Il cuore pulsante di un figlio

di Jacopo Coghe

IL PDL “UN CUORE CHE BATTE” IN PARLAMENTO È LA STRADA GIUSTA PER RICONOSCERE UMANITÀ CONCEPITO

La proposta di legge di iniziativa popolare “Un cuore che batte” – che vuole introdurre nella legge 194/1978 che il medico che effettua la visita che precede l’aborto sia obbligato a far vedere, tramite esami strumentali, alla donna il nascituro e a farle ascoltare il battito cardiaco dello stesso – promossa e sostenuta da varie realtà associative tra cui Pro Vita & Famiglia onlus, è approdata alla Camera dei Deputati dopo la verifica delle oltre 106mila firme raccolte e verrà ora discussa dalle Commissioni riunite II (Giustizia) e XII (Affari Sociali).

Far ascoltare alle donne il cuore pulsante del figlio è un primo passo importante per dimostrare, sia a livello medico che giuridico, che quella è una vita a tutti gli effetti e dunque il concepito, in quanto essere umano, ha dei diritti, primo di tutti quello alla Vita, senza il quale non possono esserci, a cascata, tutti gli altri, proprio come stiamo affermando da diverse settimane con la nostra Campagna in favore dell’umanità del concepito con affissioni, convegni e un sondaggio nazionale che ha rivelato come ben il 64% degli italiani sia favorevole al riconoscimento dei diritti inviolabili dell’uomo anche ai nascituri.

Auspichiamo che questa PdL venga discussa il prima possibile e, contestualmente, vengano discussi i disegni di legge come quelli dei Senatori Menia (FdI), Gasparri (FI) e Romeo (Lega), già presentati al Senato, alcuni dei quali propongono di modificare l’articolo 1 del codice civile al fine di riconoscere proprio la capacità giuridica del concepito.

*Portavoce di Pro Vita & Famiglia onlus

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