Chi voleva seppellire il Cattolicesimo giace nel sepolcro, anche ideologico… e la Chiesa è ancora qui!

Chi voleva seppellire il Cattolicesimo giace nel sepolcro, anche ideologico… e la Chiesa è ancora qui!

di Diego Torre

ANTEPORRE I PROPRI CAPRICCI A DIO VUOL DIRE CROCIFIGGERLO ANCORA!

“Quelli” come lo vissero il Sabato Santo? Immagino i nemici sghignazzare e brindare alla morte di quel “figlio di falegname” che osava proclamarsi Figlio di Dio.

Certamente alcuni di loro avevano notato qualche stranezza, come il nome di Dio in ebraico, JHWH, fatto scrivere involontariamente da Pilato sul cartello appeso in alto sulla croce.

Questo spiega la rabbia con cui chiesero la modifica della scritta che Pilato però negò: l’unico strano gesto di coraggio di questo povero uomo in tutta la vicenda.

Qualcuno forse, fra i più colti, percepì di trattarsi veramente del Figlio di Dio. Che morisse allora, e non si permettesse più di concepire progetti diversi da quelli dell’uomo!

Ma questo succede anche ora, nelle scelte di vita di tanti che antepongono i propri capricci e desideri alla chiamata divina e anche così crocifiggono Dio!

I discepoli invece, nascosti sotto il tavolo del cenacolo, non sanno a quale sentimento dare spazio per primo. La paura di fare la fine del maestro? La delusione per una bella avventura andata a male? Carriere troncate?

Il ricordo dei bei tempi andati, miracoli, trionfi, folle in delirio… tutto finito tragicamente!

“E ora a noi che succederà? Se va bene riusciamo a dileguarci e tornare alla vita di prima. Sì, prima di conoscere quell’estremista del Maestro che si gioca il favore di tutti cacciando i mercanti dal tempio. Eppure fino al giorno prima le folle impazzivano per Lui ed Egli aveva Gerusalemme in pugno. Un’occasione d’oro per prendere il potere, sprecata per la Sua incomprensibile intransigenza!”

E Maria? Stabat; ancora! Come fa ad essere così serena? Dovrebbe essere la più agitata di tutti e invece, l’indomani stesso, neppure andrà con le pie donne alla tomba del Figlio a ricomporne le membra lacerate. E senza dare spiegazioni. Chissà che avranno pensato!

Siamo tentati di condannarli. Come si fa dinnanzi alla ovvietà (?) della Resurrezione a dubitare? Come si fa a non capire la mission del Maestro con cui avevano vissuto tre anni eccezionali?

Noi queste cose le sappiamo benissimo; eppure non siamo tanto diversi. Come facciamo a dubitare della Resurrezione, della Chiesa nonostante gli scandali, le apostasie e le eresie che la affliggono?

Ricordiamo i tempi di una cristianità realizzata con lo sforzo eroico di martiri, evangelizzatori, re cristiani, religiosi santi, teologi geniali, le sue liturgie e le sue cattedrali, le sue missioni e le sue opere caritative, ma crediamo nella sua resurrezione?

Eppure in duemila anni l’abbiamo vista risorgere tante volte dalle sue ceneri, sempre vittoriosa. E tutti coloro che hanno provato a seppellirla giacciono essi nel loro sepolcro, anche ideologico, …. e la Chiesa è ancora qui.

Vediamo crollare la società cristiana, sfasciarsi le famiglie, diminuire le nascite ed aumentare le morti, calare le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata.  E come i discepoli di Emmaus vorremmo scappare dal palcoscenico della storia, se non della stessa vita.

Il panorama del presente è triste; ed anche le prospettive del futuro. Siamo nel sabato santo della Chiesa. Un tempo di silenzio e di incertezza, di sofferenza e di inquietudine. Pare che il Maestro dorma mentre la barca è sempre più squassata dalle onde.

Un tempo in cui dovremmo invece ricordare, come Maria, le divine promesse: di essere con noi fino alla fine dei tempi, di vedere predicato il vangelo fino agli estremi confini della terra.  

E dobbiamo ancora guardare a Maria, alla Sua fede, alla Sua pace interiore che non può essere turbata dai più grandi dolori, neanche dalla spada di Simeone.

Ella vive un’attesa fiduciosa e paziente; Ella sa che le promesse di Dio si avvereranno e ne prepara l’attuazione con la Sua Mediazione di grazie, la Sua preghiera, il Suo esempio, le Sue manifestazioni. E come Lei, insieme a Lei ed intorno a Lei, dobbiamo pregare, sacrificarci ed agire per il trionfo del Suo Cuore Immacolato, promessoci a Fatima. Stabat. Sì, anche noi.

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