Il vescovo Santoro: “occorre un cambio radicale di rotta”

Il vescovo Santoro: “occorre un cambio radicale di rotta”

di Bruno Volpe

INTERVISTA ALL’ALL’ARCIVESCOVO DI TARANTO

“La Pasqua è la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, un invito alla vita nuova”: lo dice in questa intervista che ci ha rilasciato Monsignor Filippo Santoro, arcivescovo metropolita emerito di Taranto commentando il senso della Pasqua.

Eccellenza Santoro, come possiamo definire la Pasqua?

“Intanto è la festa per noi credenti più importante dell’anno, il centro della nostra vita. Con il Natale abbiamo e celebriamo il mistero della Incarnazione del Figlio di Dio, ma con la Pasqua si ha il trionfo della nostra natura, il passaggio dalla vita vecchia alla nuova. Pasqua infatti vuole dire passaggio ed è il culmine dell’ anno liturgico”.

Qual è il ruolo del Signore nella Pasqua?

“Con la sua resurrezione, Gesù entra nella storia e vince il dramma della morte. La Pasqua, prima ancora che una festa religiosa, deve consistere in un cambiamento totale di prospettiva, un rinnovamento nella nostra qualità di vita, nel modo di appprocciarci all’ esistenza. Questo naturalmente vale in ogni ambito del nostro vissuto, nel lavoro, in società, in famiglia. Un cambio radicale di rotta”.

Eppure, sia pur per tradizione, abbiamo la tentazione di fermaarci al Venerdì santo, e quasi di ignorare la Pasqua…

“In effetti questo succede ed è frutto di una idea sbagliata delle devozioni e della stessa pietà popolare. Tuttavia noi, come cristiani, non dobbiamo annunciare un Cristo morto, ma un Cristo vivo. Eppure esiste ed è forte, la tendenza secolare, a mettere Dio a margine della vita e non al centro, come dovrebbe essere. Al contrario occorre considerare e valutare che la Pasqua rappresenta, se rettamente e correttamente vissuta, la più radicale e profonda trasformazione. Come dicevo prima, vale nella nostra esistenza privata, ma anche in quella pubblica. Attraversiamo un’ epoca dominata da quella pericolosa corrente di pensiero e di stile di vita chiamati individualismo e se vogliamo definirci cristiani dobbiamo abbandonare questo modo di concepire l’ esistenza, anteponendo il noi all’ io”.

Qual è il modo migliore di vivere la Pasqua?

“Se uno è davvero credente è quello di non dare mai nulla per scontato. Bisogna cercare Cristo tra i vivi e non tra i morti, perchè alla fine, Pasqua è la vittoria della vita e non della morte. Da credenti dobbiamo considerare sempre che la Pasqua è il centro della nostra vita cristiana”.

Gli ortodossi e gli orientali per farsi gli auguri usano la bella espressione: “Cristo è risorto, davvero è risorto…”

“La apprezzo molto, questo se lo dicono al mattino di Pasqua e ritengo riassuma con esattezza e precisione il senso della Pasqua. In quanto alla maniera più adeguata di vivere questo tempo favorevole che la Chiesa ci offre, è seguire le attività del Papa, i suoi saggi suggerimenti, la liturgia, la Parola, i sacramenti e le devozioni popolari che, se ben fatte e soprattutto rettamente intese, sono importanti e ricche di significato. E poi come suggerimento di vita, non dare mai nulla per scontato. Aprirsi alla curiosità, alla novità, alla freschezza e alla Bellezza. La Pasqua è soprattutto cambiamento e il primo cambiamento in positivo, deve avvenire dentro di noi, con la trasformazione dall’ uomo vecchio all’ uomo nuovo”.

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