Buono, virtuoso, fu capace di indignarsi contro l’immoralità e l’ingiustizia

Buono, virtuoso, fu capace di indignarsi contro l’immoralità e l’ingiustizia

di Mariella Lentini*

ECCO CHI E’ SANT’AMOS PROFETA

Amos, dall’ebraico “forte”, è un profeta nominato nell’Antico Testamento, vissuto otto secoli prima della nascita di Gesù. È un contadino e pecoraio di un paese vicino a Betlemme, Tekoa, nel regno di Giuda. Egli è buono, virtuoso, capace di indignarsi contro l’immoralità e l’ingiustizia. Verso il 760 a.C., mentre sta pascolando il gregge, Dio gli ordina di recarsi a Nord, in Israele, nel regno guidato dal re Geroboamo II, per andare a portare la Parola di Dio. In quella terra c’è tanto benessere. Purtroppo la vita viene condotta in maniera smodata: i ricchi sono spendaccioni, egoisti, senza cuore. Si sono dimenticati di Dio perché pensano di non averne bisogno. Possiedono tanto denaro e per questo motivo si sentono forti, mentre i poveri vengono sfruttati e resi sempre più miseri dai benestanti che, avidi, accrescono le loro ricchezze.

Amos non ha mai predicato, si è sempre occupato di coltivare la terra e custodire le pecore. Però ubbidisce a Dio e, fiducioso, si mette in viaggio. Quando arriva a Betel comincia a predicare e a parlare alla gente con parole semplici per farsi capire da tutti. Il profeta si scaglia contro l’ingiustizia sociale e il lusso sfrenato. Accusa i ricchi, pieni di superbia, di sfruttare gli schiavi, di commettere truffe e raggiri ai danni dei più indifesi, di prestare denaro a interessi da usura, di non aiutare i poveri e di non fare nulla per loro. Li accusa di partecipare alle cerimonie religiose senza mettere in pratica la Parola di Dio. Le parole di rimprovero sono anche rivolte contro i sacerdoti giudicati ipocriti. Essi, nel loro tempio arredato con sfarzo e con le loro solenni cerimonie, assecondano una falsa religiosità. Amos avverte di essere stato inviato da Dio e che è arrivato il tempo della punizione. Il profeta urla alla folla che un popolo che si allontana dal Signore deve vergognarsi ed è destinato alla distruzione. Il semplice contadino proclama con asprezza una verità scomoda che fa infuriare il capo dei sacerdoti Amasia. Il profeta biblico, inviato da Dio, viene così cacciato via dal capo dei sacerdoti, in nome del re Geroboamo II. L’umile pastore se ne torna a casa non prima di aver profetizzato la rovina d’Israele, sconfitta nel 722 a.C. dall’invasione degli Assiri.

 

* Autrice del libro
“Santi compagni guida per tutti i giorni”

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