fronte

di Davide Amenta*

UNA BIRRA AL FRONTE“: LA STORIA DI UNA CORAGGIOSA IMPRESA CONDOTTA IN NOME DELL’AMICIZIA DURANTE LA GUERRA IN VIETNAM

Basato su un’incredibile storia vera, il regista Peter Farrelly (Green Book), dopo il razzismo, affronta un altro tema divisivo per gli Stati Uniti: la guerra in Vietnam. Ancora una volta una vera amicizia è la medicina che consente di superare gli orrori vissuti dai soldati americani durante il conflitto. Il film è disponibile su Apple TV.

Nel 1967, il giovane newyorkese John Donohue, fervente sostenitore della guerra del Vietnam, decide di recarsi in zona di guerra per regalare delle birre ai suoi amici più stretti che si trovano in combattimento. Il suo scopo è quello di dimostrare, simbolicamente, che in patria c’è ancora qualcuno che pensa ai giovani americani coinvolti nel conflitto ed al sacrificio che stanno compiendo in nome del loro paese. Ha così inizio per John un lungo viaggio che gli darà modo di scoprire cosa sia veramente la guerra e come quest’ultima abbia cambiato interiormente i suoi amici.

A differenza degli altri film di guerra ambientati in questo periodo, in cui prevale un’atmosfera di pessimismo dove il protagonista è spesso rappresentato come un individuo disilluso che ha smarrito le motivazioni del proprio combattere, in Una birra al fronte, John è in grado di trasmettere allo spettatore la forza di un’amicizia che può prevalere su tutto, anche sulla guerra. Ovviamente la birra ha solo un valore simbolico e gli amici di John, detto Chickie, si indispettiscono quando lo vedono tirar fuori da uno zaino una lattina di birra per offrirla a loro, quando intorno a loro scoppiano le granate e bisogna soprattutto cercare di salvare la pelle. «Hai un gran cuore Chickie; è il tuo cervello che mi preoccupa»: gli risponde uno degli amici. Ovviamente non è la birra che conta ma il regalo è un altro: è l’arrivo di un amico che ha fatto un lungo viaggio, un amico che ti conosce, con il quale non c’è un rapporto formale ma si è semplicemente se stessi. La situazione si ribalta: ora è l’amico-soldato che deve cercare di salvare l’amico senza armi e con una stupida camicetta a quadri. Anche i parenti dei combattenti che sono rimasti a casa alla fine apprezzeranno il suo gesto.

Il film, anziché scegliere una logica antimilitarista, decide di costruire una storia in cui si mette in evidenza che i giovani soldati che combattono in Vietnam, non hanno fatto altro che rispondere alla chiamata del proprio paese. Forse il coinvolgimento in Vietnam è giusto, o forse no, questo il film non lo dice, scegliendo di non schierarsi politicamente, pur evidenziando le atrocità della guerra, e lasciando allo spettatore la ricerca della verità, verità che viene ricercata anche dal fotografo di guerra Arthur Coates (interpretato da un impeccabile Russel Crowe) che John incontrerà una volta arrivato a Saigon.

Coates, a differenza di John, vuole scoprire cosa si cela realmente dietro una delle più difficili imprese condotte dagli Stati Uniti. Forse ci riuscirà (e con lui lo spettatore) o forse no. Anche la componente religiosa ha il suo peso: una delle mamme consegna a Chickie, prime della sua partenza, un rosario perché lo porti al figlio; lo stesso Chickie ricorda di esser cresciuto con una solida fede e ora si comporta come un “giusto” che cerca di comprendere se la guerra sia sempre un male o può essere giustificata come aveva sostenuto alla partenza. «Questa non è più una guerra ma uno sterminio di massa»: esclama Chickie al fotografo, ora che ha scoperto le tante vittime civili innocenti. «No – è la risposta – la guerra è questa: una gigantesca scena del crimine».

Nonostante la maggior parte della critica non abbia apprezzato la scelta di uno stile che si alterna tra il comico e il drammatico per trattare un argomento delicato come quello della guerra del Vietnam, il film raggiunge comunque il proprio obbiettivo: quello di raccontare l’incredibile storia di John Donohue e della sua azzardata ma coraggiosa impresa condotta in nome dell’amicizia.

*collaboratore del portale FamilyCinemaTv

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