Il vescovo Mansi: “gli infortuni sul lavoro sono una sconfitta per tutti”

Il vescovo Mansi: “gli infortuni sul lavoro sono una sconfitta per tutti”

di Bruno Volpe

MONSIGNOR LUIGI MANSI, VESCOVO DI ANDRIA: “L’ INFORTUNIO SUL LAVORO È UNA SCONFITTA DI TUTTI E PER TUTTI, NON È POSSIBILE MORIRE PER UN DIRITTO”

“L’ infortunio sul lavoro è una sconfitta di tutti e per tutti, non è possibile morire per un diritto”: lo dice in questa intervista Monsignor Luigi Mansi, vescovo di Andria, nella cui diocesi purtroppo si è registrato di recente un ennesimo, drammatico e mortale infortunio sul lavoro.

Eccellenza, un altro lavoratore ha lasciato la vita e la famiglia…

“L’infortunio sul lavoro, ed è doveroso dirlo, è una sconfitta per tutti, una pagina che non dovrebbe mai accadere ed invece si verifica”.

Cosa rappresenta un infortunio sul lavoro?

“Trovo ingiusto ed inammissibile che nell’epoca del progresso tecnico e tecnologico possano accadere fatti del genere che lasciano famiglie per la strada. Tuttavia occorre valutare tante circostanze, se sono state rispettate le misure di prevenzione e sicurezza, se tutto era in regola, e se per altro verso il lavoratore ha osservato le regole di prudenza. Bisogna prima di emettere giudizi di colpevolezza valutare con attenzione tutte le circostanze”.

In chiave di dottrina sociale della Chiesa come definire l’importanza del lavoro?

“Il lavoro assicura dignità al lavoratore e alla sua famiglia e dunque deve essere degno, sicuro e soprattutto rispettoso della persona del lavoratore, sia nella paga che nelle condizioni di sicurezza. Tuttavia, come affermavo prima, non è serio istruire processi preventivi in occasione di incidenti sul lavoro perché vanno accertate tante situazioni e non sempre possiamo o dobbiamo mettere sul banco degli imputati gli imprenditori. A volta occorre mettere in conto la fatalità o la stessa imprudenza. A mio avviso bisogna investire su due aspetti: formazione del lavoratore e attività di prevenzione. Meglio prevenire che reprimere o piangere morti”.

Che cosa intende dire?

“Che bisogna essere scrupolosamente osservanti delle regole di prevenzione e sicurezza sul luogo di lavoro. Dall’ altro lato, il lavoratore è tenuto ad una condotta attenta e prudente evitando per quanto possibile le distrazioni. Resta certo che il lavoro è un diritto che va rispettato, onorato e promosso, è alla base del bene comune e della convivenza civile. Penso che sia saggio, da ogni parte, evitare atteggiamenti si superficialità. E si aumentino i controlli sui luoghi di lavoro per valutare se le norme sono applicate”.

Per il Dicastero della Dottrina della Fede gay e trans possono ricevere il battesimo, a patto che non si crei pubblico scandalo. Inoltre possono essere padrini e testimoni di nozze. Che ne pensa?

“Non ho letto il documento nella sua interezza e pertanto mi riservo di valutare meglio. Tuttavia a mio avviso il testo si basa sul concetto di misericordia che deve sempre prevalere anche se la misericordia va meritata, non si regala. Misericordia è certa, ma il soggetto deve fare qualche cosa e sforzarsi per averla, pentendosi dei suoi errori e peccati a non rifarli. A mio avviso il testo parte dal concetto di misericordia e sostiene che le situazioni vanno sempre viste caso per caso. Noi non possiamo giudicare a priori e con i nostri criteri le altrui fragilità, chi siamo per emettere giudizi? Il giudizio sulla persona e sulle sue mancanze spetta a Dio. In quanto al battesimo non vedo perché negarlo ad un trans che abbia seguito un percorso di pentimento e si sia avvicinato alla fede. Il Battesimo è il sacramento che ci apre alla grazia e a mio avviso non deve essere negato a nessuno che lo chieda con cuore puro e retta volontà. Appunto deve prevalere sempre la misericordia, sempre che sia meritata”.

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