La cristianofobia in Occidente si manifesta attraverso una sottile persecuzione alla libertà di religione

di Emanuela Maccarrone

NELL’OCCIDENTE “DEMOCRATICO” ALTRI EPISODI DI CRISTIANOFOBIA CONFERMANO LA NORMALIZZAZIONE E LA TOLLERANZA DI UNA SOTTILE PERSECUZIONE AL CRISTIANESIMO 

Nell’Occidente democratico altri episodi di cristianofobia non fanno che confermare come si stia normalizzando e tollerando una sottile persecuzione cristiana. Aveva ragione il Cardinale Robert Sarah che in un recente monito ha ricordato che anche nell’Occidente la libertà religiosa è minacciata.

In Spagna padre Oscar Martín, sacerdote della diocesi di Ciudad Real, è stato preso di mira dalla stampa locale e da organizzazioni come il sindacato Comisiones Obreras, per aver affrontato la questione dell’omosessualità, durante l’omelia in commemorazione del secondo giorno del triduo a Nostra Signora della Speranza, presso la parrocchia di Santa María La Mayor (Consuegra). A causa di ciò, padre Martín è stato insultato per strada da una folla di persone che hanno urlato e fischiato contro il sacerdote.

Il video è stato pubblicato su Twitter il 27 dicembre da Ricardo Chamorro, un parlamentare del partito politico conservatore Vox che rappresenta Ciudad Real al congresso nazionale.

Se da un lato il mondo occidentale si dichiara ‘paladino’ dei diritti, al contempo contraddice i suoi ideali di democrazia quando non esita ad opprimere le altre libertà inalienabili, quali quella di religione (e con essa la libertà di manifestare anche pubblicamente il proprio credo, perché in contrapposizione a determinate ideologie).

Eppure l’art. 18 della Dichiarazione Universale dei Diritti umani delle Organizzazioni unite ricorda che “ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare religione o di credo, e la libertà di manifestare , isolatamente o in comune, la propria religione o il proprio credo nell’insegnamento, nelle partiche, nel culto e nell’osservanza dei riti”.

Pertanto, non si spiega come sia possibile che nelle attuali democrazie occidentali un sacerdote venga perseguitato pubblicamente per una catechesi, mentre si tollerano le blasfemie e le violazioni contro il culto cristiano.

Un ennesimo atto di vandalismo è accaduto la notte di Natale nella diocesi di Scranton, in Pennsylvania, dove padre Jeffrey Tudgay, parroco della cattedrale di San Pietro, ha scoperto che le tre porte d’ingresso della Cattedrale sono state sfregiate con la sigla ‘666’.

Sia il parroco sia il vescovo di Scranton, Mons. Joseph C. Bambera, hanno risposto alla provocazione pacificamente, seppur rammaricati e avvertito la polizia.  Padre Tudgay ha invitato i vandali ad un colloquio.

Ancora, in Gran Bretagna, il consiglio comunale di Birmingham ha recentemente introdotto un PSPO (ordine di protezione dello spazio pubblico) attorno al Robert Abortion Centre a Kings Norton, impedendo a chiunque sia contrario all’aborto di aggirarsi nelle vicinanze del centro anche soltanto per pregare silenziosamente.

A causa di quest’ordine, Isabel Vaughan-Spruce, una volontaria pro vita e direttrice di  ‘March for Life UK’ (Marcia perla vita), è stata arrestata con l’accusa di intimidazione perché “sorpresa” nei pressi del centro pro-aborto. La denuncia è stata posta in essere da un membro della sicurezza pubblica che ha accusato la donna di “pregare in silenzio”. Per la libertà su cauzione le è stata impedita la partecipazione alla preghiera pubblica…

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