Il teologo Perrella: “Benedetto XVI è stato un Papa dalla mariologia breve e della ecclesialità di Maria”

di Bruno Volpe

IL TEOLOGO SALVATORE PERRELLA: “GLI INTERVENTI DI PAPA RATZINGER SULLA MADONNA SONO STATI TANTI E PROFONDI, SPECIE NELLE OMELIE. NON È UN CASO CHE ABBIA SOTTOLINEATO GRANDEMENTE E CON PRECISIONE LA ECCLESIALITÀ DI MARIA

Nell’Epifania, che significa manifestazione, il Signore si manifesta appunto come Re del Mondo“: con il mariologo padre Salvatore Perrella parliamo del senso della solennità dell’Epifania e del rapporto tra il Papa emerito Benedetto XVI e la Beata Vergine Maria.

Padre Perrella, ci spieghi il significato dell’Epifania…

“Epifania significa la manifestazione Cristo dopo essersi mostrato ai pastori, adesso è presentato a tutti, al mondo e questa celebrazione indica che deve essere accolto, amato, adorato. A lui va data testimonianza”.

I magi gli portano tre regali: oro, incenso e mirra. Perché?

“Questi regali hanno forte senso simbolico. L’oro certifica la regalità di Cristo che non è comunque una regalità mondana come la riteniamo noi comunemente. La regalità di Cristo è totalmente diversa, è servizio, tenerezza. In quanto all’ incenso esso vuole dare conto della divinità di quel Bambino in quanto l’incenso era ed è simbolo di preghiera che sale al cielo. Infine la mirra. La mirra indica la morte, ci segnala che quel Bambino, vero Dio e vero uomo lo sarà totalmente sino alla fine, alla morte. Che sarà uguale a noi meno che nel peccato. La mirra si usava infatti per avvolgere e preparare i defunti ed è un richiamo molto chiaro a quanto accadrà a Pasqua, con la passione e morte. Del resto è evidente che tra il Natale e la Pasqua ci sia un legame stretto, non potrebbe esserci la Pasqua senza il mistero della Incarnazione”.

I Magi erano davvero tre?

“No. Nel Vangelo non c’è alcun numero, si parla di alcuni. Non sappiamo chi fossero, da dove venissero e che cosa esattamente facessero e pure i loro nomi sono figli della tradizione, non della Scrittura. Sicuramente arrivavano da lontano, erano comunque matematici, astronomi, persone colto che andavano in cerca della Verità e la trovarono proprio in quel Bambino che andarono ad adorare”.

Per quale ragione all’Epifania si regalano le calze con i dolci?

“Deriva dal fatto che noi siamo capaci di trasformare tutto in commercio, abili nello spendere e nel comprare. Comunque è un vano ricordo dei doni fatti dai Magi al Bambino”.

E la Befana?

“Ovviamente è una creatura figlia del paganesimo, nella Scrittura non esiste. Probabilmente risente della radice greca del verbo “epifaino” che significa appunto manifestarsi”.

Si dice comunemente che l’Epifania ogni festa porta via…

“Un errore, perché esiste dopo la festa del Battesimo del Signore che chiude il tempo liturgico del Natale. E sottolineo che quella è una festa davvero importante, ci ricorda il Battesimo e la liberazione dal peccato”.

Papa Emerito e Beata Vergine Maria, che rapporto esiste?

“Molto stretto. Da teologo, cioè prima di diventare pontefice, Ratzinger non aveva scritto molto su Maria non essendo un mariologo. Ma da Papa sono stati tanti e profondi i suoi interventi, specie nelle omelie. Non è un caso che si sia parlato di Papa dalla mariologia breve. Egli ha sottolineato grandemente e con precisione la ecclesialità di Maria”.

Ratzinger nominò la commissione pontificia su Medjugorje della quale lei è membro. Che cosa pensava di quelle apparizioni, se è lecito dirlo?

“Lui pensava che fosse un fenomeno serio e proprio per questo meritava un approfondimento per accertarne la veridicità. La nominò al fine di evitare errori e valutare se ci fossero situazioni poco chiare, Fu una scelta indovinata”.

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