La Sicilia difende la famiglia naturale e i minori

di Gian Piero Bonfanti

Il 5 febbraio scorso l’Assessore della Famiglia, delle Politiche Sociali e del lavoro della Regione Siciliana, Nuccia Albano, ha emanato il decreto assessoriale n.10/2024 con cui si è costituito il Gruppo Interistituzionale per il contrasto alla pedofilia e alla pedopornografia.

Abbiamo chiesto all’avvocato Gianfranco Amato, Presidente dei Giuristi per la Vita, un commento sulla notizia.

“Si tratta di un risultato importante di cui vado particolarmente fiero, perché la costituzione di tale organismo faceva parte di una prima tranche di proposte formulate dal Comitato Tecnico Scientifico all’Osservatorio permanente sulle famiglie della Regione Siciliana. Era una delle iniziative che mi stavano particolarmente a cuore e che si è potuta realizzare grazie alla particolare sensibilità su questa delicata materia da parte dell’Assessore regionale della Famiglia Nuccia Albano, e alla tenace opera svolta da Tiziana Drago, membro del Comitato Tecnico Scientifico, che si è assunta l’onere di seguire l’iter amministrativo che ha portato all’emissione del decreto assessoriale”. 

Lei pensa che questa vostra azione potrà essere replicata anche in altre regioni?

“Certamente. Il Comitato Tecnico Scientifico che ho l’onore e l’onere di dirigere si è sempre prefisso, fin dal primo momento, l’obiettivo di fare della Sicilia un laboratorio sperimentale a livello nazionale ed europeo, delle più avanzate iniziative politiche e legislative in favore della famiglia e dei minori. Sul delicato tema del contrasto alla pedofilia e alla pedopornografia l’azione intrapresa dalla Regione Siciliana attraverso la costituzione del gruppo interistituzionale può rappresentare un ottimo esempio per le altre regioni italiane”.

Ci può spiegare da chi è composto questo nuovo organismo e di cosa si occuperà?

“Il gruppo interistituzionale è composto dal presidente dell’Osservatorio permanente sulle famiglie, dal garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, dal dirigente dell’Ufficio scolastico regionale, dal direttore del comitato tecnico scientifico dell’Osservatorio permanente sulle famiglie, dal dirigente del Centro operativo per la sicurezza cibernetica (Cosc) della Sicilia orientale e da quello della Sicilia occidentale, dal presidente del Comitato regionale per le comunicazioni (Corecom), da tre componenti designati dalle associazioni regionali di volontariato che operano nel settore del contrasto a pedofilia e pedopornografia, con ampia diffusione territoriale, scelti dall’assessore, dal dirigente generale del dipartimento regionale della Famiglia e delle politiche sociali. Questo organismo, che dura in carica tre anni ha tra gli obiettivi quello di sviluppare i livelli di prevenzione, formazione e ricerca volti alla sensibilizzazione della comunità per una cultura contro l’abuso, la pedofilia e la pedopornografia”.

Entrando più nel dettaglio, come si concretizzerà quest’opera di prevenzione, formazione, ricerca e sensibilizzazione?

“Tra i compiti del nuovo organismo vi è, per esempio, la predisposizione di una progettazione triennale, con stesura del programma di attività da svolgere nell’anno successivo, entro il mese di ottobre di ogni anno. Vi è anche il monitoraggio dell’emersione di crimini sessuali e delle richieste di aiuto sia da parte di minori vittime di abuso o sfruttamento sessuale, sia da parte di minori potenziali sex offenders, garantendo la partecipazione attiva di bambini e ragazzi nelle azioni di tutela e offrendo strumenti di supporto e accompagnamento, con particolare attenzione a minori in situazione di maggiore fragilità e vulnerabilità (persone con disabilità, minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo o coinvolti nella crisi dei rifugiati, minori stranieri accompagnati di fatto). Il nuovo organismo, inoltre, potrà promuovere iniziative di prevenzione e contrasto degli abusi, della violenza sui minori, grazie ad attività di sensibilizzazione dell’opinione pubblica attraverso campagne formativo-informative, e può stipulare protocolli d’intesa tra le istituzioni pubbliche e private, le realtà associative e di volontariato, le forze dell’ordine e le case famiglia, volti a rafforzare la rete territoriale già esistente”.

Lei pensa che la Regione Siciliana in questa azione di contrasto possa avere un supporto dalle istituzioni statali ed ecclesiastiche? E in che modo?

“La collaborazione, il coordinamento e la sinergia tra istituzioni pubbliche e organismi sociali rappresentano l’elemento essenziale di un’azione amministrativa che sia sinceramente rivolta al perseguimento del bene comune. La stessa denominazione dell’organismo, ‘Gruppo interistituzionale’, e la presenza di esponenti delle forze dell’ordine al suo interno, sono una prova evidente del supporto reciproco che le singole istituzioni possono dare nell’ottica collaborativa di cui parlavo prima. Un’ottica che deve comprendere anche le altre significative realtà sociali, tra cui quelle ecclesiastiche”. 

Questo nuovo organismo si confronterà anche con chi a livello associativo combatte da anni il deprecabile fenomeno della pedofilia?

“Non solo si confronterà ma, anche in questo caso, la composizione del gruppo interistituzionale, come abbiamo visto, prevede al suo interno la presenza di tre componenti designati dalle associazioni regionali di volontariato che operano nel campo del contrasto alla pedofilia. E, grazie a Dio, abbiamo in questo delicato ambito esperienze eccellenti. Come non pensare, per esempio, all’encomiabile attività svolta dall’Associazione Meter di don Fortunato Di Noto che da trentacinque anni si occupa di questa battaglia, riscontrando un apprezzamento anche a livello internazionale”.

Quali saranno i prossimi passi del Comitato Tecnico Scientifico che Lei dirige?

“Questa importante iniziativa rivolta alla tutela dei minori è la prova della bontà dell’intuizione di rivitalizzare l’Osservatorio permanente sulle famiglie attraverso la costituzione del Comitato Tecnico Scientifico. Ora aspettiamo la realizzazione imminente di altre iniziative volte all’applicazione di norme della Legge regionale 10/2003 sulla tutela e valorizzazione della famiglia, e alla sottoscrizione del protocollo d’intesa con la Provincia Autonoma di Trento per la promozione e diffusione nei propri territori di politiche family friendly, attraverso lo scambio di buone pratiche implementate proprio nell’ambito delle politiche familiari”.

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