Attacco alla Roccella: questo è il livello di certi “sinistri democratici”

Attacco alla Roccella: questo è il livello di certi “sinistri democratici”

di Diego Torre

LE MODALITÀ DELL’AGGRESSIONE AL MINISTRO ROCCELLA SONO DEGNE DELLA MASSIMA ATTENZIONE…

Le modalità dell’aggressione al ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, al salone del libro di Torino, sono degne della massima attenzione perché rivelatrici di un modo di essere e di agire ormai quasi egemone nel mondo politico del nostro tempo.

Passata tranquilla l’introduzione dell’assessore Maurizio Marrone (pur di Fratelli d’Italia!), appena la Roccella prende il microfono per presentare la sua autobiografia, “Una famiglia radicale”, scoppia la bagarre con urla del tipo “Via il governo dalle nostre mutande”, che non le permettono di parlare. Sono alcune decine ma urlano abbastanza bene.

Eugenia Roccella, manifestando una grande capacità di ascolto, pur subendo una evidente violenza, blocca l’azione delle forze dell’ordine pronte a sgomberare la sala (se non ci fossero stati i poliziotti cos’altro sarebbe successo?) ed invita sul palco una rappresentante dei contestatori . Ed è sintomatico quanto avviene del malcostume (anche nelle contestazioni) che avanza. Una ragazza sale sul palco ed inizia a leggere un foglio denso di rivendicazioni su aborto, lgbt ed emergenza ecologica, che non c’entrano con la programmata e non avvenuta presentazione del libro scritto dal ministro. La Roccella allora tenta di intavolare un dialogo, ma la ragazza scende dal palco e riprende la bagarre che rende impossibile la prosecuzione dell’evento.

Questo è il livello della nostra democrazia! Ma, peggio ancora, questo è il livello della comunicazione e del dialogo in un paese che immaginavamo civile; dove è normale tacitare un ministro e sollevare bufera senza avere la minima intenzione di ascoltare le ragioni dell’altro, per quanto ministro.

Coglie nel segno l’ex presidente della Camera, Luciano Volante, uomo di sinistra, in una intervista al Messaggero: “La protesta è legittima, ma questi giovani non sanno come si protesta. Sono vittime di una politica narcisistica in cui conta soprattutto apparire. La politica seria invece è persuasione, è spostamento di forze”… “non hanno spostato niente, nessuno ha saputo che cosa chiedevano. È grave che, dopo aver letto un documento, si siano rifiutati di dialogare con la ministra che invece aveva chiesto un civile confronto… Questo rifiuto del dialogo è inaccettabile e ha fatto bene il sindaco di Torino [Stefano Lo Russo del Partito Democratico] a solidarizzare con la ministra”.

Non solo quindi un atto di inaccettabile violenza, ma anche un gesto di barbarie politica, tipico di chi ascolta soltanto le proprie ragioni e non ci pensa neppure a confrontarsi con le ragioni degli altri. Tale incivile intolleranza diventa ancor più marcata se essi sono cristiani e prolife. Quando il pubblico stufo ha infatti iniziato a contestare i contestatori al grido: “Basta, basta lasciateci ascoltare”, le femministe hanno risposto dando libero sfogo a quanto hanno di più a cuore, rispondendo: “Basta, basta, lasciateci abortire”. E’ questo che sta più a cuore agli epigoni della dittatura del relativismo:”Dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore” (Mt 6,21). E anche le tue urla ovviamente.

Ed il bersaglio scelto, la donna, la femminista, la ex radicale, figlia di uno fra i fondatori di quel partito, ha quanto di più detestabile si possa contestare. E’ oggi un simbolo prolife, un ministro della famiglia naturale, un promotore della natalità. Ma, ancor più, è un’anima che ha conosciuto un bel percorso di conversione alla fede. E questo per lorsignore (e signorine) è assolutamente intollerabile.

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