Gesù, ancora una volta, stupisce tutti

di Don Ruggero Gorletti

COMMENTO AL VANGELO DEL GIORNO

Domenica 7 febbraio 2021 – IV Domenica per annum
Marco 1, 29-39

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, si recò in casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

COMMENTO

Il brano di Vangelo di oggi ci mostra Gesù che, uscito dalla sinagoga dove insegnava, entra nella casa di Pietro e Andrea, a Cafarnao per riprendersi dalle fatiche dell’insegnamento. Gesù è veramente uomo, l’incarnazione non è una finta. Per questo, come ognuno di noi, dopo una intensa attività pubblica, ha il desiderio di riposarsi nell’intimità di una famiglia. Ma Gesù – che è vero uomo – rimane veramente Dio, e lo dimostra guarendo la suocera di Pietro, che era a letto con la febbre. Guarire una persona dalla febbre non sembra un gran miracolo. Ma non è così.

A parte il fatto, che ai tempi di Gesù, non esistendo gli antibiotici, una forte febbre poteva condurre facilmente alla morte, il miracolo di Gesù è significativo anche per altri aspetti. Gesù prende per mano la donna e la fa alzare. Il verbo «alzare», (nell’originale greco «egherein») è lo stesso verbo che indica la resurrezione. La suocera di Simone, liberata dalla malattia (come Lazzaro che verrà liberato dalla morte), diventa un esempio del vero incontro con il Signore. Vive, seppure in modo limitato e incompleto, l’esperienza della salvezza. Gesù la libera dal male e la restituisce alla pienezza della vita. La vicinanza del Signore e la sua premura per lei le fanno capire che il modo giusto per rapportarsi con Dio e i fratelli è il servizio, e per questo non perde tempo, si mette subito con semplicità a servirli.

La notizia dell’arrivo di Gesù corre a Cafarnao e nei villaggi vicini. Verso sera la gente accorre da Gesù: era sabato, e temendo di trasgredire il comandamento la gente ha atteso il tramonto. Gesù non si sottrae a quest’opera di carità. Ma il brano sembra voler sottolineare che non è questo lo scopo principale dell’agire di Gesù. Questa attività di grande carità verso i sofferenti non esaurisce lo scopo della sua presenza in mezzo agli uomini. Infatti al mattino si ritira in preghiera in un luogo solitario e sconosciuto, e la prega, entra in dialogo intenso e vitale con il Padre. I suoi discepoli, probabilmente incalzati dalla gente che voleva altre guarigioni da Gesù, lo va cercare, per riportarlo alla sua attività.

Ma Gesù, ancora una volta, stupisce tutti. Non torna là dove era desiderato, ma dice che è necessario andare altrove. Perché è necessario andare altrove? Cosa c’è di più urgente di portare sollievo alla sofferenza di tanta povera gente? Gesù in questo breve brano ci mostra quanto il suo modo di pensare sia diverso dal nostro. La salvezza, la liberazione che Egli è venuto a portare è per tutti, non solo per qualche fortunato, per questo vuole andare in altri villaggi

Gesù va negli altri villaggi a predicare il Regno di Dio, la salvezza, la vita eterna. Le guarigioni fisiche sono solo un segno di questa vera, definitiva guarigione che il Signore vuole donarci: quella dal male, dal peccato e dalla morte.
Nell’episodio della suocera di Pietro Gesù ci fa capire qual è il progetto che ha per noi: liberarci dal male in modo definitivo, condurci alla pienezza della vita. Quando guarisce gli indemoniati non vuole che i demòni parlino di Lui. Perché? Perché non vuole che essi ingannino chi li ascolta, facendo credere che Gesù sia venuto a guarire chi è malato da qualche male fisico, che sia venuto su questa terra solo per aiutare chi è povero a risolvere qualche bisogno pratico. Egli invece è venuto per liberarci completamente dal male e dalla morte, e le guarigioni fisiche sono solo un segno che Egli può e vuole donarci una vita piena, già in qualche modo in questa vita, e per sempre nella vita eterna.

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