Chi rifiuta Gesù rimane nelle tenebre e va incontro alla sua condanna

Chi rifiuta Gesù rimane nelle tenebre e va incontro alla sua condanna

di Padre Giuseppe Tagliareni

LA PAROLA DI DIO E’ COME UN SEME DI SENAPE

La parola di Dio è come un seme di senape, che una volta seminato, cresce e diventa arbusto, su cui gli uccelli possono fare il nido. È sempre così e non fa rumore.

Ad Antiochia a poco a poco si era formata una bella comunità di credenti in Gesù e lo Spirito Santo andava distribuendo i suoi carismi. Vi erano persone che avevano lasciato precedenti e lucrose posizioni per mettersi a completa disposizione del Vangelo di Cristo, divenendo profeti, maestri e dottori. È sempre Gesù che chiama; c’è chi è chiamato a lasciare tutto e diventare apostolo. Così successe a Saulo e Barnaba, che durante la celebrazione eucaristica si sentirono chiamati dallo Spirito Santo ad iniziare il primo viaggio missionario. Confortati dalla preghiera di tutta la comunità, essi partirono per Cipro, patria di Barnaba. Certamente egli bruciava dal desiderio di annunziare Gesù ai suoi parenti e conoscenti, ma anche a tutti gli altri, cominciando dai giudei, che erano diffusi dovunque.

Gesù col suo Vangelo è la luce del mondo. Chi lo rifiuta, rimane nelle tenebre e va incontro alla sua condanna. Egli ci dice le cose ordinate dal Padre, ben sapendo che “il suo comandamento è vita eterna”. Non c’è altra via di salvezza: fare a meno di Gesù significa brancolare nel buio. Così purtroppo, fanno i nostri capi: non danno alcun rilievo a Cristo.

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