I cristiani africani affrontano la minaccia del crescente estremismo islamico

a cura di John Pontifex, John Newton e Fionn Shiner*

IL JIHADISMO È UNO DEI MOTIVI PER CUI LA NIGERIA RISCHIA DI DIVENTARE UNO STATO FALLITO

I cristiani di tutto il continente africano affrontano la minaccia del crescente estremismo islamico. Gruppi come il nigeriano Boko Haram e la Provincia dell’Africa occidentale dello Stato Islamico (ISWAP) cercano ancora di fondare califfati nella regione del Sahel, ciascuno con il proprio wali (governatore) e la propria struttura governativa. Assumendo una posizione salafita-jihadista molto rigida, lo Stato Islamico nel Grande Sahara (ISGS) ha vietato la musica e le feste e ha severamente regolamentato diversi eventi sociali, inclusi i matrimoni (Jared Thompson, Examining Extremism: Islamic State in the Greater Sahara, “Center for Strategic & International Studies”, 22 luglio 2021, https://www.csis.org/blogs/examiningextremism/examining-extremism-islamic-state-greater-sahara, consultato l’11 luglio 2022).

Nel giugno 2021, i combattenti dello Stato Islamico nel Grande Sahara hanno giustiziato cinque civili cristiani sequestrati ad un posto di blocco tra Gao, Mali e Niamey, Niger (Ibidem). In Mozambico, Al-Shabab ha intensificato la sua campagna di terrore, uccidendo i cristiani, attaccando i loro villaggi e appiccando il fuoco alle loro chiese. Il gruppo è affiliato allo Stato Islamico (ISIS), che ha rivendicato la responsabilità dell’attacco del marzo 2021 a Palma, nel nord-est del Mozambico (Fionn Shiner, Mozambique: Fear and panic as Daesh “seize” town, Aiuto alla Chiesa che Soffre – Regno Unito, 30 marzo 2021, https://acnuk.org/news/mozambique-fear-and-panicas-daesh-seize-town/, consultato l’11 aprile 2022).

Il jihadismo è uno dei motivi per cui la Nigeria rischia di diventare uno Stato fallito, con un numero sempre più alto di sequestri e uccisioni di sacerdoti, e attentati sempre più frequenti alle chiese. Secondo l’analisi della Società Internazionale per le Libertà Civili e lo Stato di Diritto, tra il gennaio 2021 e il giugno 2022, sono stati uccisi oltre 7.600 cristiani (Cfr. la voce del Paese “Nigeria”, in Perseguitati più che mai. Rapporto sui Cristiani oppressi per la loro fede 2020-22). Nel novembre 2021 sono sorte delle polemiche quando il governo degli Stati Uniti ha rimosso la Nigeria dalla sua lista di “Paesi che destano particolare preoccupazione” in relazione alla libertà religiosa. Il reverendo Samson Ayokunle, presidente dell’Associazione Cristiana della Nigeria, ha commentato parlando dell’esistenza di un’agenda estremista militante per «cancellare il Cristianesimo» (Wale Odunsi, Religious intolerance: “Boko Haram, ISWAP, bandits killing Christians” – CAN chides US govt, “Daily Post Nigeria”, 21 novembre 2021, https://dailypost.ng/2021/11/21/religious-intolerance-boko-haram-iswap-bandits-killingchristians-can-chides-us-govt/, consultato il 25 maggio 2022).

In effetti, nel 2020 gli estremisti hanno sfruttato le restrizioni del coronavirus per attaccare gli insediamenti cristiani. Una lettera di parlamentari del Regno Unito e di organizzazioni caritatevoli ha avvertito il governo britannico del fatto che membri militanti appartenenti alla comunità dei pastori fulani avevano «approfittato delle restrizioni del Covid-19 per intensificare gli attacchi ai villaggi» nella Middle Belt della Nigeria (Charles Collins, UK Foreign Off ice asked to help religious minorities during coronavirus pandemic, “Crux”, 3 maggio 2020, https://cruxnow.com/church-in-uk-and-ireland/2020/06/uk-foreign-office-asked-to-help-religious-minorities-duringcoronavirus-pandemic, consultato il 29 luglio 2022).

Due importanti episodi di persecuzione cristiana in Nigeria hanno fatto notizia a livello internazionale. Il primo è stato l’omicidio di Deborah Samuel, una cristiana di 25 anni lapidata e arsa viva nel maggio 2022, perché incolpata di aver condiviso messaggi “blasfemi” su WhatsApp. Il secondo è stato l’attacco mortale alla chiesa di San Francesco Saverio, a Owo, nello Stato di Ondo, durante la Messa della domenica di Pentecoste, nel corso del quale sono morti almeno 40 fedeli. I gruppi estremisti non sono l’unico problema presente nel continente africano, perché anche gli interventi statali hanno un impatto negativo sulla vita dei cristiani. Con la rimozione del Presidente Omar al-Bashir nell’aprile 2019, che ha posto fine a un periodo di crescente islamismo, i cristiani sudanesi attendevano di vedere come il nuovo governo avrebbe agito dopo il colpo di stato militare del 2021. I primi segnali purtroppo non sono stati incoraggianti, con leader della Chiesa incarcerati e una coppia accusata di “adulterio” dopo che il marito si era convertito al Cristianesimo. Il 24 giugno 2022, quattro uomini sono stati arrestati e accusati di apostasia. Sebbene siano stati successivamente rilasciati, secondo alcuni testimoni, avrebbero sub.to trattamenti umilianti e disumani (CSW, Four men charged with apostasy, 8 luglio 2022, https://www.csw.org.uk/2022/07/08/press/5766/article.htm, consultato il 12 luglio 2022).

In Etiopia, i cristiani sono vittime di violenze brutali, obiettivi di un più ampio conflitto di carattere etnico. Fonti interne al Paese riferiscono come sia le truppe eritree che quelle etiopi abbiano attaccato il clero e gli edifici appartenenti alla Chiesa nella regione etiope del Tigray. Secondo quanto riportato, le truppe eritree sarebbero accusate di condurre una campagna di “pulizia culturale” a sfondo etnico, partecipando a massacri di cristiani etiopi, come quello avvenuto ad Aksum, e distruggendo antichi monasteri ed edifici appartenenti alla Chiesa. Nel maggio 2021, Abune Mathias, Patriarca della Chiesa Ortodossa Etiope Tawahedo, ha dichiarato che il governo etiope, con l’aiuto delle forze eritree, «vuole distruggere il popolo tigrino», interrogandosi inoltre sul perché l’Etiopia voglia «decretare il genocidio del popolo della regione» (Duarte Mendonca-Nima Elbagir, Ethiopian Orthodox Church Patriarch condemns Tigray “genocide”, “CNN”, 8 maggio 2021, https://edition.cnn.com/2021/05/08/africa/orthodox-churchtigray-ethiopia-intl/index.html, consultato il 30 maggio 2022). Nello stesso mese, ad Aiuto alla Chiesa che Soffre è stato riferito che alcune religiose erano state violentate nel corso degli attacchi nel Tigray (Fionn Shiner, Ethiopia: “Genocide is happening in Tigray”, “Aiuto alla Chiesa che Soff re – Regno Unito”, 28 maggio 2021, https://acnuk.org/news/ethiopia-genocide-is-happening-intigray/, consultato il 30 maggio 2022).

* Testo tratto da “Perseguitati più che mai –
Rapporto sui cristiani oppressi per la loro fede 2020-2022”,
traduzione italiana a cura di
Aiuto alla Chiesa che Soffre – Italia (https://acs-italia.org/)

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