Come oggi truppe cristiane e la Madonna ci liberarono dal giogo musulmano

Come oggi truppe cristiane e la Madonna ci liberarono dal giogo musulmano

di Diego Torre

ROSARIO IN UNA MANO E ARMA NELL’ALTRA, I CRISTIANI ESPLOSERO IN UN PODEROSO URRÀ

“Il 7 ottobre è … un giorno di ringraziamento commemorato nel calendario della Chiesa, non soltanto perché i santuari d’Europa e i loro altari furono salvati dalla totale distruzione, ma anche perchè le preghiere ordinate dal Papa S. Pio V, diedero universalmente un grande tributo alla vittoria. Quel giorno ci ricorda il grandissimo reale aiuto che Noi, successori di quel Pio, possiamo offrire ai difensori dei diritti di Dio e dell’uomo.”(Pio XII, 07.10.47)

Premesse storiche

L’impero turco era al massimo della sua potenza. Aveva conquistato Costantinopoli, Belgrado, l’Ungheria, Tripoli, Rodi e Cipro. In Italia saccheggiavano le coste del meridione. Papa S. Pio V indisse l’ultima crociata in difesa della cristianità, con la Lega Santa, a cui aderirono la Spagna, Venezia, gli altri Stati italiani e l’Ordine di Malta.

La battaglia

Lasciata Messina, la flotta cristiana era a Lepanto domenica 7 ottobre 1571, festa della Madonna del Rosario.  Vi è in palio il destino dell’Europa cristiana, le cui popolazioni sono spesso tratte in schiavitù. All’alba la gigantesca flotta ottomana, avanza con lo scirocco in poppa, formando una enorme mezzaluna. Di fronte, in formazione a croce, era schierata la flotta cristiana. I turchi iniziano a danzare freneticamente la danza del ventre al suono di tamburi e di flauti; sulla flotta della Lega scende il silenzio interrotto solo dalle benedizioni dei sacerdoti. Avvengono due fatti significativi di due stili diversi: gli armieri delle navi cristiane tolgono i ceppi dei galeotti e danno loro le armi per combattere e la promessa della libertà a vittoria conseguita. I galeotti presenti sulle navi musulmane (15.000 sono cristiani) vengono incatenati ai remi: se la nave affonda, annegheranno con essa.  Giunti a 150 metri, il vento improvvisamente girò, dando slancio alle navi cristiane. Rosario in una mano e arma nell’altra, i cristiani esplosero in un poderoso urrà. Successe un altro fatto imprevedibile: le due ammiraglie, contro ogni logica militare, dimentiche di tutto il resto, si lanciarono una contro l’altra fino a speronarsi, formando un campo di battaglia galleggiante su cui si combattè fino all’uccisione del comandante Alì Pascià ad opera di un galeotto liberato. E’ l’inizio della sconfitta turca. La battaglia si fraziona in tanti combattimenti scombinati alla fine dei quali i cristiani stravincono.

“Non virtus, non arma, non duces, sed Rosarium Beatae Virginis victores nos fecit”. Così il senato di Venezia fece incidere nella lapide di palazzo dei Dogi; e di ciò tutta l’Europa era convinta. Nel pomeriggio di quel giorno, S. Pio V in estasi, guardando il cielo, ebbe una visione di cori angelici intorno alla Beata Vergine col Bambino Gesù e in mano la corona del Rosario. Era mezzogiorno, ed il Papa diede ordine che tutte le campane di Roma suonassero a festa. Due giorni dopo un messaggero portò la notizia dell’avvenuto trionfo. Il Pontefice, che aveva ordinato in tutta la Cristianità la recita del Rosario, attribuì quel trionfo all’intercessione della Vergine, volle che nelle litanie lauretane si aggiungesse l’invocazione Auxilium christianorum e decretò che ogni prima domenica di ottobre si commemorasse Nostra Signora della Vittoria poi trasformata in «Festa del Santissimo Rosario».

Interventi successivi

La Madonna interviene anche a Vienna nel 1683, a Belgrado nel 1715, nella storia della Polonia a Czestochowa, tante volte nella liberazione della Sicilia dal giogo musulmano, “bella come la luna, fulgida come il sole, terribile come schiere e vessilli schierati” (Cantico dei Cantici 6,10). “La storia dei trionfi della Chiesa è la stessa dei trionfi di Maria” … “Ogni qualvolta che parve quasi scendere la notte sul mondo, si vide spuntare nel cielo Maria, stella del mattino” (Pio XII, 26.04.58).

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Non c’era ancora l”Isis…..oggi è diverso.