La Russia di Putin al voto

di Silvia Boltuc

LA RUSSIA AL VOTO PER DECIDERE IL FUTURO PRESIDENTE: REPORTAGE DA MOSCA

Mosca – Le elezioni presidenziali in Russia del 2024 iniziate lo scorso venerdì 15 marzo 2024 e in fase di conclusione oggi, domenica 17 marzo 2024, segnano un momento cruciale nella politica interna del paese che si è avvicinato al voto in un clima caratterizzato dal conflitto in Ucraina e dalle pressioni mediatiche.

Secondo le statistiche pubblicate nel tardo pomeriggio di domenica (ore locali in Russia 17.00), più del 70% degli elettori si è recato alle urne esprimendo la propria preferenza in merito ai quattro candidati presidenziali.

Un dato importante se si pensa che nelle elezioni presidenziali del 2018 il numero degli elettori si era fermato a 67,54%, dato che conferma la forte volontà dei russi di esprimersi attraverso il voto così come la strategia del governo russo nell’invitare o facilitare l’accesso alle urne dei propri cittadini.

In questo momento in cui viene scritto questo articolo a Mosca mancano soltanto due ore dalla chiusura dei seggi e, seppur non si hanno proiezioni sul possibile vincitore, secondo quanto riportato da molti media internazionali così dagli esperti di Russia, Vladimir Putin dovrebbe essere riconfermato alla guida del paese. Se ciò avvenisse Putin non solo riceverebbe il supporto nazionale per la sua politica interna ed estera, in un momento storico che vede la Russia impegnata militarmente in Ucraina ed economicamente nel fronteggiare le sanzioni occidentali, ma con la conferma della governance statale il mercato interno russo potrebbe divenire maggiormente stabile e appetibile per gli investitori stranieri. 

LE ELEZIONI PRESIDENZIALI RUSSE: DATI E CARATTERISTICHE

L’elettorato russo, composto da oltre 113 milioni di cittadini, è stato chiamato alle urne per scegliere il preferito tra Vladimir Putin, Leonid Slutsky, Vladislav Danankov e Nikolai Mikhailovic Kharitonov. Per favorire il voto il governo ha stabilito diverse modalità dando ampio spazio alle nuove tecnologie che, secondo quanto riscontrato in loco, hanno trovato gradimento tra la popolazione russa. Infatti, oltre al classico metodo di votare il proprio candidato attraverso la scheda cartacea, i cittadini russi in queste elezioni hanno potuto scegliere tra il sistema elettronico oppure il voto online tramite un’applicazione governativa la cui sicurezza è garantita da un sistema di blockchain implementato.

Non sono mancate le polemiche di natura internazionale, così come quelle legate direttamente all’Italia che hanno visto, per esempio, diverse critiche nei confronti del cantante Pupo giunto nel Paese per un concerto e per ‘parlare di pace’, avvenimenti che hanno trovato spazio nei media russi, ma non hanno influito sugli elettori la cui maggioranza si è recata alle urne per decidere il futuro presidente del paese. 

Nei diversi seggi visitati con il fine di comprendere il sistema elettorale russo e anche l’attualità politica nazionale è risaltato spesso agli occhi la predilezione o la curiosità per il voto elettronico che permette all’elettore o di preregistrarsi da casa e recarsi direttamente alle urne oppure di seguire la registrazione nel seggio per poi esprimere la propria preferenza al terminale. Se si pensa che soltanto le giovani generazioni abbiano scelto questo sistema si incorre in un errore, perché per stessa ammissione di diversi presidenti di seggio anche le persone anziane, spinte da curiosità o credendo nelle nuove tecnologie, hanno deciso di avvalersi di questa opzione. 

Voto elettronico, cartaceo, app dedicata per i più giovani o per coloro che non vogliono o possono recarsi alle urne e servizio di voto a casa sia cartaceo che elettronico per gli invalidi: cosi la Federazione Russa si è presentata al voto sottolineando la forte volontà di favorire l’accesso alle urne ai cittadini.

Non è mancata l’attenzione internazionale, come è possibile riscontrare sia nei giornali italiani che in quelli stranieri. Così come non è mancata la presenza di esperti e osservatori internazionali, soprattutto a Mosca, che hanno confermato l’attenzione globale sulle elezioni russe e la volontà espressa dal Cremlino di essere sottoposto a valutazione esterna. 

La minaccia di attacchi terroristici comunicata nelle scorse settimane da alcune ambasciate occidentali non ha impedito né lo svolgimento delle elezioni né la normale vita moscovita in una capitale che conta tra i 13 e i 15 milioni di abitanti e diversi siti strategici e sensibili. Così, passeggiando per le strade di Mosca dal venerdì sera in poi è stato possibile riscontrare una vivacità cittadina, anche grazie alla festa del Maslenitsa che si è svolta proprio in questa settimana, che si è riflessa nell’affluenza alle urne iniziata lentamente e con un picco decisivo tra sabato e domenica. 

CONCLUSIONI

Anche se nel momento in cui viene scritto questo articolo non si è a conoscenza su chi sarà il prossimo presidente russo, dal punto di vista sociopolitico le votazioni hanno confermato l’interesse dei cittadini russi per la politica interna del proprio paese che in queste elezioni ha visto come uno degli argomenti principali il conflitto in Ucraine e lo sviluppo economico. La chiamata alle urne, inoltre, ha evidenziato la volontà di Mosca di modernizzare il sistema elettorale in modo da renderlo sempre più accessibile e quindi accrescere la percentuale di votanti che, come si evince dai dati, ha già riscontrato un numero superiore alle votazioni del 2018.

Se nel breve termine queste votazioni ci diranno chi guiderà per i prossimi sei anni la Federazione Russa, le implicazioni nel lungo periodo possono essere significative, specialmente se la tanto acclamata riconferma del presidente uscente dovesse avvenire. Infatti, di nuovo alla guida del proprio Paese, Vladimir Putin non solo consoliderebbe maggiormente la propria leadership nazionale, ma riceverebbe una sorta di ‘benestare’ in materia di politica estera in special modo per quel che riguarda il conflitto ucraino e i rapporti con Bruxelles e Washington così come la recente apertura e incrementato interesse verso l’Estremo Oriente, il mondo arabo-musulmano e il continente africano. 

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