Morto il Comunismo resta il Liberalismo, nemico della Chiesa e dell’uomo

Morto il Comunismo resta il Liberalismo, nemico della Chiesa e dell’uomo

di Pietro Licciardi

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L’ERRORE FONDAMENTALE DEL MONDO CONTEMPORANEO

L’errore più nefasto e pernicioso del mondo contemporaneo è che non c’è più una verità oggettiva; tutto è vero ma anche falso, a seconda delle proprie convinzioni e del soggettivo punto di vista. Da ciò consegue che non essendoci verità non può esserci neppure l’errore, quindi il bene e il male, la giustizia e l’ingiustizia. Tutti i diritti sono accordati.

Un tempo era Dio il centro, il principio e il termine di tutto nell’organizzazione sociale e presso l’individuo ed era anche alla base delle costituzioni dei popoli. Tutto cambia con la Dichiarazione dei diritti dell’Uomo del 1789 dove Dio è sostituito dall’uomo, la cui volontà e il cui pensiero si sostituiscono a quelli divini. Le grandi libertà moderne che sono alla base di tutte le Costituzioni del mondo Occidentale, come la libertà di coscienza, di insegnamento, di stampa di associazione e la libertà dei culti, sono oggi moderate e regolate dalle leggi, le quali sono però espressione della volontà delle maggioranze degli elettori o dei loro rappresentanti, i quali sono inevitabilmente portati ad assecondare i desideri, le debolezze le inclinazioni in continua evoluzione in base ai tempi o ai condizionamenti di tipo sociale o politico. Ecco così che nelle società liberali contemporanee la libertà è interpretata come il “diritto” di ciascuno di vivere come vuole, insegnare ciò che vuole, di scrivere e pubblicare secondo i suoi capricci; associarsi per uno scopo, buono o cattivo, o rendere culto a chi vuole, a Dio, a Gesù Cristo, a Maometto e anche a Satana, se gli va.

Questo pensiero, o questa dottrina se si preferisce, autorizza tutti gli errori in tutti gli ordini delle cose. Nella filosofia, come nella teologia, nella politica, in materia economica e sociale, devono prevalere e servire da guida, il pensiero e i capricci dell’uomo, il quale deve poter uccidere il figlio nel grembo materno, l’anziano improduttivo, sposarsi o fare sesso con chi vuole, anche con i bambini, scegliere il proprio genere, in una spirale sempre più perversa e senza limite alcuno, come l’abiezione cui può arrivare una umanità ferita e deturpata dal peccato originale.

A poco vale l’obiezione che tutti i diritti trovano un argine alla dissolutezza nella legge positiva, che limita ad esempio il diritto di impossessarsi del bene altrui riconoscendo il diritto dell’altro alla proprietà o il diritto di uccidere col diritto del nostro simile alla vita. Ma ciò oltre che contraddittorio è anche palesemente aleatorio. È contraddittorio perché se per principio certi diritti sono assoluti, nessuno può opporvi un limite, qualunque esso sia, e malgrado tutte le restrizioni che saranno poste dalla legge, prima o poi il dogma fondamentale della libertà senza freno e dei diritti prevarrà. E difatti oggi abbiamo la dimostrazione di quanto tale argine sia pure aleatorio, dal momento che in tutti gli ordinamenti ormai vi sono leggi che consentono, ad esempio, l’omicidio mediante aborto e in molti leggi che legalizzano l’eutanasia.

Sotto la copertura dei diritti dell’uomo gli errori più perniciosi e i più mostruosi possono introdursi in tutti gli organismi sociali, e di diritto reclamare la protezione delle autorità che hanno la missione di proteggere non la Verità ma il pensiero dell’uomo.

A questo proposito Papa Leone XIII, nella sua enciclica Immortale Dei ha dato una superba definizione del diritto moderno: «Tutti gli uomini, dal momento che sono della stessa razza e della stessa natura, sono simili, e, di fatto, uguali tra loro nella pratica della vita. Ciascuno rileva così bene da lui solo, che non è in nessuna maniera sottomesso all’autorità altrui; può, in tutta libertà, pensare su tutte le cose quello che vuole, fare quello che gli pare (…) La sovranità di Dio è passata sotto silenzio, esattamente come se Dio non esistesse o come se non si occupasse per niente della società del genere umano; oppure come se gli uomini, sia singolarmente, sia come società, non debbano niente a Dio. (…) Di conseguenza, ciascuno sarà libero di farsi giudice di tutta la questione religiosa, ciascuno sarà libero di abbracciare la religione che preferisce o di non seguirne nessuna, se nessuna gli aggrada. Da ciò consegue necessariamente la libertà senza freni di tutte le coscienze, la libertà assoluta di adorare o di non adorare Dio, la licenza senza limiti sia di pensare che di pubblicare i propri pensieri»

Le moderne società liberali hanno in pratica sovvertito la concezione cattolica del diritto, il quale si basa su Dio. Il diritto moderno è la negazione pratica della Verità cattolica e di tutta la Verità divina. È l’istituto, ufficiale e consacrato dal diritto, del laicismo, dell’ateismo e di ogni altro errore. In breve, come enuncia la Dottrina sociale della Chiesa, il diritto cattolico è il Diritto, è l’Autorità e la Potenza che risultano da Dio, messo al servizio della verità, che solo deve salvare gli individui e i popoli.

Purtroppo vi è un “liberalismo cattolico” che senza affermare che l’errore e il male hanno dei diritti non afferma neppure che non ne hanno e ritiene conforme allo spirito di tolleranza e alla carità cristiana che ciascuno abbia le sue opinioni e il diritto di averle, il che però mette praticamente allo stesso livello l’errore e la Verità, il Bene e il male. Ma – nonostante l’attuale vulgata – il cattolicesimo è essenzialmente invadente ed educatore. Se non invade e non educa secondo lo Spirito di Cristo la società – e da almeno mezzo secolo ne abbiamo una lampante dimostrazione – diviene fatalmente acattolica e addirittura atea. In questa maniera il liberalismo, detto cattolico, contribuisce alla perdita di un numero enorme di anime.

Tra l’altro si tende a soffermarsi sui disastri causati dal laicismo senza soffermarsi troppo sul fatto che questi ha ottenuto diritto di cittadinanza nelle società in virtù dei principi del liberalismo. Il laicismo mette l’uomo al posto di Dio attribuendogli la facoltà di regnare là dove solo Dio possiede questa autorità. Ora, tutte le teorie di questo genere si riallacciano alla dichiarazione dei Diritti dell’uomo e alla libertà della quale egli deve fruire nonostante e contro tutto, soprattutto nonostante e contro Dio. Il laicismo procede quindi in via diretta dal liberalismo e il liberalismo ne viene fortemente appoggiato, portando in sè la giustificazione di tutte le rivolte contro l’Essere Supremo.

 

Per approfondire: Catechismo dei diritti divini sull’ordine sociale

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