Si fece pellegrino di Cristo per istruire nel Vangelo le genti

Si fece pellegrino di Cristo per istruire nel Vangelo le genti

di Giuliva Di Berardino

UNA BREVE RIFLESSIONE A CURA DI UNA TEOLOGA LITURGISTA

Martirologio Romano: San Colombano, abate, che di origine irlandese, fattosi pellegrino per Cristo per istruire nel Vangelo le genti della Francia, fondò insieme a molti altri monasteri quello di Luxeuil, che egli stesso governò in una stretta osservanza della regola; costretto all’esilio, attraversò le Alpi e fondò in Emilia il monastero di Bobbio, celebre per la disciplina e gli studi, dove, benemerito della Chiesa, morì in pace e il suo corpo fu deposto in questo giorno.

Oggi la liturgia ci fa celebrare la memoria di un santo che ha saputo vivere la povertà, la precarietà, la fiducia, il dono di tutto se stesso, per il Regno di Dio. Si tratta di San Colombano, monaco di origine irlandese, che si fece pellegrino di Cristo per istruire nel Vangelo le genti, dando origine alla ‘peregrinatio pro Domino‘, che costituì uno dei fattori dell’evangelizzazione e del rinnovamento culturale dell’Europa nell’Alto Medioevo.

San Colombano fondò insieme a molti altri monasteri quello di Luxeuil, dove visse per quasi vent’anni e scrisse per i suoi seguaci la Regula monachorum, scrisse poi poesie in latino, un libro di grammatica, la Regula coenobialis, una sorta di codice penale per le infrazioni dei monaci, il De poenitentiarum misura taxanda, con cui introdusse la confessione privata e reiterata, quando ancora non esisteva la confessione privata come prassi sacramentale.

Colombano fu un uomo che generò tante novità, che ovviamente destarono difficoltà ed ostilità nel suo cammino, tanto che dovette lasciare Luxeuil e arrivò, passando per la Svizzera, a Bobbio, dove morì.

Per meditare sulla sua figura portiamo nel cuore alcune sue parole: “Mangiamo col povero, beviamo col povero, condividiamo la sorte del povero, per meritare almeno così di entrare insieme col povero in quel luogo, dove verranno saziati coloro che qui per Cristo hanno fame e sete di giustizia (Mt 5, 6)“. (Instruct. VII,2). 

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