Per colpa dei governi di centro-sinistra ci sono 225 mila docenti precari

Per colpa dei governi di centro-sinistra ci sono 225 mila docenti precari

di Sabina Righetti

IL MINISTRO VALDITARA STA CERCANDO DI TROVARE UNA SOLUZIONE AI DANNI PROVOCATI DAI SUOI PREDECESSORI

Il tasso di precarietà nella scuola italiana ha raggiunto quindi il 25%. Un docente su quattro è precario. Lo conferma un recente studio curato dalla rivista specializzata Tuttoscuola.

Con i dati fermi allo scorso anno, il numero dei docenti precari (con contratti a tempo determinato di 12 mesi o fino al termine delle attività scolastiche in giugno) è di ben 225 mila unità, su un totale di circa 900 mila posti di docente assegnati.

Dal 2015 (con il governo di centro-sinistra guidato da Matteo Renzi in carica fino al 12 dicembre 2016, a cui hanno fatto seguito i governi di Paolo Gentiloni, in carica fino al 1º giugno 2018, Giuseppe Conte, in carica con due diversi governi fino al 13 febbraio 2021, Mario Draghi, in carica fino al 22 ottobre 2022) c’è un boom di posti assegnati a docenti precari: +224%.

Adesso il ministro dell’istruzione e del merito del governo Meloni, Giuseppe Valditara, sta cercando di trovare una soluzione ai danni provocati dai suoi predecessori.

E’ allo studio un piano di reclutamento per 70 mila posti di docenza per il 2024, di cui circa 20 mila per il prossimo settembre, e in parte riservati ai docenti precari. Ma se questi posti risulteranno dopo le prove concorsuali tutti coperti copriranno comunque meno di un terzo del fabbisogno nazionale. Le 70 mila assunzioni copriranno a malapena i 67.467 posti registrati dal Portale e assegnati a precari con contratto annuale su posti vacanti. Questo senza considerare che, nel frattempo, circa altri 25mila posti rimarranno disponibili a settembre a seguito dei pensionamenti. A questo gap si aggiungono altri 157.461 posti coperti l’anno scorso da docenti con contratto fino al 30 giugno.

A farne le spese saranno prima di tutto gli studenti, soprattutto quelli con disabilità, e poi i docenti, riconfermati di anno in anno, spesso in scuole diverse.

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