Covid-19, finalmente si cambia registro

Covid-19, finalmente si cambia registro

di Pietro Licciardi

IL DECRETO SCHILLACI SUI TAMPONI E’ OPPORTUNO PERCHE’ SERVE A SMONTARE GLI ALLARMISMI E LA GESTIONE APPROSSIMATIVA DEL PRECEDENTE GOVERNO

Sono passati quasi tre anni dall’insorgere dei primi casi di Covid-19 ma l’allarme e la tensione restano alti come dimostrano le polemiche che hanno accompagnato il decreto del Ministro della salute Orazio Schillaci in base al quale tutti i viaggiatori provenienti dalla Cina devono sottoporsi al tampone antigenico e, se positivi, al tampone molecolare. Una decisione che ad esempio il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Edcd) ha definito “ingiustificata”, mentre critiche sono arrivate pure da sinistra, alla quale non è piaciuto il nuovo corso del Governo Meloni, che ha promesso di dare un taglio anche per il futuro a ingiustificate restrizioni e limitazioni in ambito sanitario.

Il motivo di questa “ostilità” lo spiega il dottor Raffaele Cerbini, che i lettori di InFormazione cattolica già conoscono per aver scritto numerosi articoli durante i mesi dell’emergenza che informavano puntualmente su numerosi aspetti taciuti o sottovalutati dalla informazione “ufficiale” ma ampiamente discussi sulla stampa scientifica internazionale. Secondo il dottor Cerbini la decisione di sottoporre a tampone chi arriva dalla Cina non solo è «opportuna ma è finalmente una procedura corretta, dopo le approssimazioni e le procedure assurde e in qualche caso antiscientifiche, imposte dal governo a guida Pd».

Per il nostro esperto infatti «è fondamentale tipizzare e comprendere alla perfezione a quale variante virale la metà dei passeggeri sono risultati positivi. L’interruzione, gravemente tardiva, della politica zero-Covid in Cina sta già portando ad una ondata epidemica del tutto incontrollabile in tale paese, ed è corretto capire se tale fenomeno può comportare un rischio per tutti gli altri Paesi del mondo, inclusa l’Italia».

In poche parole: in Cina, nella quale si è perseguita la politica di evitare qualsiasi contagio, ora non ci sono anticorpi e pertanto qualsiasi variante può diventare prevalente; per questo è importantissimo monitorare le varianti che arrivano da noi perché se queste, come la Omicron, sono già presenti in Italia e in Europa il rischio nel nostro Paese è minimo essendoci già nella popolazione gli anticorpi e questo minimizza l’allarme.

Secondo il dottore Raffaele Cerbini, il fatto che quasi il 50% dei passeggeri provenienti dalla Cina risulta positivo alla Omicron ed asintomatico è significativo perché conferma come la Omicron sia estremamente poco invasiva – come era ben chiaro già dalla sua origine sudafricana -, indipendentemente dalla precedente immunizzazione attiva, di fatto assente in Cina. «Per questo è fondamentale utilizzare tamponi molecolari e sequenziamento, oltre al follow up clinico e ben vengano le politiche di tipizzazione in precedenza volutamente ignorate dai governi di sinistra per permettere una strategia finalmente individualizzata». Questo significa che chi si ammala va curato tenendo conto delle sue specifiche condizioni e non applicando protocolli uguali per tutti in maniera indiscriminata.

Per il virus SARS- CoV-2 è stato già identificato un numero enorme di varianti (oltre 3000 genomi sequenziati dal Dicembre 2019 al Dicembre 2022). Se questo dato si mette a confronto con il virus influenzale, che si conosce da oltre cento anni, e per il quale sono state ad oggi identificate in natura solamente 131 combinazioni dei differenti sottotipi, allora deve essere chiaro che con il virus SARS-CoV-2 sarà necessario convivere per tutto il resto della nostra vita, senza avere eccessiva paura, ma utilizzando precauzioni in base alla salute di ciascuno di noi, individualizzando le misure di prevenzione e terapeutiche.

Sulle polemiche che hanno accompagnato il decreto Schillaci il dottor Cerbini taglia corto: «Immagino che alcuni catastrofisti televisivi ed alcune cassandre ben note si impegneranno a seminare ancora terrore, giocando sulla recrudescenza del virus in Cina, ma questa volta, se tutto sarà gestito in maniera corretta, come si sta facendo, finalmente si imparerà a convivere con questo virus come si convive con tutti gli altri. L’obbligo di tampone a chi proviene dalla Cina previsto dall’ordinanza del ministro è un sacrosanto diritto per il popolo italiano ed è una decisione estremamente logica per mettere fine alle idiozie degli ultimi due anni. Mi auguro che finalmente si eviti di fare ipotesi non dimostrate, ma ci si attenga alla realtà delle evidenze scientifiche».

Resta ora da vedere se anche il resto dell’Europa si adeguerà a quanto disposto dall’Italia per non rendere poco efficace la prevenzione e su questo al momento c’è qualche dubbio. Le linee guida del nostro Ministero della salute, infatti, sconfessano il modello di privazione delle libertà che la maggior parte dei governi europei hanno adottato a suo tempo sul modello cinese, ampiamente fallimentare come sta dimostrando proprio la Cina.

 

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