Il voto, un diritto/dovere a cui non rinunciare

Il voto, un diritto/dovere a cui non rinunciare

di Gian Piero Bonfanti

PERCHÉ I GIORNALONI FANNO FATICA A PARLARE DELLE IMMINENTI ELEZIONi REGIONALI IN LOMBARDIA E LAZIO?

La prossima domenica gli italiani di due regioni ritorneranno alle urne per esprimere la loro preferenza, tuttavia i notiziari ed i giornaloni fanno fatica a parlare di questo importante appuntamento.

Tutto si sta svolgendo come se le elezioni dovessero avvenire in un altro paese, come se queste due regioni fossero marginali, come se il risultato di questa tornata fosse irrilevante.

Invece parliamo del Lazio e della Lombardia, due regioni molto importanti, sia dal punto di vista governativo sia da quello economico, per il nostro amato Paese.

La maggior parte degli elettori conoscono marginalmente i meccanismi del voto ed il nome dei canditati, quasi come se qualcuno volesse far passare tutto sotto traccia.

Vediamo i banchetti elettorali per le strade ma purtroppo i temi più in voga durante questo periodo riguardano il prossimo festival di Sanremo ed i suoi ospiti, anche i più contestati.

Abbiamo ancora una volta la percezione che nulla cambierà in meglio dopo questa tornata elettorale. Si pensa anzi che avremo solo da perderci e quindi molti orienteranno il voto sul candidato definito “meno peggio”.

Eppure ci sarebbe molto da approfondire, sia valutando i programmi elettorali, sia valutando le azioni svolte dai candidati sul territorio.

Oramai tutti i partiti hanno “contaminazioni” al loro interno e la disamina va fatta al di là delle facili polemiche su chi si candida o meno nelle file della compagine.

Vanno valutate le singole persone e vanno sostenute quelle che difenderanno i nostri valori con il loro operato.

Vi sono infatti programmi ben differenti anche all’interno della stessa formazione di partito.

I più attenti al mondo politico stanno partecipando ad incontri e convegni, ma la maggior parte delle persone preferisce parlare della puntata di MasterChef o degli ospiti del festival della canzone italiana.

Tutto come da copione, meglio non affrontare il discorso delicato e derubricare quindi l’importante tema dell’affluenza alle urne.

Per molti è meglio cercare di dare un colore ed una connotazione ideologica al voto, piuttosto che entrare nel vivo dei programmi conoscendo anche i politici che li propongono.

D’altronde è il solito metodo per non volersi assumere la responsabilità di un eventuale voto sbagliato.

Il compito di un cristiano però è quello di informarsi, di conoscere i programmi e di partecipare alla vita sociale: non è più tempo di demandare il nostro diritto/dovere di voto.

Ricordiamo ad esempio che anche durante la campagna elettorale delle ultime elezioni politiche c’era chi cercava di scoraggiare le persone a recarsi alle urne dipingendo la coalizione di centro destra come quella parte politica che avrebbe instaurato una dittatura fascista.

Tutti ne avevano timore ma la narrazione a senso unico ha lasciato il posto, come abbiamo visto, ad una realtà ben diversa, dove la previsione catastrofica non si è avverata.

Questo governo infatti ha iniziato a svolgere il mandato in modo ragionevole, avendo cura dei temi etici e riuscendo a venire incontro a quelle esigenze dei cittadini che erano state dimenticate.

L’impressione che abbiamo è quella che il risultato sia quasi scontato e che tutto debba passare quasi in silenzio proprio per cercare di spaccare quella maggioranza che, dopo cinquanta anni di politica all’insegna della divisione, si sta dirigendo verso una coesione che lotta per i temi etici.

Non rinunciamo al nostro ruolo sociale, un domani potremmo pentirci di averlo fatto.

Subscribe
Notificami
0 Commenti
Oldest
Newest
Inline Feedbacks
View all comments