I veri responsabili dei femminicidi? I media!

di Francesco Pisani

TAM TAM MARTELLANTE, STESSO CLIMA DI TERRORE E SOSPETTO CHE ALEGGIAVA IN EPOCA PANDEMICA…

Sono forse l’unico che alla lettura di una cronaca di femminicidio – una volta i delitti si chiamavano semplicemente delitti e non vi era bisogno di connotarli attraverso una chiave ideologica e arbitraria, ma d’altronde noi siamo l’epoca che deve riscrivere la Storia e cambiare i connotati alle parole – dicevo sono forse il solo che alla vista di queste notizie terribili, nel modo in cui vengono narrate e diffuse, rivede le stesse identiche parole, lo stesso tam tam martellante, lo stesso clima di terrore e sospetto che aleggiava in epoca pandemica? I numeri che vengono pubblicati ogni giorno, chiaramente decontestualizzati, pompati a dismisura, spesso senza alcuna correlazione logica somigliano molto a quelli che venivano diffusi in epoca pandemica.

A breve anche una donna investita da un auto, se alla guida vi era un uomo, verrà considerata vittima di un femminicidio, esattamente come durante la pandemia chi moriva, magari di tumore, ma aveva contratto il covid veniva segnato come vittima da covid. Com’è brava la nostra epoca a manipolare la realtà e a farci credere qualsiasi cosa!

D’altronde noi siamo l’epoca che vuole farci credere che la guerra è la pace: questo era quello che si leggeva ai tempi della ormai dimenticata guerra in Ucraina. È risaputo che ormai i media non fanno più informazione da lungo tempo – ammesso che l’abbiano mai fatta – ma terrorismo psicologico perché nella loro perversione sanno bene che più una notizia è scabrosa più è facile venderla: se dietro vi è pure una campagna ideologica il gioco è fatto.

IL FEMMINICIDIO È DIVENUTO IL NUOVO VIRUS DA DIFFONDERE

Ormai il femminicidio è divenuto il nuovo virus da diffondere, la nuova paura da iniettare ai cittadini già abbastanza oppressi e provati psicologicamente da anni di terrorismo massmediatico: prima era la pandemia, poi la guerra e la paura nucleare, poi la siccità e l’aumento delle bollette, ora il femminicidio.

Episodi tragici, che purtroppo hanno sempre fatto parte della (triste) storia umana ma che costituiscono sempre – è bene ricordarlo – una dovuta eccezione vengono oggi utilizzati come pretesto per raggiungere altri obiettivi, che non sono quelli di proteggere le povere fanciulle indifese – tanta ipocrisia e menzogna come quella che da sempre aleggia sul fenomeno dei migranti su cui ci si specula sopra – ma il vero obiettivo è fare ammalare sempre di più i cittadini, destabilizzare la società, diffondere panico e sospetto: le stesse tecniche perniciose che venivano usate nei periodi più bui della storia – dal periodo nazista in cui gli ebrei erano sempre dipinti come i nemici da distruggere, nelle società comuniste dell’Urss che facevano della paura e del sospetto reciproco il loro pane quotidiano, senza contare la caccia alle streghe che aleggiava nel periodo più buio del tardo medioevo: nulla di nuovo sotto il sole.

Chiaramente il povero cittadino sempre più terrorizzato, come nel periodo pandemico, non può che agire in modo irrazionale: molte donne tendono ad avere sempre più paura dell’uomo, addirittura del proprio compagno o marito, e nello stesso tempo sempre più uomini vedendosi dipinti nei modi più loschi e perversi, avvertono una pressione senza precedenti e che nei casi di persone stressate e psicologicamente instabili può portare anche a dei gesti del tutto insani: non a caso molti di quelli che hanno compiuto simili delitti si sono poi tolti la vita – tipico gesto di una persona, non cattiva, ma impazzita.

Se io ogni giorno mi mettessi a gridare al mio vicino di casa che è un delinquente e continuassi ad apostrofarlo usando i termini più beceri e volgari posso stupirmi se alla fine la sua reazione non sarà proprio quella di ricambiarmi il saluto con un sorriso ma magari con un bell’insulto?
È da sempre risaputo che la provocazione reiterata può provocare effetti indesiderati e la saggezza ci insegna che è sempre bene evitare di provocare gli animi, soprattutto quando quest’ultimi sono già stati duramente provati da anni terribili, come quelli che tutti noi abbiamo vissuto.

Ma è risaputo che ormai la nostra epoca, che si dice tanto evoluta, ha da lungo corso abbandonato la via del buon senso e della moderazione, seguendo sempre più la via dell’estremismo e della pazzia. Ormai appare evidente, per chi possieda ancora un minimo il lume dell’intelletto e sia in grado di pensare autonomamente facendo due più due, che dietro questa crociata, come in tutte le crociate portate avanti nella nostra epoca materialista ed edonista, dove l’obiettivo è solo quello di avere potere e ricchezza (dal tema sul clima alla lotta contro la pandemia, dalla guerra al fenomeno migratorio): in tutte queste crociate come sempre si annida il demonio, che sfrutta le tragedie per alimentarle e trarne vantaggio, e chi ci rimette sono sempre le povere vittime, che oltre ad essere uccise finiscono preda di questo infernale sciacallaggio.

L’OBIETTIVO DI QUESTA ENNESIMA “CROCIATA”

L’obiettivo di questa ennesima crociata appare evidente: dividere sempre di più il mondo distraendo l’attenzione da quelli che sono i problemi reali (guerra, disoccupazione, aumento sempre maggiore del costo della vita, perdita dei diritti e delle libertà fondamentali, tecnologia invasiva e fuori controllo), far vivere la popolazione in un clima di paura costante (pandemia, guerra, emergenza climatica e ora il nemico diviene anche l’uomo in generale – non si era mai giunti ad un livello così subdolo e pervasivo), distruggere la famiglia o comunque ogni tipo di relazione stabile che è in opposizione al modello dominante della società dei consumi, dove oltre alle merci anche i rapporti umani devono essere vissuti alla stregua di un prodotto da consumare.

Se vogliamo davvero difendere le donne impariamo a difendere la vita, combattiamo contro ogni tipo di violenza (non di un solo colore), e lavoriamo insieme per costruire una società più equa, giusta e vivibile per tutti, ma per fare ciò dobbiamo essere uniti perché il male ed il potere da sempre si alimentano attraverso l’odio e la divisione. Non cadiamo preda di questo ennesimo teatrino massmediatico volto a dividerci e ricordiamo che il maligno, il più delle volte, come il serpente nell’Eden, si nasconde dietro le parvenze di chi finge di difenderci e pretende di stare dalla nostra parte per combattere contro una presunta parte avversa. Il bene ricerca sempre l’unità, il male è perennemente divisorio.

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