Il vuoto valoriale dilagante fa aumentare dipendenze e suicidi

Il vuoto valoriale dilagante fa aumentare dipendenze e suicidi

di Gian Piero Bonfanti

I GIOVANI ABBANDONATI ALLA LORO DISPERAZIONE

Si stima che nel mondo annualmente 800.000 persone muoiono per suicidio, la maggior parte delle quali sono giovani. Tra queste quasi 46.000 sono  adolescenti. Il suicidio è infatti statisticamente nel mondo la quinta causa di morte per i giovani tra i 15 e i 19 anni ed è la seconda causa di morte in Europa.  Ma quale importanza viene data a questo triste fenomeno che continua ad aumentare? Nel PNRR non si fa menzione alla salute mentale dei giovani. Non una parola, non un investimento. Le richieste di aiuto dei ragazzi che cercano questa “via d’uscita” sono in costante aumento, ma le risorse per affrontare questo fenomeno dilagante sono sempre meno. Le cause che conducono a questa scelta disperata spesso vanno ricercate nelle violenze sessuali e negli abusi, nelle situazioni di disperazione totale, ma non solo.

Se facciamo un giro sul web è facile per tutti constatare un vuoto valoriale sempre più dilagante, una disperata e deprimente mancanza di punti di riferimento. Infatti tanti genitori, assaliti da una “cultura del nulla”, non riescono a trasmettere valori ai propri figli, disinteressandosene, e cedono il loro ruolo educativo alla televisione, ai social ed alle scuole. Ebbene, ci voleva pure la sciagurata scelta del lockdown per la pandemia da COVID-19. Gli ultimi tre anni abbiamo infatti assistito ad una impennata delle percentuali di persone aventi problemi psicologici.

Sono incrementate le dipendenze a tal punto che gli esperti definiscono il fenomeno come “una pandemia nella pandemia”. Una situazione tragica, sottovalutata, dove le istituzioni, le scuole, le famiglie e la Chiesa non sanno venirne a capo se non marginalmente. È la legge del più forte, si salva solo chi riesce a reagire. Purtroppo sappiamo però che non tutti ce la fanno e questo mancato risultato non va attribuito esclusivamente alla debolezza dei giovani che compiono l’atto fatale.

Se dalle istituzioni, dalle scuole e dal mainstream arrivassero meno messaggi ideologici e più valoriali, il fenomeno diminuirebbe sicuramente. Se le famiglie fossero maggiormente presenti nella vita dei propri figli e meno “aperte a qualsiasi libertà” vedremmo sicuramente  numeri in calo. Se poi la Chiesa, invece di conformarsi al mondo, non rinunciasse al suo ruolo educativo delle anime, avremmo sicuramente un grande aiuto per abbattere il fenomeno. In un mondo dove il problema è la riduzione delle nascite non ci avvediamo che i giovani, che sono il nostro futuro, stanno vivendo con disperazione in un mondo che alle volte non gli appartiene. Tendiamo le orecchie, ascoltiamo la loro richiesta di aiuto ed attiviamoci per garantire ai nostri ragazzi un futuro migliore.

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