Come si è arrivati alla bruttezza dell’arte moderna?

Come si è arrivati alla bruttezza dell’arte moderna?

A cura della Redazione di Rassegna Stampa

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UNO DEI MAGGIORI STORICI DELL’ARTE DEL XX SECOLO SPIEGA COME SI E’ ARRIVATI ALLA PERDITA DEL CENTRO IN CAMPO UMANO E DUNQUE ARTISTICO

Oggigiorno si spaccia per “arte” qualsiasi cosa, dall’incomprensibile e astruso ghirigoro su una tela, all’oggetto deforme posto su un piedistallo, alla cervellotica “istallazione” di qualche pseudoartista. Talvolta viene il dubbio che l’”arte” sia il pretesto usato da certi scaltri pseudoartisti e mercanti per fare soldi rifilando qualsiasi paccottaglia ad acquirenti ingenui troppo ignoranti– o troppo – sottomessi al predominio di una certa “cultura” – per svelare il grande inganno. Oppure, e questa è l’ipotesi più plausibile, anche l’arte ha subito quell’opera di imbarbarimento e corruzione che il processo rivoluzionario, all’opera da svariati secoli in Europa e in occidente, sta portando al suo finale epilogo.

«L’esame delle opere d’arte ci porta a constatazioni che possono essere decisive per capire quella rivoluzione interiore.  Tutto ciò che é inconfondibile, che é nuovo, che si mostrò allora per la prima volta e che, come si suol dire, fece epoca, può essere colto nel modo migliore esaminando una serie di fenomeni che compaiono nel campo dell’arte.  Tali fenomeni hanno infatti per noi uno straordinario significato e, se saremo in grado di considerarli non solo come realtà storiche ma anche come sintomi, riusciremo a fare la diagnosi delle sofferenze del nostro secolo».

In questo passaggio Hans Sedlmayr, considerato tra i maggiori storici dell’arte del secolo XX e all’origine della critica strutturale, spiega in estrema sintesi il senso del suo volume Perdita del centro, che ripercorre le tappe della crisi dell’uomo e quindi della sua arte

Sedlmayr nasce il 18 gennaio 1896 a Hornstein, al confine orientale dell’Austria. Nel 1921 si laurea con lo storico dell’arte austriaco Julius von Schlosser (1866-1938), di cui sarà assistente e, dal 1936, successore all’Università di Vienna. Dal 1951 al 1964 insegna all’università di Monaco di Baviera e dal 1964 al 1969 è professore onorario all’università di Salisburgo, città dove muore il 9 luglio 1984..

Qui è possibile leggere e scaricare il libro

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